Rassegna Stampa

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24.04.26

GDC.ANCIDIGITALE.IT

Consiglio di Stato: il soggetto che contribuisce alla contaminazione puo’ essere obbligato alla bonifica

Con la sentenza n. 02971/2026, il Consiglio di Stato (Sezione Quarta) ha affermato un principio di rilievo in materia di bonifiche ambientali: l’obbligo di messa in sicurezza e bonifica può gravare anche su chi abbia concorso causalmente alla contaminazione, senza che sia indispensabile la formale conclusione del procedimento di individuazione del responsabile ex art. 244 del d.lgs. 152/2006. In applicazione del principio “chi inquina paga”, i giudici hanno chiarito che l’intervento volontario ex art. 245 TUA non esclude l’imposizione di obblighi conseguenti, e che le valutazioni svolte in conferenza dei servizi possono fondare le prescrizioni ambientali anche in caso di contaminazione plurifattoriale, purché sussista un nesso causale non meramente ipotetico. Una pronuncia che rafforza gli strumenti a disposizione della PA nell’imputazione delle responsabilità ambientali.

24.04.26

BERGAMO.CORRIERE.IT

Verdellino, grosso incendio alla Termomarket. Al lavoro cinque squadre dei vigili del fuoco

Nel pomeriggio del 23 aprile un vasto incendio ha interessato la Termomarket di Verdellino (BG), azienda specializzata nella commercializzazione di prodotti per la termoidraulica e l’arredo bagno. Le fiamme sono divampate nel cortile posteriore del punto vendita, dove era stoccato ingente materiale, e si sono rapidamente propagate alimentate dalla plastica dei prodotti impilati, sprigionando una densa colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza. Le cause dell’innesco sono ancora in corso di accertamento. L’intervento di cinque squadre dei Vigili del Fuoco ha evitato il coinvolgimento del capannone, ma episodi di questo tipo non vanno sottovalutati sul piano ambientale: la combustione di materie plastiche libera in atmosfera sostanze tossiche e inquinanti, mentre le acque di spegnimento, se non adeguatamente contenute, possono veicolare residui chimici nel suolo, nelle falde e nei corpi idrici superficiali, con potenziali ricadute significative sulle risorse naturali circostanti.

 
22.04.26

LEGGO Ed. MILANO

Bollate, ditta va a fuoco, 60 pompieri al lavoro: Arpa campiona l’aria

22.04.26

IL SOLE 24 ORE

Crimini ambientali: tutela penale per habitat, aria, acqua, flora e fauna

Il Cdm ha approvato in via definitiva il Dlgs attuativo della direttiva UE 2024/1203, che rafforza la tutela penale di aria, acqua, suolo, habitat, flora e fauna. L’articolo 452-bis sintetizza 27 tipologie di condotte illecite, con pene inasprite (fino a 12 anni per morte) e la nuova nozione di “abusività” estesa alle violazioni UE. Ampliato il catalogo dei reati-presupposto ex Dlgs 231/2001, pur mantenendo il sistema a quote. Nasce infine il Sistema di coordinamento nazionale presso la Procura generale della Cassazione per il contrasto alla criminalità ambientale.

20.04.26

BRESCIAOGGI

Cromo esavalente nella falda Finalmente puo’ partire la bonifica

Ex Cromoplast a Gardone Valtrompia: 35 anni per bonificare una falda

L’articolo di Bresciaoggi (19 aprile 2026) segnala l’avvio, dopo trentacinque anni, della bonifica della falda contaminata da cromo esavalente nell’ex sito di cromatura galvanica Cromoplast. Il caso ricorda quanto i ritardi nelle bonifiche incidano sulla salute pubblica e sulla tenuta di falde acquifere ormai sempre più vulnerabili per siccità e sovrasfruttamento. Le polizze di Responsabilità Civile Inquinamento svolgono qui un ruolo strutturale: coprire i costi di bonifica delle acque sotterranee, le contaminazioni graduali e storiche, le spese di caratterizzazione e monitoraggio e i danni a terzi significa accorciare i tempi di intervento e trasformare la tutela del territorio da emergenza a prassi ordinaria.

20.04.26

JUORNO.IT

Siti orfani, piano Pnrr rimodulato: meno interventi sulla carta e piu’ bonifiche reali. Campania, 60

Siti orfani e PNRR: la rimodulazione conferma il peso delle contaminazioni “senza responsabile”

L’articolo di Juorno.it (20 aprile 2026) dà conto della rimodulazione del piano PNRR sui siti orfani — da 500 a 470 milioni, con obiettivo di bonifica certificata del 70% della superficie — e dei 60 milioni destinati alla Campania per 15 interventi, dalle ex discariche ai depositi di fitofarmaci. Il dato di fondo resta però la dimensione del fenomeno: decine di migliaia di aree contaminate in Italia per le quali, in assenza di un responsabile solvibile, gli oneri di bonifica ricadono sulla collettività. Proprio per questo le polizze di Responsabilità Ambientale rappresentano un presidio essenziale: internalizzano il costo ambientale in capo a chi svolge l’attività a rischio, riducono la platea dei futuri “siti orfani” e garantiscono risorse immediate per messa in sicurezza e bonifica, senza attendere i tempi e i vincoli della finanza pubblica.

