Rassegna Stampa

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27.04.26

ILGAZZETTINO.IT (WEB)

Gasolio nell’affluente del Sile, il sindaco: «Forte odore di carburante».

Uno sversamento di gasolio, segnalato da un forte odore e dal cambiamento di colore dell’acqua, è stato riscontrato ad Azzano Decimo, in provincia di Pordenone, in una roggia affluente del Fiume Sile. Protezione civile e vigili del fuoco hanno posizionato panne assorbenti, mentre Arpa sta svolgendo le analisi e sono in corso le indagini per risalire all’origine.

27.04.26

AFFARI&FINANZA (LA REPUBBLICA)

L’Unione europea dichiara guerra al greenwashing

Dal 27 settembre 2026 entreranno in vigore le nuove norme europee contro il greenwashing, che impongono alle aziende di basare le dichiarazioni ambientali e sociali su criteri di trasparenza, indipendenza e verificabilità. Il mancato rispetto espone le imprese a sanzioni amministrative, civili e penali, rafforzando la tutela dei consumatori contro comunicazioni ingannevoli sulla sostenibilità.

27.04.26

TORINOTODAY.IT (WEB)

Grosso incendio a Cafasse: gravemente danneggiata un’officina, nube di fumo visibile da distante

24.04.26

GAZZETTA DEL SUD

Altro guasto alla rete fognaria I liquami finiscono in spiaggia

A Capo d’Orlando un nuovo guasto alla rete fognaria ha provocato lo sversamento di liquami direttamente sulla spiaggia del lungomare Andrea Doria: il blocco della pompa di sollevamento n. 8, già privata del motore di riserva, ha aperto la bocca di sfogo delle acque nere, con evidenti ricadute sull’ambiente e sull’immagine turistica della città in vista della stagione estiva. Il problema, come evidenziato da un ex funzionario comunale, è strutturale e deriva dalla promiscuità tra rete fognaria e acque bianche, che causa frequenti intasamenti delle pompe. Episodi di questo tipo confermano quanto sia strategica, per i gestori delle reti fognarie, una copertura assicurativa ambientale adeguata: gli sversamenti accidentali possono infatti generare danni rilevanti a matrici naturali (suolo, acque costiere, ecosistemi marini), oneri di bonifica, richieste risarcitorie da parte di operatori economici danneggiati e contestazioni amministrative, voci di costo difficilmente sostenibili senza un’idonea protezione assicurativa a tutela del gestore e della collettività.

24.04.26

IL GAZZETTINO

Pedemontana, rilevati Pfas in 18 siti su 28 Avs e Pd: “Chi ha sbagliato deve pagare”

La Pedemontana Veneta si conferma un caso ambientale rilevante: su 28 siti campionati tra Malo e Sant’Urbano, 18 presentano contaminazione da Pfba, riconducibile all’accelerante di presa del calcestruzzo imposto dalla Regione al concessionario Sis. La Procura di Vicenza valuta il processo per 12 indagati per inquinamento ambientale e omessa verifica. Arpav segnala valori allo scarico sotto i 100 ng/l grazie alla sostituzione dei filtri ogni 15-20 giorni, mentre la Regione avvia uno studio epidemiologico tra Dueville e Caldogno. Restano aperti i nodi del monitoraggio delle terre di scavo, dell’Osservatorio permanente e dei costi di controllo sui pozzi privati.

24.04.26

IL GAZZETTINO - EDIZIONE PADOVA/ABANO/

Discarica, avviata la sperimentazione per il trattamento dei Pfas nel percolato

Un segnale positivo arriva dalla discarica di Sant’Urbano (PD), gestita da Gea (gruppo Greenthesis), visitata da Cisambiente Confindustria nell’ambito del Grand Tour Impianti tra i poli più avanzati del Veneto nella gestione ambientale. Il cuore dell’impianto è un sistema di trattamento del percolato basato su osmosi inversa a triplice effetto, capace di abbattere oltre il 90% del concentrato liquido e di restituire acqua depurata nel rispetto dei limiti di legge, riutilizzata per i fabbisogni operativi del sito. Di particolare rilievo la sperimentazione avviata per il trattamento dei Pfas presenti nel percolato, una delle sfide ambientali più complesse degli ultimi anni. Un modello virtuoso che può rappresentare un riferimento concreto per tutte le discariche chiamate ad attrezzarsi nella gestione del rischio Pfas, evitandone il rilascio nell’ambiente e dimostrando come innovazione tecnologica e tutela delle matrici naturali possano rafforzarsi reciprocamente.

27.04.26

LAPROVINCIACR.IT (WEB)

Il doppio mistero: fiume ‘schiumoso’, piccioni morti

Nei giorni scorsi si sono verificati degli sversamenti nel Fiume Adda, in provincia di Cremona, con la comparsa di estese chiazze di schiuma bianca lungo il corso d’acqua e crescenti timori per l’ecosistema fluviale. Episodi di questo tipo evidenziano il rischio ambientale connesso alle attività industriali e rafforzano l’importanza di strumenti di prevenzione e di un’adeguata copertura assicurativa per i danni ambientali, a tutela del territorio e delle comunità locali.

27.04.26

ILDOLOMITI.IT

Un’alta colonna di fumo nero si alza dall’impianto, bruciano tonnellate di rifiuti di plastica, cartone e legno

Un vasto incendio ha interessato un impianto di trattamento rifiuti a Nikolsdorf, in Austria, con tonnellate di plastica, cartone e legno in fiamme e una densa colonna di fumo visibile a distanza. Le fiamme sono state domate dopo circa tre ore da 130 vigili del fuoco con 20 mezzi; non si registrano feriti e sono in corso indagini sulle cause e sulle possibili conseguenze ambientali.

27.04.26

PUPIA.TV (WEB)

Sessa Aurunca, incendio in azienda lavorazione pomodori

Un incendio ha colpito uno stabilimento per la lavorazione dei pomodori, in provincia di Caserta, con lo sviluppo di fumi e il potenziale rilascio di sostanze contaminanti nell’ambiente circostante. Il rischio incendio è un rischio tipicamente trasversale, dal quale nessuna azienda è realmente “immune”, e disporre di un’adeguata copertura assicurativa per i danni all’Ambiente, esclusi dalle polizze incendio tradizionali, risulta fondamentale per la tutela delle imprese e del territorio.

24.04.26

GDC.ANCIDIGITALE.IT

Consiglio di Stato: il soggetto che contribuisce alla contaminazione puo’ essere obbligato alla bonifica

Con la sentenza n. 02971/2026, il Consiglio di Stato (Sezione Quarta) ha affermato un principio di rilievo in materia di bonifiche ambientali: l’obbligo di messa in sicurezza e bonifica può gravare anche su chi abbia concorso causalmente alla contaminazione, senza che sia indispensabile la formale conclusione del procedimento di individuazione del responsabile ex art. 244 del d.lgs. 152/2006. In applicazione del principio “chi inquina paga”, i giudici hanno chiarito che l’intervento volontario ex art. 245 TUA non esclude l’imposizione di obblighi conseguenti, e che le valutazioni svolte in conferenza dei servizi possono fondare le prescrizioni ambientali anche in caso di contaminazione plurifattoriale, purché sussista un nesso causale non meramente ipotetico. Una pronuncia che rafforza gli strumenti a disposizione della PA nell’imputazione delle responsabilità ambientali.