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BSNEWS.IT
Castel Mella, incendio in un’azienda di logistica: a fuoco rifiuti in alluminio
A Castel Mella un incendio è divampato nella serata del 1° febbraio all’interno della Green Mass Logistic, coinvolgendo un cumulo di rifiuti in alluminio. I Vigili del fuoco hanno rapidamente circoscritto le fiamme, evitando danni allo stabilimento. Presenti anche Carabinieri e tecnici aziendali per gli accertamenti.
TODAY.IT (WEB)
Maxi incendio nel terminal pieno di merce: 30.000 metri quadri di container in fiamme
Un evento come questo evidenzia ancora una volta come un incendio industriale possa generare impatti ambientali rilevanti, con potenziali ricadute su aria, suolo e acque e conseguenti obblighi di bonifica.
La gestione dell’emergenza e il monitoraggio successivo sono fondamentali, ma non sempre sufficienti a mitigare i danni nel medio-lungo periodo.
Da qui l’importanza di una corretta prevenzione e di adeguate coperture di Responsabilità Ambientale, a tutela delle imprese e del territorio.
TARANTOBUONASERA.IT (WEB)
Nuova difesa dell’ambiente, impatto e conseguenze della Riforma sulla Responsabilita’ Aziendale
La riforma sui reati ambientali (Legge 147/2025) segna un cambio di passo: sanzioni milionarie e interdizione obbligatoria per le imprese coinvolte in illeciti ambientali. La responsabilità 231 diventa centrale: solo Modelli organizzativi efficaci e un OdV attivo possono evitare conseguenze che mettono a rischio la sopravvivenza aziendale. La sostenibilità è ormai un obbligo legale.
AFFARI&FINANZA (LA REPUBBLICA)
Le pagelle Esg alle aziende piu’ sostenibili, meno trasparenti
Il report del Politecnico di Milano evidenzia progressi nella riduzione delle emissioni, ma anche ritardi su energie rinnovabili e materiali, oltre a una crescente concentrazione proprietaria che riduce la trasparenza. Per un impegno reale verso la sostenibilità, le aziende devono andare oltre i report e comunicare in modo chiaro cosa fanno per prevenire i danni ambientali e gestire correttamente i rischi di responsabilità. Solo così si costruisce fiducia e si garantisce un impatto concreto.
RAINEWS.IT (WEB)
Un possibile nuovo inquinamento da Pfas innescato dalle terre di scavo della Pedemontana
Un documento della Regione Veneto confermerebbe un possibile nuovo inquinamento da PFAS (PFBA) causato dalle terre di scavo della Pedemontana Veneta, in particolare dalle gallerie di Malo e Sant’Urbano. Le terre, stoccate in 20 siti, rilascerebbero PFBA minacciando le falde da cui attingono gli acquedotti. Il Ministero dell’Ambiente e ISPRA parlerebbero di possibile minaccia imminente di Danno Ambientale.
GAZZETTA DI REGGIO
A fuoco l’officina della ditta di camper ferito un dipendente
Un incendio, probabilmente causato da un cortocircuito nella batteria di una roulotte, ha distrutto l’officina della concessionaria 3C. Un operaio è rimasto lievemente ustionato e l’intera struttura è stata evacuata. L’evento ha causato danni anche agli uffici e disagi al traffico sulla via Emilia.
LA STAMPA
Clima ammalato la parola ai giudici
Le climate litigation contro le imprese sono destinate ad aumentare, come dimostrano le recenti sentenze europee e italiane. Oltre a impegnarsi concretamente nella riduzione delle emissioni, le aziende possono tutelarsi dotandosi di una copertura assicurativa specifica per i rischi legati al cambiamento climatico, oggi disponibile presso le compagnie aderenti al Pool Ambiente.
NOTIZIE.IT
La Corte Suprema dello Sri Lanka condanna i proprietari della X-Press Pearl a un miliardo di dollari
La storica sentenza sul disastro della X-Press Pearl segna un punto di svolta nella giustizia ambientale: un miliardo di dollari di risarcimento per danni marini e costieri. È un forte richiamo alla responsabilità delle imprese e delle autorità pubbliche nella prevenzione e gestione dei rischi ambientali, soprattutto in contesti ad alta vulnerabilità come le rotte marittime.
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Il caso di Bussi sul Tirino è emblematico per chi, come noi, si occupa quotidianamente di rischio ambientale. Diciannove anni dalla scoperta, un processo lungo e complesso, e finalmente un piano di bonifica avviato che guarda non solo al risanamento ma alla rigenerazione. Un percorso che dimostra quanto la strada della prevenzione e della responsabilità sia preferibile — in termini di tempi, costi e impatto sociale — rispetto alla gestione dell’emergenza a posteriori.
Colpisce in particolare l’applicazione concreta del principio ‘chi inquina paga’, che crea un precedente importante per gli altri Siti di Interesse Nazionale italiani: la responsabilità ambientale non è negoziabile e prima o poi si traduce in obblighi concreti per chi ha causato il danno.
Non meno rilevante è la scelta tecnologica: il desorbimento termico rappresenta un approccio definitivo, che rimuove il problema invece di confinarlo. Più costoso nel breve periodo, ma incomparabilmente più efficace nel lungo termine. È esattamente il tipo di ragionamento che dovrebbe guidare anche le scelte assicurative e finanziarie legate ai siti contaminati: valutare il rischio residuo nel tempo, non solo il costo immediato dell’intervento. Che questo modello sia arrivato all’attenzione delle Nazioni Unite è, per l’Italia, un motivo di orgoglio. Ma soprattutto, un invito a replicarlo.