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05.03.26

ULTIMABOZZA.IT

Pfas, l’Europa accelera, ma il vero nodo resta il divieto

PFAS: vietarli conviene, anche economicamente

Il rapporto della Commissione Europea pubblicato a gennaio offre una base scientifica difficile da ignorare: vietare completamente la produzione e l’uso dei PFAS non è solo la scelta più efficace per la salute pubblica, ma anche quella economicamente più vantaggiosa. Con un costo stimato di circa 330 miliardi di euro fino al 2050, lo scenario del divieto totale risulta nettamente preferibile rispetto a qualsiasi alternativa basata sul solo monitoraggio o sulla bonifica a posteriori, con risparmi che arrivano a superare i 1.370 miliardi rispetto all’applicazione dei nuovi standard sulle acque superficiali.

Per il settore assicurativo e per le imprese, i numeri parlano chiaro: continuare a gestire il rischio PFAS in modo reattivo — attraverso bonifiche, trattamenti idrici e costi sanitari — è enormemente più oneroso che eliminarne le cause alla fonte. Un principio che il mondo assicurativo conosce bene e che trova qui una conferma quantitativa straordinariamente netta. Mentre l’iter normativo europeo procede verso un inasprimento dei controlli sulle acque, vale la pena tenere d’occhio l’evoluzione del dibattito sul divieto generale: le implicazioni in termini di responsabilità ambientale e di rischio assicurabile potrebbero essere significative.

05.03.26

NONSOLOAMBIENTE.IT (WEB2)

Pronto intervento ambientale: tra innovazione e vuoti normativi. Il report dalla Camera dei Deputati

Pronto intervento ambientale: innovazione e normativa ancora distanti

Al convegno “Pronto intervento ambientale: innovazione è futuro nella protezione dell’ambiente”, tenutosi alla Sala della Lupa a Montecitorio, è emerso con chiarezza il paradosso che caratterizza il sistema italiano: la tecnologia corre, ma la legislazione fatica a tenere il passo. IoT, AI e Smart Grid sono ormai indispensabili per passare da un approccio reattivo a uno predittivo, in un Paese dove il 94% del territorio è a rischio idrogeologico.

In questo contesto, Lisa Casali di Pool Ambiente ha portato all’attenzione dei presenti una criticità spesso sottovalutata: il tasso di assicurazione contro i danni ambientali nelle imprese italiane non raggiunge l’1%, a fronte di circa 1.000 casi accertati ogni anno. Un dato che fotografa un’esposizione al rischio ancora largamente scoperta. Casali ha tuttavia indicato una strada concreta: dove la PdR UNI 107:2021 viene implementata, il rischio di impatto ambientale può essere ridotto fino al 73% attraverso opere mirate di prevenzione, spesso a basso costo. Un messaggio chiaro rivolto a imprese e istituzioni: investire in prevenzione non è solo una scelta responsabile, ma una leva economica e competitiva determinante.

05.03.26

LA NAZIONE - EDIZIONE VIAREGGIO/VER

Allarme degli ambientalisti “Rischio inquinamento”

Il caso del Lago di Porta fotografa perfettamente una dinamica che si ripete con frequenza allarmante nel nostro Paese: un’area naturale protetta, inserita in Rete Natura 2000, che si trova a cinquanta metri da una discarica. Indipendentemente da come si risolverà il confronto tra ambientalisti e gestori, questa prossimità è di per sé un elemento di rischio che non può essere sottovalutato.

Lo sversamento di percolato del maggio 2024 è un dato di fatto, e rappresenta esattamente il tipo di evento che nel mondo assicurativo e della responsabilità ambientale definiamo ‘sinistro sentinella’: un episodio che, anche se gestito e risolto, segnala la presenza di una vulnerabilità strutturale del sito. La circostanza che gli interventi successivi siano stati validati dalle autorità competenti è necessaria, ma non sufficiente a escludere rischi futuri.

Il vero nodo, in casi come questo, è la distanza — fisica e concettuale — tra conformità normativa e tutela reale dell’ambiente. Rispettare i limiti autorizzativi è il minimo indispensabile, non una garanzia assoluta di sicurezza per un ecosistema così fragile e prezioso. Auspico che la Regione Toscana affronti questa valutazione con la massima cautela, ponendo la tutela del lago al centro della decisione, al di là delle posizioni contrapposte delle parti.

05.03.26

GREENME.IT (WEB)

PFAS, la contaminazione invisibile che ha avvelenato il Veneto (e non solo)

27.02.26

ILGIORNALE.IT

Ispra presenta alla Camera la “Piattaforma per la sostenibilita’ della finanza e delle imprese”

E’ stata presentata alla Camera dei Deputati la nuova piattaforma di ISPRA a supporto delle aziende per il calcolo degli impatti ambientali.
La piattaforma sarà disponibile dopo l’estate e permetterà la generazione degli indicatori previsti dalla normativa e il download di report in formati standardizzati, permettendo alle imprese e le di rispondere alle richieste di dati da parte di banche e stakeholders, facilitando l’accesso ai capitali e promuovendo una cultura della sostenibilità fondata sulla validità scientifica.

26.02.26

GREENREPORT.IT (WEB)

L’inquinamento delle industrie energivore costa all’Europa 73 miliardi all’anno per danni alla salute

Nonostante i miglioramenti e le evoluzioni tecnologiche, rimangono elevate le ricadute delle attività produttive su salute e ambiente, soprattutto per le aziende energivore.

24.02.26

BERGAMONEWS.IT (WEB)

Inquinamento di fiumi, laghi e torrenti bergamaschi: in cinque anni oltre 400 segnalazioni all’Arpa

La qualità delle acque superficiali rappresenta un obiettivo sensibile delle attività antropiche in quanto scarichi non controllati e cattive pratiche di gestione contribuiscono al deterioramento di fiumi, laghi e canali. Un approccio improntato alla prevenzione potrebbe ridurre in modo significativo i fenomeni di inquinamento. In questo contesto, l’adozione della PdR 107:2021 (che fornisce linee guida per la prevenzione e la gestione del rischio ambientale) rappresenta uno strumento efficace per migliorare i processi aziendali e rafforzare le misure di tutela delle risorse idriche.

23.02.26

GAZZETTADIREGGIO.IT (WEB)

Maxi incendio alla ChemCo: e’ allarme in tutta Vezzano

Un grosso incendio ha devastato un’azienda chimica destando preoccupazione per la salute pubblica in tutto il centro abitato.

20.02.26

Reteambiente

Rifiuti abbandonati: chi movimenta è responsabile

Secondo una recente pronuncia della Cassazione, il proprietario di un terreno che movimenta o gestisce rifiuti abbandonati da terzi ne assume la piena responsabilità e il conseguente obbligo di ripristino. Al contrario, la semplice inerzia o la mancata rimozione dei rifiuti non configurano alcun illecito a suo carico, a condizione che non vi sia stato alcun concorso con gli autori materiali dell’abbandono

23.02.26

DIECI.MEDIA

Emergenza diossina a Campofelice

L’emergenza diossina a seguito di roghi ed emissioni nocive ha comportato l’attivazione di un piano di indagini e monitoraggi per verificare pericoli per la salute pubblica.