Contaminazione Falda
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BERGAMO.CORRIERE.IT
Bergamo, benzinaio chiuso in via Tremana: Salzillo a processo per inquinamento ambientale
MESSINATODAY.IT
Disastro ambientale TirrenoAmbiente, il processo riaccende i riflettori sulla bomba ecologica di Maz
BRESCIAOGGI
Cromo esavalente nella falda Finalmente puo’ partire la bonifica
Ex Cromoplast a Gardone Valtrompia: 35 anni per bonificare una falda
L’articolo di Bresciaoggi (19 aprile 2026) segnala l’avvio, dopo trentacinque anni, della bonifica della falda contaminata da cromo esavalente nell’ex sito di cromatura galvanica Cromoplast. Il caso ricorda quanto i ritardi nelle bonifiche incidano sulla salute pubblica e sulla tenuta di falde acquifere ormai sempre più vulnerabili per siccità e sovrasfruttamento. Le polizze di Responsabilità Civile Inquinamento svolgono qui un ruolo strutturale: coprire i costi di bonifica delle acque sotterranee, le contaminazioni graduali e storiche, le spese di caratterizzazione e monitoraggio e i danni a terzi significa accorciare i tempi di intervento e trasformare la tutela del territorio da emergenza a prassi ordinaria.
ILRESTODELCARLINO.IT (WEB)
Falde dell’acqua contaminate. Respinto il ricorso del calzaturificio
Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del calzaturificio Ipr, confermando la sua responsabilità nella contaminazione della falda del Basso Bacino del Chienti. Le indagini hanno rilevato la corrispondenza tra le sostanze inquinanti presenti nel terreno e quelle utilizzate nell’attività produttiva, sufficiente a individuare l’azienda come fonte plausibile di inquinamento. L’impresa resta quindi obbligata a mettere in sicurezza l’area e procedere alla bonifica ambientale.
LA NAZIONE - EDIZIONE LA SPEZIA/SAR
Pericolo inquinamento, via ai controlli sulla falda al distributore di benzina
Nel distributore Enilive di Pontremoli sono in corso controlli urgenti sulla falda a seguito della segnalazione di una possibile contaminazione del sottosuolo. I tecnici di Eni Rewind stanno prelevando campioni da tutti i piezometri per verificare la presenza di idrocarburi e solventi potenzialmente inquinanti. Gli esiti stabiliranno se l’area richiederà interventi di bonifica ambientale.
LA RAGIONE
Acque tossiche
Il cambiamento climatico aumenta il rischio di alluvioni, che possono liberare sostanze tossiche da migliaia di discariche storiche in Europa, contaminando falde e acque potabili. PFAS e PCB, chimici persistenti, sono già diffusi in Italia, con il 79% dei campioni d’acqua contaminati e casi gravi come Brescia. La combinazione di eventi climatici estremi e discariche non sicure rappresenta una minaccia crescente per l’ambiente e la salute pubblica.
CORRIEREADRIATICO.IT (WEB)
Urbino, sversamento di gasolio, evacuate 15 persone: chiuso il cinema per il weekend
Il caso di Urbino dimostra quanto sia urgente prevenire i rischi legati ai serbatoi interrati: una semplice perdita ha causato evacuazioni, chiusure e inquinamento. La bonifica sarà a carico dei condomini, mentre le polizze tradizionali non coprono i danni ambientali. Investire in controlli e coperture dedicate è l’unica vera tutela.
CORRIERE DEL VENETO Ed. Treviso e Belluno
Ex Salsa, inquinata anche la falda “Trovata un’alta presenza di Ipa”
Il caso dell’ex caserma Salsa a Treviso evidenzia quanto la gestione del rischio ambientale sia centrale nei progetti di rigenerazione urbana. La presenza diffusa di IPA nei terreni e nella falda ha imposto il fermo dei lavori e l’avvio di interventi di messa in sicurezza d’emergenza, a tutela di futuri utenti e comunità locali. La bonifica finanziata dalla Regione rappresenta un passo necessario, ma ricorda anche l’importanza di valutazioni ambientali accurate sin dalle prime fasi progettuali. Solo una gestione responsabile del rischio può garantire che nuovi spazi pubblici – scuole, impianti sportivi, parchi – nascano sicuri e realmente sostenibili.
GENOVAQUOTIDIANA.COM
Waterfront di Levante, possibili contaminazioni nel sottosuolo: il Comune affida nuovi controlli ad
Il Comune di Genova rafforza i controlli ambientali sul Waterfront di Levante dopo le prime evidenze di potenziale contaminazione di suoli e acque sotterranee. Il nuovo incarico ad ARPAL, supportato da ulteriori risorse economiche, conferma l’importanza del monitoraggio continuo previsto dall’art. 242 del TUA. Le verifiche finora indicano un’evoluzione positiva, ma richiedono conferme nel tempo. Il caso evidenzia come la riqualificazione urbana debba procedere in parallelo a un’attenta gestione del rischio ambientale. Una buona pratica che ribadisce il valore della prevenzione, del controllo e della trasparenza verso il territorio.
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Distributore di Bergamo a processo: il rischio ambientale delle stazioni di servizio e la scarsa diffusione delle tutele
L’articolo del Corriere Bergamo (18 aprile 2026) racconta il rinvio a giudizio del legale rappresentante della Penta Petroli per la mancata bonifica di un’area contaminata da idrocarburi e trimetilbenzeni, con sversamento nel suolo e nelle acque sotterranee risalente alla fine del 2020 e una contaminazione storica che secondo gli accertamenti risalirebbe addirittura al 2009. Il caso è emblematico di un rischio strutturale: i distributori di carburante sono tra le fonti più frequenti di gravi contaminazioni di suolo e falda, spesso dovute a serbatoi interrati ammalorati, perdite lente e non rilevate tempestivamente, con costi di bonifica facilmente nell’ordine di centinaia di migliaia di euro. Nonostante questo, secondo i dati ANIA meno del 10% delle stazioni di servizio in Italia dispone di una polizza di Responsabilità Ambientale: un dato che, unito alla frequente successione di gestori e proprietari nel tempo, espone le imprese a responsabilità difficili da circoscrivere. La prima difesa resta la prevenzione — corretta manutenzione dei serbatoi, prove di tenuta, sistemi di monitoraggio delle perdite e gestione tempestiva delle anomalie — affiancata da una polizza di Responsabilità Ambientale adeguata, che garantisca copertura anche per le contaminazioni graduali e storiche e per le richieste dell’autorità in materia di bonifica.