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21.10.26

IL CITTADINO (LODI)

IN TRIBUNALE LA CASSAZIONE HA RISCRITTO IL REATO DI INQUINAMENTO

La Cassazione chiarisce i presupposti del reato di inquinamento ambientale. Una recente pronuncia ha confermato che il reato può configurarsi anche in presenza di un’alterazione temporanea dell’ambiente, purché la compromissione sia significativa e misurabile. La sentenza richiama l’attenzione delle imprese sull’importanza di prevenire sversamenti e contaminazioni attraverso adeguati controlli e procedure operative, al fine di ridurre i rischi ambientali, economici e sanzionatori.

16.10.26

MAGAZINEQUALITA.IT

Responsabilita’ ambientale: nuovi obblighi in arrivo per le imprese

Solo lo 0,89% delle imprese italiane dispone di una polizza per la responsabilità ambientale, nonostante l’aumento degli obblighi normativi in materia di ESG, microplastiche e monitoraggio del suolo. Il dato evidenzia una forte sottoassicurazione del rischio ambientale: in caso di contaminazione o danno all’ambiente, i costi di bonifica possono ricadere sulle aziende coinvolte e, nei casi più critici, sulla collettività, rafforzando la necessità di una maggiore cultura della prevenzione e della copertura assicurativa.

16.10.26

BUSINESSCOMMUNITY.IT (WEB)

Nuove regole ESG, microplastiche e suolo: cosa devono fare le imprese ora

Le nuove norme europee impongono alle imprese maggiori obblighi in materia di rendicontazione ESG, prevenzione della dispersione di microplastiche e monitoraggio del suolo, introducendo controlli più stringenti e verifiche ambientali in caso di trasformazione o cessione di siti produttivi. L’articolo evidenzia che le aziende dovrebbero adeguare tempestivamente i propri sistemi di gestione del rischio ambientale, anche perché le coperture assicurative per danno all’ambiente restano ancora poco diffuse nonostante l’aumento degli obblighi normativi e delle potenziali responsabilità.

07.10.26

AMBIENTENONSOLO.COM

Acque reflue, la nuova sfida dei microinquinanti: chi pagherà il trattamento avanzato?

Analisi sulle nuove disposizioni europee sul trattamento delle acque reflue urbane, con particolare attenzione ai microinquinanti provenienti da farmaci e prodotti cosmetici. La direttiva introduce sistemi di trattamento avanzato per rimuovere queste sostanze dagli scarichi e rafforza il principio “chi inquina paga”, prevedendo il coinvolgimento dei produttori nel finanziamento degli interventi. Un approfondimento interessante sulle future implicazioni normative e sui costi connessi alla tutela delle risorse idriche.

07.10.26

AMBIENTENONSOLO.COM

Bonifiche dei siti contaminati: dalla procedura al risanamento dei territori

Una panoramica aggiornata sulla disciplina delle bonifiche dei siti contaminati, ripercorrendo le principali fasi che vanno dalla caratterizzazione del sito agli interventi di risanamento. Vengono approfonditi il principio “chi inquina paga”, il tema dei siti orfani e le più recenti evoluzioni normative europee. Un contributo interessante per comprendere le criticità operative e l’importanza delle bonifiche nella tutela delle matrici ambientali e nella rigenerazione dei territori.

06.10.26

FROSINONENEWS.EU

Inquinamento, il Consiglio di Stato conferma la condanna: stabilimento di Ferentino dovrà bonificare

Il caso riguarda uno stabilimento industriale di Ferentino, nella Valle del Sacco (Lazio), dove le indagini hanno accertato una contaminazione della falda sotterranea da metalli pesanti. Il Consiglio di Stato ha confermato l’obbligo di messa in sicurezza e bonifica imposto all’azienda, respingendone il ricorso. La sentenza è particolarmente rilevante perché rafforza il principio “chi inquina paga” e conferma la responsabilità dell’operatore per gli interventi di ripristino ambientale e per la tutela delle acque sotterranee.

28.08.26

ECONOMIACIRCOLARE.COM

PFAS e diritti umani

Secondo il documento, i PFAS rappresentano una “minaccia profonda” per persone e ambiente e richiedono il divieto immediato degli usi non essenziali, oltre all’applicazione rigorosa del principio “chi inquina paga” affinché i costi delle bonifiche non ricadano sulla collettività. Il rapporto ONU propone infine un trattato internazionale vincolante per l’eliminazione progressiva dei PFAS e sottolinea come l’inquinamento da queste sostanze rappresenti anche un problema di giustizia intergenerazionale, i cui effetti ricadranno sulle generazioni future.

27.08.26

LALEGGEPERTUTTI.IT

Danno ambientale: chi paga e come funziona il risarcimento?

Il danno ambientale consiste nel deterioramento significativo e misurabile di risorse naturali come acqua, suolo, aria, habitat ed ecosistemi, considerati un bene pubblico unitario tutelato dalla legge.
Si applica il principio “chi inquina paga”: il responsabile è tenuto anzitutto a ripristinare l’ambiente danneggiato, mentre il risarcimento economico è previsto solo se il recupero non è possibile o risulta insufficiente. Il proprietario non responsabile dell’inquinamento non ha l’obbligo di procedere alla bonifica; la richiesta di risarcimento del danno ambientale spetta invece al Ministero dell’Ambiente, che agisce nei confronti dei responsabili della contaminazione.

25.08.26

BLOG.IT

Cambiamenti climatici e nuovi rischi, 12 milioni per droni e satelliti

La Regione Sardegna ha stanziato 12 milioni di euro per rafforzare il monitoraggio dei rischi legati ai cambiamenti climatici e ambientali, investendo in droni (7 milioni) e servizi satellitari (5 milioni) per osservazione, analisi e prevenzione sul territorio. Dal punto di vista ambientale, le nuove tecnologie saranno utilizzate per il monitoraggio di incendi boschivi, rischio idrogeologico, risorse idriche, erosione costiera, inquinamento marino, patrimonio forestale e trasformazioni del territorio, consentendo interventi più tempestivi e mirati. L’iniziativa punta a creare un sistema integrato di dati provenienti da droni, satelliti e piattaforme informative per migliorare la capacità di previsione e gestione delle emergenze, aumentando la resilienza del territorio agli effetti dei cambiamenti climatici.

25.08.26

GIORNALELAVOCE.IT

Data center, bonifiche e crediti di carbonio: il Piemonte prepara tre nuove leggi

Il Piemonte sta preparando tre nuove leggi ambientali dedicate a data center, bonifiche dei siti contaminati e crediti di carbonio, con l’obiettivo di gestire in modo più efficace la transizione ecologica e gli impatti sul territorio. Per i data center sono previsti vincoli su consumi energetici e idrici, utilizzo di fonti rinnovabili, recupero del calore e limitazioni nelle aree ambientalmente sensibili, per ridurre gli effetti su ambiente e risorse naturali. Sul fronte delle bonifiche, la Regione valuta la creazione di un centro unico per accelerare il recupero dei siti contaminati e favorire la rigenerazione di aree industriali dismesse. La proposta sui crediti di carbonio consentirebbe ai Comuni di valorizzare interventi di riforestazione e tutela del verde, purché i benefici climatici siano misurabili, verificabili e realmente aggiuntivi.