Normativa
Filtra
AGENPARL.EU (WEB)
comunicato – PFAS, IL PIEMONTE FA SCUOLA: RICERCA, MONITORAGGI E TECNOLOGIE PER TUTELARE L’AMBIENTE
‘Osservatorio tecnico-scientifico PFAS del Piemonte, istituito con legge regionale, ha tracciato il bilancio di un modello normativo all’avanguardia che applica il monitoraggio basato sui “bilanci di massa” per quantificare PFOS e PFOA nei corsi d’acqua. L’evoluzione delle linee guida per il 2027 imporrà controlli stringenti, inasprendo i requisiti di conformità per le autorizzazioni industriali.
INFOIMPRESA.INFO
Disastro di Seveso, 50 anni dopo
Nel ricordo della rivoluzione normativa nata nel 1976 (che portò alla prima storica “Direttiva Seveso” sulle industrie a rischio), gli esperti analizzano l’efficacia degli standard attuali. Viene richiamata l’adozione della Prassi di Riferimento UNI 107:2021 «Ambiente Protetto», la prima norma internazionale dedicata alla prevenzione del danno all’ambiente. L’applicazione sistematica di questa prassi aziendale – basata su mappatura delle sorgenti, manutenzione predittiva e formazione del personale – permetterebbe una riduzione stimata del 73% della probabilità di causare un danno all’ambiente, costituendo al contempo un indicatore ESG oggettivo e misurabile per investitori e stakeholder.
ALESSANDRIANEWS.ILPICCOLO.NET
Pfas nelle acque potabili: da gennaio interventi per risolvere le criticita’ – AlessandriaNews
A seguito dell’entrata in vigore a gennaio 2026 della nuova normativa nazionale stringente sui PFAS, che introduce il parametro vincolante “somma 4 PFAS”, le amministrazioni e i gestori idrici del Tortonese hanno avviato tavoli tecnici urgenti. Per Castelnuovo Scrivia si rendono necessari immediati interventi strutturali di correzione sulla rete idrica a causa del superamento dei nuovi limiti. L’interpretazione applicativa sul territorio ha già prodotto ordinanze sindacali restrittive che vietano tassativamente l’accumulo e lo spandimento di concimi chimici, fertilizzanti e prodotti fitosanitari nelle aree di salvaguardia e captazione idrica, al fine di prevenire la contaminazione della falda profonda. In vista obblighi più stringenti per questa famiglia di contaminanti
Assinews
Ambiente: oltre 7 disastri su 10 causati da manutenzione carente e fattore umano
Questo focus mette a nudo il forte disallineamento tra i rischi più temuti dai manager e gli incidenti che si verificano realmente sul campo, guidati dalla senescenza di serbatoi e condotte interrate. Di fronte a un vuoto assicurativo che interessa il 99% dei sinistri, l’analisi dimostra come una polizza ambientale dedicata sia l’unico strumento in grado di blindare la continuità operativa dell’azienda e tutelare il territorio e le comunità locali
Milano Post
Milano Post – Disastri ambientali: in Italia oltre 7 su 10 sono causati da scarsa manutenzione ed errore umano
Oltre il 70% dei sinistri ambientali nel nostro Paese è legato a cause gestionali prevedibili, eppure nel 99% dei casi manca una copertura specifica per le bonifiche. L’articolo evidenzia come i costi di ripristino erodano le finanze aziendali e spiega perché la classica polizza di RC Generale lasci l’impresa totalmente scoperta di fronte all’inquinamento graduale e alla bonifica del sito. Una lettura d’impatto per comprendere il reale valore della prevenzione e del trasferimento del rischio.
IL SOLE 24 ORE
Sviluppo sostenibile, acqua risorsa chiave ma c’e’ gap di azioni e conoscenza
Focus sulla nuova Legge UE sul ripristino della natura (Nature Restoration Law), definita dagli esperti come la norma più importante degli ultimi 40 anni in materia di biodiversità. Entro la prima imminente scadenza del 1° settembre 2026, gli Stati membri (inclusa l’Italia, che gestisce il 25% dello spazio marittimo del Mediterraneo) dovranno inviare a Bruxelles la bozza del Piano nazionale per il ripristino. La norma impone un obbligo legale di restauro ecologico degli habitat degradati, introducendo il recupero della biodiversità marina anche come forma di compensazione obbligatoria nelle gare di appalto internazionali.
Insurzine
INSURZINE – Disastri ambientali, in Italia oltre 7 su 10 sono causati da scarsa manutenzione ed errore umano
Con costi medi di ripristino e bonifica che oscillano tra i 200.000 e i 4.000.000 di euro, un incidente ambientale non protetto si trasforma quasi sempre in un passivo insostenibile per le imprese. L’articolo sfata i falsi miti sulle coperture assicurative tradizionali e illustra perché dotarsi di una soluzione specialistica sia ormai un passo indispensabile per evitare il rischio di dissesto finanziario.
CN24TV.IT (WEB)
Regione Calabria, approvata legge per ridurre l’inquinamento da Pfas
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la “legge Laghi”, che introduce limiti molto stringenti per le emissioni di PFAS nelle acque superficiali e istituisce un apposito Comitato Tecnico Scientifico. Il progressivo inasprimento normativo locale sugli inquinanti eterni espone le aziende a nuove responsabilità civili e penali: disporre di una solida polizza ambientale garantisce la copertura di un rischio finora trascurato dalla maggior parte delle aziende e degli Enti di controllo
beemagazine.it
Assoreca: bonifiche ambientali, unmercato da 43 miliardi
- 1
- 2
- 3
- …
- 14
- Successivo »
Un recente interpello del MASE chiarisce chi debba essere considerato “operatore” ai fini della responsabilità ambientale nei procedimenti di bonifica, distinguendo tale figura dall’operatore economico previsto dal Codice dei contratti pubblici. Il Ministero ribadisce inoltre gli obblighi di prevenzione, messa in sicurezza e comunicazione in caso di minaccia imminente di danno ambientale, con particolare riferimento agli appalti pubblici e ai siti contaminati.