Rassegna Stampa
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IL SOLE 24 ORE
Sviluppo sostenibile, acqua risorsa chiave ma c’e’ gap di azioni e conoscenza
GLISCOMUNICATI.IT
50 anni da Seveso: in Italia oltre 7 disastri ambientali su 10 sono causati da scarsa manutenzione.
L’articolo elenca i 10 errori più frequenti commessi dalle imprese nella gestione del rischio di danno all’ambiente, dalla mancata mappatura proattiva degli scenari alla manutenzione inadeguata. La rassegna evidenzia come la mancanza di una strategia predittiva possa trasformare un banale incidente operativo in una crisi finanziaria irreversibile.
PAROLADIVITA.ORG
Osservatorio Pool Ambiente: in Italia 7/10 disastri ambientali per errore o negligenza umana – Parol
Il report del Pool Ambiente mette sotto la lente d’ingrandimento i serbatoi, le vasche e le tubazioni interrate, identificati come la sorgente del 40,5% dei sinistri a causa di un’età media di 23 anni, ma di un utilizzo che spesso si protrae per numerosi decenni. Un focus essenziale che dimostra come un piccolo investimento preventivo (come la vetrificazione o meglio ancora la trasformazione in doppia parete con controllo in continuo) sia infinitamente inferiore alle passività generate da una perdita occulta
ILGAZZETTINO.IT (WEB)
Piave, fiume di fango e moria di pesci: «Colpa delle dighe. Questo e’ danno ambientale»
beemagazine.it
Assoreca: bonifiche ambientali, unmercato da 43 miliardi
ABITAREAROMA.IT
Incendio a Fidene, scatta il monitoraggio dell’aria: Arpa Lazio posiziona le centraline
FANPAGE.IT (WEB)
Migliaia di granchi blu morti al lago di Fogliano, foto e video. L’esperto: Seguiranno i pesci, se n
GAZZETTAJONICA.IT
Liquami sulla spiaggia di Roccalumera coperti con la calce
ILGORIZIANO.IT
Idrocarburi e metalli pesanti nei Laghi delle Mucille: l’allarme di Legambiente sugli scarichi dall’
ILFATTOQUOTIDIANO.IT (WEB)
Disastro ambientale colposo: ex manager Solvay a processo per la contaminazione da Pfas
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Focus sulla nuova Legge UE sul ripristino della natura (Nature Restoration Law), definita dagli esperti come la norma più importante degli ultimi 40 anni in materia di biodiversità. Entro la prima imminente scadenza del 1° settembre 2026, gli Stati membri (inclusa l’Italia, che gestisce il 25% dello spazio marittimo del Mediterraneo) dovranno inviare a Bruxelles la bozza del Piano nazionale per il ripristino. La norma impone un obbligo legale di restauro ecologico degli habitat degradati, introducendo il recupero della biodiversità marina anche come forma di compensazione obbligatoria nelle gare di appalto internazionali.