Contaminazione Falda

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14.10.26

MICHELEBERTUCCO.IT

PFAS, L’INQUINAMENTO INVISIBILE HA UN INDIRIZZO: IL VENETO

L’articolo indica il Veneto come il principale caso italiano di contaminazione da PFAS, evidenziando come l’inquinamento originato dallo stabilimento Miteni di Trissino continui a interessare falde, acque potabili e filiere alimentari nonostante le condanne giudiziarie e gli interventi avviati. La vicenda conferma la persistenza e la complessità del rischio PFAS, con rilevanti impatti ambientali su risorse idriche ed ecosistemi e potenziali implicazioni assicurative legate a bonifiche, responsabilità ambientale e danni a lungo termine.

07.10.26

ILRESTODELCARLINO.IT (WEB)

Bonifica all’ex Metalcrome. Stanziati 500mila euro

Nel comune di San Giovanni in Marignano (RN), un sito produttivo specializzato in attività di cromatura e zincatura dei metalli è interessato da interventi di bonifica a seguito di una contaminazione che ha coinvolto terreno e falda. A oltre dieci anni dall’emersione della problematica ambientale, sono stati stanziati ulteriori fondi per il completamento del risanamento. Il caso evidenzia come una contaminazione industriale possa generare costi di bonifica e monitoraggio protratti nel tempo, per i quali un’adeguata copertura assicurativa ambientale può rappresentare un importante strumento di tutela per l’impresa.

06.10.26

GIORNALE DI BRESCIA

Finchimica: chiuse le indagini su tre dirigenti

La contaminazione rilevata nel 2023 presso uno stabilimento della provincia di Brescia attivo nella produzione di prodotti per l’agricoltura ha portato alla chiusura delle indagini nei confronti di tre dirigenti, accusati di inquinamento ambientale. I controlli di ARPA avevano evidenziato superamenti delle concentrazioni soglia di solventi e pesticidi nelle acque superficiali, rendendo necessari interventi di messa in sicurezza e bonifica dell’area.

02.10.26

BRESCIA.CORRIERE.IT

Finchimica, la Procura chiede il rinvio a giudizio per i vertici aziendali

Perdite dagli impianti protratte dal 2007 avrebbero compromesso la falda sotto lo stabilimento di Manerbio, con una contaminazione estesa fino a 500 metri all’esterno. Una manutenzione insufficiente può generare nel tempo un danno ambientale grave, con responsabilità sia per l’azienda sia per i suoi dirigenti.

31.07.26

ILCAFFE.TV

Aprilia, ex discarica Sant’Apollonia, la Regione Lazio annuncia la bonifica: stanziati 7 milioni di

Ex discarica di Sant’Apollonia, Aprilia: dopo la rinuncia del Comune, la Regione Lazio interviene con un piano da 7 milioni di euro per mettere in sicurezza 21 ettari di rifiuti sotterrati da oltre trent’anni — primo passo di un investimento stimato fino a 15 milioni. Un caso emblematico di come, quando il responsabile non ottempera agli obblighi di bonifica o viene a mancare, i costi finiscano per ricadere sugli enti pubblici, spesso per cifre milionarie. Una maggiore diffusione delle polizze di responsabilità ambientale rappresenterebbe una tutela concreta non solo per le imprese, ma anche per lo Stato, gli enti locali e, soprattutto, per la salute dei cittadini.

10.06.26

LANAZIONE.IT (WEB)

Pericolo inquinamento . Via ai controlli sulla falda al distributore di benzina

Il caso del distributore di Pontremoli illustra il percorso tipico della contaminazione da punto vendita carburanti: una segnalazione di potenziale inquinamento attiva immediatamente gli obblighi di legge previsti dal D.Lgs. 152/2006 — comunicazione agli enti, campionamento della rete piezometrica, verifica delle CSC — ancor prima che la contaminazione sia accertata. È l’esempio classico di inquinamento graduale da serbatoi e condotte interrate, spesso silente per anni, che genera costi di indagine e potenziale bonifica della falda anche in assenza di un evento accidentale visibile. Una tipologia di rischio che le polizze tradizionali tipicamente escludono e che solo una copertura ambientale dedicata può intercettare, anche nella fase — onerosa — degli accertamenti preliminari.

