Rassegna Stampa

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08.01.26

TELEAMBIENTE.IT

Allarme PFAS in Toscana: Bloccate l’acqua potabile

In Toscana è stata segnalata una possibile contaminazione da PFAS nella falda di San Filippo, da cui proviene acqua potabile. Le analisi hanno rilevato concentrazioni complessive di sei sostanze PFAS pari a 107,7 ng/l, oltre ai limiti europei, e la presenza di composti non normati come PFMS e TFA. Bisogna avviare interventi urgenti per garantire la sicurezza idrica, in linea con le nuove regole europee che fissano un limite massimo di 100 ng/l per il totale dei PFAS e 20 ng/l per quattro sostanze specifiche.
08.01.26

PREALPINA.IT (WEB)

Liquami nel Ticino, rabbia a Sesto Calende

A Sesto Calende si è verificato un nuovo sversamento di liquami nel fiume Ticino, causato dalle criticità della rete fognaria mista e dal sovraccarico del depuratore. Il problema, legato a una struttura obsoleta, non è risolvibile in modo definitivo, anche se sono previsti interventi da 4,8 milioni di euro. Le autorità locali e il gestore Alfa srl lavorano per mitigare gli effetti, ma le fuoriuscite restano frequenti in caso di piogge intense.

08.01.26

LEGANERD.COM

Inquinamento invisibile: gli incendi rilasciano molti piu’ composti tossici di quanto stimato

Gli incendi boschivi, rilasciano nell’atmosfera enormi quantità di composti organici inquinanti, pari al 21% delle emissioni globali, un valore simile a quello delle attività industriali. Dal 1997 al 2023 sono stati immessi 143 milioni di tonnellate di sostanze nocive, con effetti gravi sulla salute, sul riscaldamento globale e sullo strato di ozono. Le praterie secche risultano le più inquinanti, mentre gli hotspot principali sono in Africa meridionale, Australia, Nuova Zelanda, Nord America e Asia.
08.01.26

TRASPORTOEUROPA.IT

Un incendio ha colpito il polo logistico Casoria Arzano

Un vasto incendio ha distrutto un capannone logistico tra Casoria e Arzano, generando una nube di fumo nero visibile a chilometri. Non ci sono feriti, ma la struttura è quasi completamente compromessa e si registrano danni a veicoli e immobili vicini. Arpac Campania ha avviato controlli sulla qualità dell’aria per verificare la presenza di diossine e furani, mentre le autorità indagano sulle possibili cause.
29.12.25

IL PICCOLO

Ancora macchie oleose nel canale di Rava Faro acceso su Cromaris

L’articolo segnala il ripetersi di fenomeni di inquinamento marino nel canale di Rava, con la presenza di macchie oleose e sostanze mucillaginose potenzialmente legate alle attività di maricoltura.
Episodi di questo tipo evidenziano come gli allevamenti di pesce e crostacei in mare, se non correttamente gestiti, possano compromettere ecosistemi delicati come fondali, posidonia e fauna marina.
La tutela del mare e delle sue specie richiede quindi prevenzione, controlli adeguati e una gestione strutturata dei rischi ambientali, anche attraverso strumenti assicurativi specifici.

29.12.25

LA NUOVA DI VENEZIA E MESTRE

Incendio alla Metalrecycling Venice Rifiuti a fuoco, paura ma nessun ferito

Un incendio è divampato nello stabilimento della Metalrecycling Venice Srl a Malcontenta (Mestre), azienda attiva nel riciclo e recupero di materiali e composti metallici, a seguito della probabile autocombustione di una montagnola di rifiuti stoccati nel sito. Il rogo ha generato una significativa nube di fumo che ha interessato anche l’area abitata circostante, senza causare feriti.
L’episodio evidenzia come, anche in impianti dedicati all’economia circolare, un incendio possa determinare potenziali impatti ambientali legati a emissioni, residui della combustione e acque di spegnimento.
La prevenzione e la corretta gestione dei rischi di Responsabilità Ambientale sono quindi fondamentali per ridurre e gestire efficacemente i danni all’ambiente in caso di eventi come l’incendio.

29.12.25

CORRIERE DI NOVARA

Incendio in un capannone alla “Giacomini”

Un incendio è scoppiato in un capannone della Giacomini S.p.A., azienda storica di San Maurizio d’Opaglio (NO), attiva a livello internazionale nella produzione di componenti per la climatizzazione, la distribuzione di acqua e gas. Le fiamme si sono sviluppate all’interno dello stabilimento, generando una densa colonna di fumo e richiedendo l’intervento dei Vigili del Fuoco per limitare i danni e mettere in sicurezza l’area.
L’episodio conferma quanto sia fondamentale una corretta gestione dei rischi di Responsabilità Ambientale, perché anche eventi come un incendio possono causare impatti ambientali rilevanti, che vanno prevenuti e gestiti con strumenti adeguati.

30.12.25

ILQUOTIDIANODITALIA.IT

I siti contaminati in attesa di bonifica sono 39? Dove si trovano e quali danni causano all’ambiente

In Italia si parla spesso di 39 Siti di Interesse Nazionale (SIN), ma questo numero racconta solo una parte del problema. Secondo i dati ISPRA/SNPA aggiornati al 2025, i siti potenzialmente contaminati censiti a livello nazionale sono oltre 42.000, distribuiti su tutto il territorio e in gran parte ancora in attesa di caratterizzazione o bonifica. La contaminazione di un sito non è mai un fenomeno isolato: compromette suolo, acque e aria, incide sulla salute delle persone (con aumenti documentati di patologie croniche e oncologiche), riduce la qualità della vita, svaluta i territori e genera costi economici e sociali elevatissimi per comunità e imprese. È per questo che prevenzione, gestione del rischio e strumenti di tutela adeguati restano elementi centrali per affrontare una delle emergenze ambientali più rilevanti del Paese.

29.12.25

TODAY.IT (WEB)

Maxi incendio nel terminal pieno di merce: 30.000 metri quadri di container in fiamme

Un evento come questo evidenzia ancora una volta come un incendio industriale possa generare impatti ambientali rilevanti, con potenziali ricadute su aria, suolo e acque e conseguenti obblighi di bonifica.
La gestione dell’emergenza e il monitoraggio successivo sono fondamentali, ma non sempre sufficienti a mitigare i danni nel medio-lungo periodo.
Da qui l’importanza di una corretta prevenzione e di adeguate coperture di Responsabilità Ambientale, a tutela delle imprese e del territorio.

29.12.25

PLUS24 (IL SOLE 24 ORE)

Rischio ambientale? Meno dell’1% si assicura

Nell’intervista a Il Sole 24 Ore, Lisa Casali evidenzia come la Responsabilità Ambientale resti ancora largamente sottovalutata: meno dell’1% delle imprese italiane è oggi adeguatamente assicurato, nonostante obblighi normativi e rischi crescenti.
L’attenzione alle sole coperture Cat Nat non è sufficiente a gestire i danni ambientali, spesso più onerosi e complessi.
Un richiamo chiaro alla necessità di rafforzare prevenzione, consapevolezza e maggior ricorso a strumenti assicurativi dedicati, per tutelare imprese, territorio e collettività.