20.04.26

TORINONEWS24.IT

Torino Maxi incendio a Beinasco: a fuoco la Speed Trasporti. Residenti evacuati

Maxi incendio a Beinasco: la polizza incendio non basta per i danni ambientali

L’articolo del Corriere delle Alpi (19 aprile 2026) riporta il maxi rogo che ha coinvolto il capannone della Speed Trasporti / Speed Service, azienda di trasporto merci e logistica di Beinasco, con evacuazione di abitazioni, intervento di ARPA e densa nube di fumo sulla zona industriale. In eventi di questo tipo, la combustione di veicoli, pneumatici, imballaggi, carburanti e merci eterogenee genera ricadute al suolo di sostanze inquinanti e acque di spegnimento cariche di contaminanti, con possibili impatti su aria, terreno e falda. È importante ricordare che la polizza incendio copre i danni “fisici” al fabbricato e alle merci, ma non gli oneri di caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica delle matrici ambientali né i danni a terzi da inquinamento: per questi rischi è necessaria una polizza di Responsabilità Ambientale, che garantisce la copertura delle contaminazioni anche di origine accidentale come quelle conseguenti a un incendio.

20.04.26

LANAZIONE.IT (WEB)

Veleni Pfas nell’acqua, la Regione avvia indagine: sotto analisi le cartiere

PFAS in Toscana: la Regione avvia il monitoraggio, le aziende devono prepararsi

L’articolo de La Nazione (19 aprile 2026) riferisce dell’indagine conoscitiva avviata dalla Regione Toscana sulla presenza di PFAS — inquinanti sintetici persistenti e bioaccumulabili — nelle matrici ambientali, con focus sui comparti a rischio: cartiere, concerie, tessile e depurazione delle acque. Il provvedimento, che parte dalle aziende soggette ad AIA ed estende il monitoraggio ai gestori del servizio idrico integrato, segnala un’attenzione crescente delle autorità verso sostanze che — in assenza di interventi — possono generare contaminazioni diffuse, persistenti e difficilmente circoscrivibili. Per le imprese dei settori interessati diventa quindi essenziale presidiare il rischio a monte, attraverso efficaci misure di prevenzione (controllo dei cicli produttivi, sostituzione delle sostanze, manutenzione degli impianti di trattamento, monitoraggio degli scarichi e della falda) e affiancare a queste un’adeguata polizza di Responsabilità Ambientale, che copra anche le contaminazioni graduali e le richieste dell’autorità in materia di caratterizzazione e bonifica.

20.04.26

MESSINATODAY.IT

Disastro ambientale TirrenoAmbiente, il processo riaccende i riflettori sulla bomba ecologica di Maz

La vicenda della discarica di contrada Zuppà conferma la gravità di una situazione che, a oltre dieci anni dalla cessazione dei conferimenti, continua a produrre effetti pregiudizievoli sulle matrici ambientali, con contaminazione della falda, mancata messa in sicurezza del corpo rifiuti e focolai dell’incendio del 2024 tuttora attivi. La sola risposta giudiziaria, pur necessaria, non può esaurire l’azione dovuta: occorre un intervento coordinato tra Regione Siciliana, enti locali, ARPA e organi di controllo per la bonifica del sito e il contenimento del percolato. La prossimità al promontorio di Tindari e la storica esposizione dell’area a infiltrazioni criminali impongono inoltre un presidio di legalità ambientale rafforzato. Alla tutela giurisdizionale deve accompagnarsi, finalmente, una concreta tutela ambientale attesa dalla comunità.
20.04.26

TORINOGGI.IT

Cerca di rubare 1000 litri di gasolio e, scoperto, scappa rovesciandone 200 litri a terra: denunciat

Furto di gasolio a Susa: quando il reato diventa un problema ambientale della vittima

Il caso riportato da TorinOggi (18 aprile 2026) — tentato furto di 1.000 litri di gasolio con sversamento al suolo di 200 litri durante la fuga — ricorda un rischio spesso trascurato: se l’autore non viene identificato o è insolvente, le spese di bonifica ricadono sull’azienda derubata. È quindi essenziale verificare che le polizze di Responsabilità Civile Inquinamento ricomprendano espressamente gli eventi accidentali derivanti da furto, tentato furto e atti dolosi di terzi, includendo i costi di bonifica del sito dell’assicurato e le spese di messa in sicurezza d’emergenza.