Rassegna Stampa
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IL GAZZETTINO
Pedemontana, rilevati Pfas in 18 siti su 28 Avs e Pd: “Chi ha sbagliato deve pagare”
La Pedemontana Veneta si conferma un caso ambientale rilevante: su 28 siti campionati tra Malo e Sant’Urbano, 18 presentano contaminazione da Pfba, riconducibile all’accelerante di presa del calcestruzzo imposto dalla Regione al concessionario Sis. La Procura di Vicenza valuta il processo per 12 indagati per inquinamento ambientale e omessa verifica. Arpav segnala valori allo scarico sotto i 100 ng/l grazie alla sostituzione dei filtri ogni 15-20 giorni, mentre la Regione avvia uno studio epidemiologico tra Dueville e Caldogno. Restano aperti i nodi del monitoraggio delle terre di scavo, dell’Osservatorio permanente e dei costi di controllo sui pozzi privati.
IL GAZZETTINO - EDIZIONE PADOVA/ABANO/
Discarica, avviata la sperimentazione per il trattamento dei Pfas nel percolato
Un segnale positivo arriva dalla discarica di Sant’Urbano (PD), gestita da Gea (gruppo Greenthesis), visitata da Cisambiente Confindustria nell’ambito del Grand Tour Impianti tra i poli più avanzati del Veneto nella gestione ambientale. Il cuore dell’impianto è un sistema di trattamento del percolato basato su osmosi inversa a triplice effetto, capace di abbattere oltre il 90% del concentrato liquido e di restituire acqua depurata nel rispetto dei limiti di legge, riutilizzata per i fabbisogni operativi del sito. Di particolare rilievo la sperimentazione avviata per il trattamento dei Pfas presenti nel percolato, una delle sfide ambientali più complesse degli ultimi anni. Un modello virtuoso che può rappresentare un riferimento concreto per tutte le discariche chiamate ad attrezzarsi nella gestione del rischio Pfas, evitandone il rilascio nell’ambiente e dimostrando come innovazione tecnologica e tutela delle matrici naturali possano rafforzarsi reciprocamente.
GDC.ANCIDIGITALE.IT
Consiglio di Stato: il soggetto che contribuisce alla contaminazione puo’ essere obbligato alla bonifica
Con la sentenza n. 02971/2026, il Consiglio di Stato (Sezione Quarta) ha affermato un principio di rilievo in materia di bonifiche ambientali: l’obbligo di messa in sicurezza e bonifica può gravare anche su chi abbia concorso causalmente alla contaminazione, senza che sia indispensabile la formale conclusione del procedimento di individuazione del responsabile ex art. 244 del d.lgs. 152/2006. In applicazione del principio “chi inquina paga”, i giudici hanno chiarito che l’intervento volontario ex art. 245 TUA non esclude l’imposizione di obblighi conseguenti, e che le valutazioni svolte in conferenza dei servizi possono fondare le prescrizioni ambientali anche in caso di contaminazione plurifattoriale, purché sussista un nesso causale non meramente ipotetico. Una pronuncia che rafforza gli strumenti a disposizione della PA nell’imputazione delle responsabilità ambientali.
BERGAMO.CORRIERE.IT
Verdellino, grosso incendio alla Termomarket. Al lavoro cinque squadre dei vigili del fuoco
Nel pomeriggio del 23 aprile un vasto incendio ha interessato la Termomarket di Verdellino (BG), azienda specializzata nella commercializzazione di prodotti per la termoidraulica e l’arredo bagno. Le fiamme sono divampate nel cortile posteriore del punto vendita, dove era stoccato ingente materiale, e si sono rapidamente propagate alimentate dalla plastica dei prodotti impilati, sprigionando una densa colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza. Le cause dell’innesco sono ancora in corso di accertamento. L’intervento di cinque squadre dei Vigili del Fuoco ha evitato il coinvolgimento del capannone, ma episodi di questo tipo non vanno sottovalutati sul piano ambientale: la combustione di materie plastiche libera in atmosfera sostanze tossiche e inquinanti, mentre le acque di spegnimento, se non adeguatamente contenute, possono veicolare residui chimici nel suolo, nelle falde e nei corpi idrici superficiali, con potenziali ricadute significative sulle risorse naturali circostanti.
IL SOLE 24 ORE
Crimini ambientali: tutela penale per habitat, aria, acqua, flora e fauna
Il Cdm ha approvato in via definitiva il Dlgs attuativo della direttiva UE 2024/1203, che rafforza la tutela penale di aria, acqua, suolo, habitat, flora e fauna. L’articolo 452-bis sintetizza 27 tipologie di condotte illecite, con pene inasprite (fino a 12 anni per morte) e la nuova nozione di “abusività” estesa alle violazioni UE. Ampliato il catalogo dei reati-presupposto ex Dlgs 231/2001, pur mantenendo il sistema a quote. Nasce infine il Sistema di coordinamento nazionale presso la Procura generale della Cassazione per il contrasto alla criminalità ambientale.
