Rassegna Stampa
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NTR24.TV (WEB)
Relazione Asl sulla moria di pesci nel Calore. Mastella: Si e’ trattato di episodio’, ingigantire st
A due mesi dalla moria di pesci nel fiume Calore, l’Asl la attribuisce a cause organiche, mentre la magistratura valuterà l’eventuale scarico inquinante. Stabilire con certezza le cause di un evento è il primo passo per attribuire le responsabilità.
AGRIGENTONOTIZIE.IT (WEB)
Liquido scuro e maleodorante nello specchio di mare: scatta il divieto di balneazione
Uno scarico compatibile con reflui fognari, uscito da condotte destinate alle sole acque meteoriche, ha portato a un’ordinanza di divieto di balneazione. Una corretta gestione delle reti di scarico è essenziale per evitare la contaminazione delle acque e i suoi effetti sulla salute pubblica.
GREENREPORT.IT (WEB)
La petroliera Caroline Bezengi e le prove generali di collaborazione per proteggere l’acqua del mare
L’affondamento di una petroliera al largo dell’Oman ha causato un grave inquinamento marino. Il recupero del greggio è reso più difficile dalle condizioni meteo. Nei grandi sversamenti la cooperazione internazionale e la tempestività dell’intervento decidono quanto si riesce a contenere il danno.
EDIZIONECASERTA.NET
Rogo nell’azienda, a fuoco deposito per pannelli solari. Arrivano pompieri e carabinieri
Un incendio in un deposito di pannelli fotovoltaici ad Alife ha prodotto una densa nube di fumo. Lo stoccaggio di componenti per le rinnovabili porta con sé rischi propri, da considerare nella valutazione e nella prevenzione.
FANPAGE.IT (WEB)
Incendio a Ottaviano in un vivaio, scuole chiuse. Il sindaco: Restate in casa
L’incendio di un’azienda florovivaistica ha costretto il sindaco a chiudere le scuole e a raccomandare le mascherine. Anche attività ritenute a basso rischio possono generare emergenze ambientali che coinvolgono un intero territorio.
IL MESSAGGERO - EDIZIONE LATINA
Allarme dei residenti “Nei pozzi ancora idrocarburi otto anni dopo lo sversamento”
Ad Aprilia alcune analisi private hanno trovato idrocarburi nei pozzi otto anni dopo la rottura dell’oleodotto, ma Eni ritiene che la contaminazione abbia un’altra origine. Il caso mostra quanto possano durare gli effetti di uno sversamento e quanto sia complesso ricostruire il nesso causale.
AZIENDABANCA.IT (WEB)
Le imprese sottovalutano il rischio ambientale
Solo lo 0,89% delle imprese italiane ha una copertura per la responsabilità ambientale. Nell’intervista Lisa Casali, Manager di Pool Ambiente, spiega perché il freno principale è culturale e non economico. Indica anche il ruolo che compagnie e banche possono avere, attraverso la bancassurance, per far crescere la consapevolezza delle PMI.
BRESCIA.CORRIERE.IT
Finchimica, la Procura chiede il rinvio a giudizio per i vertici aziendali
Perdite dagli impianti protratte dal 2007 avrebbero compromesso la falda sotto lo stabilimento di Manerbio, con una contaminazione estesa fino a 500 metri all’esterno. Una manutenzione insufficiente può generare nel tempo un danno ambientale grave, con responsabilità sia per l’azienda sia per i suoi dirigenti.
GIORNALEDIBRESCIA.IT (WEB)
In Europa «chi inquina paga»: il principio funziona, ma solo a meta’
Secondo il fitness check della Commissione europea, il principio “chi inquina paga” viene applicato solo in parte. In nessun settore esaminato chi inquina copre per intero il costo del danno ambientale, che resta in buona parte a carico della collettività. Il confronto tra i casi Caffaro, 3M e Legré-Mante mostra quanto sia difficile passare dal principio al pagamento effettivo, e quanto conti avere strumenti finanziari che garantiscano la riparazione del danno.
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Il caso Airola è arrivato in Parlamento durante l’esame del decreto imballaggi. Al centro del dibattito c’era la sicurezza degli impianti di stoccaggio rifiuti. L’accumulo di materiali legato alla crisi della filiera del riciclo è un fattore di rischio da presidiare con controlli e prevenzione.