20.04.26

BERGAMO.CORRIERE.IT

Bergamo, benzinaio chiuso in via Tremana: Salzillo a processo per inquinamento ambientale

Distributore di Bergamo a processo: il rischio ambientale delle stazioni di servizio e la scarsa diffusione delle tutele

L’articolo del Corriere Bergamo (18 aprile 2026) racconta il rinvio a giudizio del legale rappresentante della Penta Petroli per la mancata bonifica di un’area contaminata da idrocarburi e trimetilbenzeni, con sversamento nel suolo e nelle acque sotterranee risalente alla fine del 2020 e una contaminazione storica che secondo gli accertamenti risalirebbe addirittura al 2009. Il caso è emblematico di un rischio strutturale: i distributori di carburante sono tra le fonti più frequenti di gravi contaminazioni di suolo e falda, spesso dovute a serbatoi interrati ammalorati, perdite lente e non rilevate tempestivamente, con costi di bonifica facilmente nell’ordine di centinaia di migliaia di euro. Nonostante questo, secondo i dati ANIA meno del 10% delle stazioni di servizio in Italia dispone di una polizza di Responsabilità Ambientale: un dato che, unito alla frequente successione di gestori e proprietari nel tempo, espone le imprese a responsabilità difficili da circoscrivere. La prima difesa resta la prevenzione — corretta manutenzione dei serbatoi, prove di tenuta, sistemi di monitoraggio delle perdite e gestione tempestiva delle anomalie — affiancata da una polizza di Responsabilità Ambientale adeguata, che garantisca copertura anche per le contaminazioni graduali e storiche e per le richieste dell’autorità in materia di bonifica.

20.04.26

MESSINATODAY.IT

Disastro ambientale TirrenoAmbiente, il processo riaccende i riflettori sulla bomba ecologica di Maz

La vicenda della discarica di contrada Zuppà conferma la gravità di una situazione che, a oltre dieci anni dalla cessazione dei conferimenti, continua a produrre effetti pregiudizievoli sulle matrici ambientali, con contaminazione della falda, mancata messa in sicurezza del corpo rifiuti e focolai dell’incendio del 2024 tuttora attivi. La sola risposta giudiziaria, pur necessaria, non può esaurire l’azione dovuta: occorre un intervento coordinato tra Regione Siciliana, enti locali, ARPA e organi di controllo per la bonifica del sito e il contenimento del percolato. La prossimità al promontorio di Tindari e la storica esposizione dell’area a infiltrazioni criminali impongono inoltre un presidio di legalità ambientale rafforzato. Alla tutela giurisdizionale deve accompagnarsi, finalmente, una concreta tutela ambientale attesa dalla comunità.
20.04.26

BRESCIAOGGI

Cromo esavalente nella falda Finalmente puo’ partire la bonifica

Ex Cromoplast a Gardone Valtrompia: 35 anni per bonificare una falda

L’articolo di Bresciaoggi (19 aprile 2026) segnala l’avvio, dopo trentacinque anni, della bonifica della falda contaminata da cromo esavalente nell’ex sito di cromatura galvanica Cromoplast. Il caso ricorda quanto i ritardi nelle bonifiche incidano sulla salute pubblica e sulla tenuta di falde acquifere ormai sempre più vulnerabili per siccità e sovrasfruttamento. Le polizze di Responsabilità Civile Inquinamento svolgono qui un ruolo strutturale: coprire i costi di bonifica delle acque sotterranee, le contaminazioni graduali e storiche, le spese di caratterizzazione e monitoraggio e i danni a terzi significa accorciare i tempi di intervento e trasformare la tutela del territorio da emergenza a prassi ordinaria.

28.01.26

ILRESTODELCARLINO.IT (WEB)

Falde dell’acqua contaminate. Respinto il ricorso del calzaturificio

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del calzaturificio Ipr, confermando la sua responsabilità nella contaminazione della falda del Basso Bacino del Chienti. Le indagini hanno rilevato la corrispondenza tra le sostanze inquinanti presenti nel terreno e quelle utilizzate nell’attività produttiva, sufficiente a individuare l’azienda come fonte plausibile di inquinamento. L’impresa resta quindi obbligata a mettere in sicurezza l’area e procedere alla bonifica ambientale.