Rassegna Stampa

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02.09.26

QUICOSENZA.IT (WEB)

Reflui industriali nel torrente e una macchia marrone segnalata dai bagnanti: 48enne denunciata

Nel Catanzarese, i Carabinieri hanno individuato uno sversamento di reflui industriali non adeguatamente trattati nel torrente Soveria Simeri, dopo le segnalazioni dei bagnanti per una macchia marrone alla foce. Le analisi di Arpacal hanno rilevato concentrazioni di solidi sospesi circa 20 volte superiori ai limiti di legge. Denunciata la legale rappresentante dell’impianto per presunti reati ambientali e scarichi non autorizzati.
02.09.26

CASERTANEWS.IT (WEB)

Vasto incendio di rifiuti e fumi nel casertano, il sindaco chiude scuole e parchi

A seguito del vasto incendio di rifiuti verificatosi ad Airola, il sindaco di San Felice a Cancello, ha disposto in via precauzionale la chiusura di asili nido, scuole dell’infanzia private, parchi e aree verdi pubbliche, oltre alla sospensione delle attività all’aperto. Il provvedimento mira a tutelare la salute pubblica in attesa del completamento dei monitoraggi ambientali e delle valutazioni delle autorità competenti.

 

 

02.09.26

ILGAZZETTINO.IT (WEB)

Yacht in fiamme, pericolo di sversamento di gasolio: ecco quali misure sono state prese

A seguito dell’incendio e dell’affondamento di uno yacht al largo di Jesolo, la Guardia Costiera di Venezia ha attivato il piano di emergenza per prevenire possibili sversamenti di gasolio in mare. Sono state installate panne assorbenti e impiegate unità specializzate per il monitoraggio dell’area. Nei prossimi giorni è previsto il recupero del relitto, mentre sono in corso accertamenti per individuare le cause dell’incendio e valutare eventuali responsabilità ambientali

02.09.26

LASTAMPA.IT

Emergenza Pfas nell’Astigiano: Stop subito ai pesticidi chimici

Nell’Astigiano cresce l’attenzione per la presenza di PFAS nei corsi d’acqua e nelle falde, con rilevazioni significative nei torrenti Tiglione e Banna. Le associazioni ambientaliste chiedono misure più incisive contro l’utilizzo di pesticidi contenenti queste sostanze, considerate “inquinanti eterni”. L’entrata in vigore di limiti più severi per l’acqua potabile riaccende il dibattito sui rischi ambientali e sanitari, mentre si punta a ridurre le nuove fonti di contaminazione.
27.08.26

LALEGGEPERTUTTI.IT

Danno ambientale: chi paga e come funziona il risarcimento?

Il danno ambientale consiste nel deterioramento significativo e misurabile di risorse naturali come acqua, suolo, aria, habitat ed ecosistemi, considerati un bene pubblico unitario tutelato dalla legge.
Si applica il principio “chi inquina paga”: il responsabile è tenuto anzitutto a ripristinare l’ambiente danneggiato, mentre il risarcimento economico è previsto solo se il recupero non è possibile o risulta insufficiente. Il proprietario non responsabile dell’inquinamento non ha l’obbligo di procedere alla bonifica; la richiesta di risarcimento del danno ambientale spetta invece al Ministero dell’Ambiente, che agisce nei confronti dei responsabili della contaminazione.

28.08.26

ECONOMIACIRCOLARE.COM

PFAS e diritti umani

Secondo il documento, i PFAS rappresentano una “minaccia profonda” per persone e ambiente e richiedono il divieto immediato degli usi non essenziali, oltre all’applicazione rigorosa del principio “chi inquina paga” affinché i costi delle bonifiche non ricadano sulla collettività. Il rapporto ONU propone infine un trattato internazionale vincolante per l’eliminazione progressiva dei PFAS e sottolinea come l’inquinamento da queste sostanze rappresenti anche un problema di giustizia intergenerazionale, i cui effetti ricadranno sulle generazioni future.

27.08.26

IL RESTO DEL CARLINO - EDIZIONE PESARO/FOSSAOM

Batteria in discarica scatena un incendio

Una batteria al litio smaltita erroneamente tra i rifiuti indifferenziati avrebbe causato un incendio nella discarica di Ca’ Asprete a Tavullia, coinvolgendo circa 400 m² di impianto. Dal punto di vista ambientale, il rogo ha generato una densa colonna di fumo e ha richiesto l’intervento di Vigili del Fuoco e Arpam per verificare eventuali conseguenze sull’ambiente. L’episodio evidenzia i rischi legati all’errato conferimento dei RAEE e delle batterie al litio, che possono innescare incendi negli impianti di gestione dei rifiuti, con conseguenze ambientali di grave entità.

25.08.26

BSNEWS.IT

Erbusco, domato il maxi-incendio alla MaxiDolphin: ingenti i danni

A Erbusco un vasto incendio ha colpito la Maxi Dolphin, azienda che realizza imbarcazioni in vetroresina: le fiamme hanno interessato un capannone, provocando il crollo della copertura e ingenti danni economici, ma senza feriti. Sul piano ambientale, il rogo ha generato una densa colonna di fumo nero visibile a grande distanza e ha richiesto l’intervento di ARPA per verificare eventuali impatti derivanti dalla combustione di materiali quali vetroresina e polistirolo presente nell’edificio adiacente. Sono tuttora in corso le attività di bonifica e smassamento dei materiali bruciati per eliminare eventuali focolai residui e valutare possibili contaminazioni ambientali; le cause dell’incendio restano da accertare.

25.08.26

BLOG.IT

Cambiamenti climatici e nuovi rischi, 12 milioni per droni e satelliti

La Regione Sardegna ha stanziato 12 milioni di euro per rafforzare il monitoraggio dei rischi legati ai cambiamenti climatici e ambientali, investendo in droni (7 milioni) e servizi satellitari (5 milioni) per osservazione, analisi e prevenzione sul territorio. Dal punto di vista ambientale, le nuove tecnologie saranno utilizzate per il monitoraggio di incendi boschivi, rischio idrogeologico, risorse idriche, erosione costiera, inquinamento marino, patrimonio forestale e trasformazioni del territorio, consentendo interventi più tempestivi e mirati. L’iniziativa punta a creare un sistema integrato di dati provenienti da droni, satelliti e piattaforme informative per migliorare la capacità di previsione e gestione delle emergenze, aumentando la resilienza del territorio agli effetti dei cambiamenti climatici.

25.08.26

ILGIORNALEDITALIA.IT

PFAS nell’acqua, nuovi limiti con la direttiva Ue in vigore

La direttiva UE 2020/2184, entrata pienamente in vigore in Italia da luglio 2026, introduce limiti più severi per i PFAS nelle acque potabili, fissando soglie di 100 ng/l per la somma dei PFAS e 20 ng/l per quattro composti prioritari, tra cui PFOA e PFOS. I primi controlli hanno però evidenziato superamenti dei nuovi limiti in diverse aree del Paese, tra cui Trentino, Friuli Venezia Giulia e Veneto, con alcuni pozzi che presentano concentrazioni fino a 20 volte superiori alle soglie previste. Dal punto di vista ambientale, la contaminazione è associata a fonti come schiume antincendio e percolati di discarica, confermando la persistenza dei PFAS nelle risorse idriche e negli ecosistemi