Rassegna Stampa
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BARIVIVA.IT
Nichel e cadmio nella falda a Molfetta. 72 indagati, bufera sull’Asi Bari. I NOMI
L’inchiesta “Ground Water” della Procura di Trani rivela un grave inquinamento della falda di Molfetta causato da pozzi disperdenti abusivi collegati alla zona industriale. Sono 72 gli indagati, tra dirigenti dell’Asi Bari, funzionari pubblici e imprenditori. Sequestrati beni per 150 milioni di euro. Le analisi mostrano livelli di sostanze tossiche fino a diecimila volte oltre i limiti di legge.
LA PROVINCIA (CO)
Acqua grigia nel Terro’, allarme inquinamento
Nel torrente Terrò, a Cantù, è stato segnalato uno sversamento che ha colorato l’acqua di grigio intenso, probabilmente residui di puliture artigianali provenienti dall’area industriale a monte.
GDC.ANCIDIGITALE.IT
Bonifiche ambientali e responsabilita’ storiche: il TAR Lombardia conferma l’estensione del principi
Il TAR Lombardia conferma che il principio “chi inquina paga” si applica anche alle contaminazioni storiche, purché il danno sia ancora attuale. Gli obblighi di bonifica sono ripristinatori e non sanzionatori, e possono essere imposti anche in caso di successioni societarie. La responsabilità si fonda sul nesso causale e sul criterio del “più probabile che non”, senza necessità di prova rigorosa del dolo o della colpa.
LA DIFESA DEL POPOLO
I PFAS SONO ANCHE NELLA SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA
La contaminazione da PFAS lungo la Superstrada Pedemontana Veneta coinvolge 18 siti su 28, legata allo smaltimento di terre di scavo e all’uso di additivi per il calcestruzzo contenenti sostanze perfluoroalchiliche. L’inquinamento interessa anche la falda idrica che alimenta il Padovano, configurando una “minaccia imminente di danno ambientale” e portando a indagini per inquinamento e omessa bonifica. Il caso evidenzia rilevanti criticità ambientali e incertezze sanitarie sui PFAS, con implicazioni assicurative su responsabilità ambientale, costi di bonifica e gestione del rischio infrastrutturale in grandi opere.
PROGETTOITALIANEWS.NET (WEB2)
Il Jova Beach Party nel mirino della procura per danno ambientale. Distrutte le dune della spiaggia
Il Jova Beach Party 2022 di Barletta è finito sotto indagine della Procura di Trani per presunto danno ambientale, con ipotesi di reati tra abusivismo edilizio e inquinamento colposo legati all’allestimento del concerto. Le opere avrebbero alterato circa 16.000 m² di arenile in area protetta, danneggiando dune, vegetazione costiera ed equilibrio naturalistico, già oggetto di contestazioni da parte di associazioni ambientaliste. La vicenda evidenzia rilevanti rischi ambientali e di responsabilità civile per eventi su ecosistemi fragili, con possibili implicazioni assicurative su coperture RC, danno ambientale e compliance autorizzativa.
ALTERNATIVASOSTENIBILE.IT (WEB)
Pianura Padana avvelenata dagli allevamenti intensivi: il nuovo report di Greenpeace
Il report Greenpeace “Padania avvelenata” evidenzia come gli allevamenti intensivi in Pianura Padana generino emissioni rilevanti e stabili (162,7 kt di ammoniaca e 12,7 Mt di gas serra l’anno), contribuendo a inquinamento diffuso di aria, acqua e suolo. La concentrazione di capi (fino all’80% dei suini italiani) e il peso prevalente dei bovini (65% ammoniaca, 84% gas serra) determinano hotspot emissivi in Lombardia ed Emilia‑Romagna, con impatti anche sanitari rilevanti legati al particolato fine. Emergono criticità regolatorie (esclusione di alcuni allevamenti dalla Direttiva emissioni) e la necessità di riduzione/riconversione del sistema: sul piano ambientale e assicurativo ciò implica maggiore esposizione a rischi di inquinamento, responsabilità civile e possibili strette normative sui grandi allevamenti.
ILGIORNO.IT (WEB)
Microinquinanti nell’acqua. Allarme in dieci comuni per la presenza di Tfa.
È stato rilevato acido trifluoroacetico (TFA) nelle acque di dieci comuni dell’hinterland milanese, con concentrazioni anomale e origine probabilmente legata a un’attività industriale farmaceutica, su cui è stato presentato un esposto in Procura. Le autorità sanitarie escludono al momento rischi per la salute, mentre il gestore idrico ha chiuso i pozzi più contaminati, avviato monitoraggi e pianificato interventi infrastrutturali per la messa in sicurezza. Il caso evidenzia criticità ambientali connesse ai microinquinanti emergenti e impatti assicurativi potenziali per responsabilità da contaminazione, costi di bonifica e adeguamento agli imminenti limiti normativi.
ILFAROINRETE.IT
Esplosione in una fabbrica di Sant’Agata Bolognese: nube di fumo sopra edificio
Un incendio è divampato in un cantiere dello stabilimento Desa a Sant’Agata Bolognese, generando una grande nube di fumo nero ma senza coinvolgere persone, poiché la struttura era vuota. Le autorità locali hanno escluso rischi immediati per la salute, chiarendo che i fumi derivavano da materiali da costruzione (catrame e polistirolo) e non da sostanze chimiche pericolose. L’evento evidenzia comunque potenziali criticità ambientali e assicurative legate a incendi industriali in fase di cantiere, soprattutto per emissioni in atmosfera, gestione delle emergenze e coperture su danni a terzi e danni all’ambiente.
POLESINE24.IT
Rogo nel deposito di rotoballe: proseguono le operazioni.
Un vasto incendio ha colpito un capannone adibito a deposito di rotoballe a Taglio di Po, coinvolgendo un’area di circa 4.000 m² e generando una densa colonna di fumo visibile a grande distanza. L’intervento dei Vigili del fuoco, con un dispiegamento significativo di mezzi, ha evitato la propagazione alle strutture vicine e alla stalla con animali, mentre restano ignote le cause del rogo. L’evento evidenzia potenziali impatti ambientali legati alle emissioni da combustione agricola e profili assicurativi connessi a incendi in ambito rurale, inclusi rischi di danno all’ambiente. Sono ancora in corso le verifiche per accertare le cause dell’evento.
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Un principio d’incendio si è sviluppato in un reparto della Marbo Italia di Pogliano Milanese, probabilmente per un guasto a un macchinario. Le fiamme, subito circoscritte, hanno causato il ferimento lieve di un operaio di 60 anni, trasportato in codice giallo a Legnano. Sul posto vigili del fuoco, 112, polizia locale e Ats per i rilievi e la bonifica dell’area.