Rassegna Stampa
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IL SOLE 24 ORE
Crimini ambientali: tutela penale per habitat, aria, acqua, flora e fauna
BRESCIAOGGI
Cromo esavalente nella falda Finalmente puo’ partire la bonifica
Ex Cromoplast a Gardone Valtrompia: 35 anni per bonificare una falda
L’articolo di Bresciaoggi (19 aprile 2026) segnala l’avvio, dopo trentacinque anni, della bonifica della falda contaminata da cromo esavalente nell’ex sito di cromatura galvanica Cromoplast. Il caso ricorda quanto i ritardi nelle bonifiche incidano sulla salute pubblica e sulla tenuta di falde acquifere ormai sempre più vulnerabili per siccità e sovrasfruttamento. Le polizze di Responsabilità Civile Inquinamento svolgono qui un ruolo strutturale: coprire i costi di bonifica delle acque sotterranee, le contaminazioni graduali e storiche, le spese di caratterizzazione e monitoraggio e i danni a terzi significa accorciare i tempi di intervento e trasformare la tutela del territorio da emergenza a prassi ordinaria.
JUORNO.IT
Siti orfani, piano Pnrr rimodulato: meno interventi sulla carta e piu’ bonifiche reali. Campania, 60
Siti orfani e PNRR: la rimodulazione conferma il peso delle contaminazioni “senza responsabile”
L’articolo di Juorno.it (20 aprile 2026) dà conto della rimodulazione del piano PNRR sui siti orfani — da 500 a 470 milioni, con obiettivo di bonifica certificata del 70% della superficie — e dei 60 milioni destinati alla Campania per 15 interventi, dalle ex discariche ai depositi di fitofarmaci. Il dato di fondo resta però la dimensione del fenomeno: decine di migliaia di aree contaminate in Italia per le quali, in assenza di un responsabile solvibile, gli oneri di bonifica ricadono sulla collettività. Proprio per questo le polizze di Responsabilità Ambientale rappresentano un presidio essenziale: internalizzano il costo ambientale in capo a chi svolge l’attività a rischio, riducono la platea dei futuri “siti orfani” e garantiscono risorse immediate per messa in sicurezza e bonifica, senza attendere i tempi e i vincoli della finanza pubblica.
TORINONEWS24.IT
Torino Maxi incendio a Beinasco: a fuoco la Speed Trasporti. Residenti evacuati
Maxi incendio a Beinasco: la polizza incendio non basta per i danni ambientali
L’articolo del Corriere delle Alpi (19 aprile 2026) riporta il maxi rogo che ha coinvolto il capannone della Speed Trasporti / Speed Service, azienda di trasporto merci e logistica di Beinasco, con evacuazione di abitazioni, intervento di ARPA e densa nube di fumo sulla zona industriale. In eventi di questo tipo, la combustione di veicoli, pneumatici, imballaggi, carburanti e merci eterogenee genera ricadute al suolo di sostanze inquinanti e acque di spegnimento cariche di contaminanti, con possibili impatti su aria, terreno e falda. È importante ricordare che la polizza incendio copre i danni “fisici” al fabbricato e alle merci, ma non gli oneri di caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica delle matrici ambientali né i danni a terzi da inquinamento: per questi rischi è necessaria una polizza di Responsabilità Ambientale, che garantisce la copertura delle contaminazioni anche di origine accidentale come quelle conseguenti a un incendio.
LANAZIONE.IT (WEB)
Veleni Pfas nell’acqua, la Regione avvia indagine: sotto analisi le cartiere
PFAS in Toscana: la Regione avvia il monitoraggio, le aziende devono prepararsi
L’articolo de La Nazione (19 aprile 2026) riferisce dell’indagine conoscitiva avviata dalla Regione Toscana sulla presenza di PFAS — inquinanti sintetici persistenti e bioaccumulabili — nelle matrici ambientali, con focus sui comparti a rischio: cartiere, concerie, tessile e depurazione delle acque. Il provvedimento, che parte dalle aziende soggette ad AIA ed estende il monitoraggio ai gestori del servizio idrico integrato, segnala un’attenzione crescente delle autorità verso sostanze che — in assenza di interventi — possono generare contaminazioni diffuse, persistenti e difficilmente circoscrivibili. Per le imprese dei settori interessati diventa quindi essenziale presidiare il rischio a monte, attraverso efficaci misure di prevenzione (controllo dei cicli produttivi, sostituzione delle sostanze, manutenzione degli impianti di trattamento, monitoraggio degli scarichi e della falda) e affiancare a queste un’adeguata polizza di Responsabilità Ambientale, che copra anche le contaminazioni graduali e le richieste dell’autorità in materia di caratterizzazione e bonifica.