TORINONEWS24.IT
Torino Maxi incendio a Beinasco: a fuoco la Speed Trasporti. Residenti evacuati
Maxi incendio a Beinasco: la polizza incendio non basta per i danni ambientali
L’articolo del Corriere delle Alpi (19 aprile 2026) riporta il maxi rogo che ha coinvolto il capannone della Speed Trasporti / Speed Service, azienda di trasporto merci e logistica di Beinasco, con evacuazione di abitazioni, intervento di ARPA e densa nube di fumo sulla zona industriale. In eventi di questo tipo, la combustione di veicoli, pneumatici, imballaggi, carburanti e merci eterogenee genera ricadute al suolo di sostanze inquinanti e acque di spegnimento cariche di contaminanti, con possibili impatti su aria, terreno e falda. È importante ricordare che la polizza incendio copre i danni “fisici” al fabbricato e alle merci, ma non gli oneri di caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica delle matrici ambientali né i danni a terzi da inquinamento: per questi rischi è necessaria una polizza di Responsabilità Ambientale, che garantisce la copertura delle contaminazioni anche di origine accidentale come quelle conseguenti a un incendio.
BRESCIAOGGI
Cromo esavalente nella falda Finalmente puo’ partire la bonifica
Ex Cromoplast a Gardone Valtrompia: 35 anni per bonificare una falda
L’articolo di Bresciaoggi (19 aprile 2026) segnala l’avvio, dopo trentacinque anni, della bonifica della falda contaminata da cromo esavalente nell’ex sito di cromatura galvanica Cromoplast. Il caso ricorda quanto i ritardi nelle bonifiche incidano sulla salute pubblica e sulla tenuta di falde acquifere ormai sempre più vulnerabili per siccità e sovrasfruttamento. Le polizze di Responsabilità Civile Inquinamento svolgono qui un ruolo strutturale: coprire i costi di bonifica delle acque sotterranee, le contaminazioni graduali e storiche, le spese di caratterizzazione e monitoraggio e i danni a terzi significa accorciare i tempi di intervento e trasformare la tutela del territorio da emergenza a prassi ordinaria.
JUORNO.IT
Siti orfani, piano Pnrr rimodulato: meno interventi sulla carta e piu’ bonifiche reali. Campania, 60
Siti orfani e PNRR: la rimodulazione conferma il peso delle contaminazioni “senza responsabile”
L’articolo di Juorno.it (20 aprile 2026) dà conto della rimodulazione del piano PNRR sui siti orfani — da 500 a 470 milioni, con obiettivo di bonifica certificata del 70% della superficie — e dei 60 milioni destinati alla Campania per 15 interventi, dalle ex discariche ai depositi di fitofarmaci. Il dato di fondo resta però la dimensione del fenomeno: decine di migliaia di aree contaminate in Italia per le quali, in assenza di un responsabile solvibile, gli oneri di bonifica ricadono sulla collettività. Proprio per questo le polizze di Responsabilità Ambientale rappresentano un presidio essenziale: internalizzano il costo ambientale in capo a chi svolge l’attività a rischio, riducono la platea dei futuri “siti orfani” e garantiscono risorse immediate per messa in sicurezza e bonifica, senza attendere i tempi e i vincoli della finanza pubblica.
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A Capo d’Orlando un nuovo guasto alla rete fognaria ha provocato lo sversamento di liquami direttamente sulla spiaggia del lungomare Andrea Doria: il blocco della pompa di sollevamento n. 8, già privata del motore di riserva, ha aperto la bocca di sfogo delle acque nere, con evidenti ricadute sull’ambiente e sull’immagine turistica della città in vista della stagione estiva. Il problema, come evidenziato da un ex funzionario comunale, è strutturale e deriva dalla promiscuità tra rete fognaria e acque bianche, che causa frequenti intasamenti delle pompe. Episodi di questo tipo confermano quanto sia strategica, per i gestori delle reti fognarie, una copertura assicurativa ambientale adeguata: gli sversamenti accidentali possono infatti generare danni rilevanti a matrici naturali (suolo, acque costiere, ecosistemi marini), oneri di bonifica, richieste risarcitorie da parte di operatori economici danneggiati e contestazioni amministrative, voci di costo difficilmente sostenibili senza un’idonea protezione assicurativa a tutela del gestore e della collettività.