MESSINATODAY.IT
Disastro ambientale TirrenoAmbiente, il processo riaccende i riflettori sulla bomba ecologica di Maz
TORINOGGI.IT
Cerca di rubare 1000 litri di gasolio e, scoperto, scappa rovesciandone 200 litri a terra: denunciat
Furto di gasolio a Susa: quando il reato diventa un problema ambientale della vittima
Il caso riportato da TorinOggi (18 aprile 2026) — tentato furto di 1.000 litri di gasolio con sversamento al suolo di 200 litri durante la fuga — ricorda un rischio spesso trascurato: se l’autore non viene identificato o è insolvente, le spese di bonifica ricadono sull’azienda derubata. È quindi essenziale verificare che le polizze di Responsabilità Civile Inquinamento ricomprendano espressamente gli eventi accidentali derivanti da furto, tentato furto e atti dolosi di terzi, includendo i costi di bonifica del sito dell’assicurato e le spese di messa in sicurezza d’emergenza.
BERGAMO.CORRIERE.IT
Bergamo, benzinaio chiuso in via Tremana: Salzillo a processo per inquinamento ambientale
Distributore di Bergamo a processo: il rischio ambientale delle stazioni di servizio e la scarsa diffusione delle tutele
L’articolo del Corriere Bergamo (18 aprile 2026) racconta il rinvio a giudizio del legale rappresentante della Penta Petroli per la mancata bonifica di un’area contaminata da idrocarburi e trimetilbenzeni, con sversamento nel suolo e nelle acque sotterranee risalente alla fine del 2020 e una contaminazione storica che secondo gli accertamenti risalirebbe addirittura al 2009. Il caso è emblematico di un rischio strutturale: i distributori di carburante sono tra le fonti più frequenti di gravi contaminazioni di suolo e falda, spesso dovute a serbatoi interrati ammalorati, perdite lente e non rilevate tempestivamente, con costi di bonifica facilmente nell’ordine di centinaia di migliaia di euro. Nonostante questo, secondo i dati ANIA meno del 10% delle stazioni di servizio in Italia dispone di una polizza di Responsabilità Ambientale: un dato che, unito alla frequente successione di gestori e proprietari nel tempo, espone le imprese a responsabilità difficili da circoscrivere. La prima difesa resta la prevenzione — corretta manutenzione dei serbatoi, prove di tenuta, sistemi di monitoraggio delle perdite e gestione tempestiva delle anomalie — affiancata da una polizza di Responsabilità Ambientale adeguata, che garantisca copertura anche per le contaminazioni graduali e storiche e per le richieste dell’autorità in materia di bonifica.
LA SETTIMANA DI SARONNO
Allevamenti intensivi in Lombardia: rilevato l’eccesso
Allevamenti intensivi in Lombardia: un sistema oltre i limiti sostenibili
Il rapporto ripreso da Settimana (17 aprile 2026) evidenzia come la Lombardia concentri oltre 5,2 milioni di bovini e suini, con densità pari a 4-6 volte la media nazionale: in 402 comuni della Pianura Padana il carico di azoto da reflui zootecnici eccede il fabbisogno delle colture, con impatti su aria e acque, rischio di sanzioni per violazione della Direttiva Nitrati ed emissioni di ammoniaca che alimentano il PM2.5. Per le aziende del comparto diventano quindi essenziali due tasselli complementari: una migliore gestione dei rischi — stoccaggi e spandimenti a norma, piani di utilizzo agronomico, monitoraggio di scarichi e falda — e un’adeguata polizza di Responsabilità Ambientale, a copertura di contaminazioni accidentali e graduali, costi di bonifica e richieste di terzi. Prevenzione e tutela assicurativa sono oggi strumenti imprescindibili per una convivenza sostenibile tra allevamenti e territorio.
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Il Cdm ha approvato in via definitiva il Dlgs attuativo della direttiva UE 2024/1203, che rafforza la tutela penale di aria, acqua, suolo, habitat, flora e fauna. L’articolo 452-bis sintetizza 27 tipologie di condotte illecite, con pene inasprite (fino a 12 anni per morte) e la nuova nozione di “abusività” estesa alle violazioni UE. Ampliato il catalogo dei reati-presupposto ex Dlgs 231/2001, pur mantenendo il sistema a quote. Nasce infine il Sistema di coordinamento nazionale presso la Procura generale della Cassazione per il contrasto alla criminalità ambientale.