Bonifica

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25.03.26

GREENANDBLUE.IT

Bussi sul Tirino, dove la bonifica e’ diventata modello per l’Onu

La bonifica dell’area “Tre Monti” di Bussi sul Tirino, uno dei più gravi scandali ambientali italiani con 185mila tonnellate di rifiuti tossici interrati, è oggi un modello studiato anche dall’ONU. Grazie al desorbimento termico e alla scelta di rimuovere definitivamente i veleni, il sito è diventato un caso pilota di rigenerazione sostenibile e applicazione del principio “chi inquina paga”.

05.03.26

GREEN&BLUE (LA REPUBBLICA)

La bonifica diventata un modello per l’Onu

Il caso di Bussi sul Tirino è emblematico per chi, come noi, si occupa quotidianamente di rischio ambientale. Diciannove anni dalla scoperta, un processo lungo e complesso, e finalmente un piano di bonifica avviato che guarda non solo al risanamento ma alla rigenerazione. Un percorso che dimostra quanto la strada della prevenzione e della responsabilità sia preferibile — in termini di tempi, costi e impatto sociale — rispetto alla gestione dell’emergenza a posteriori.

Colpisce in particolare l’applicazione concreta del principio ‘chi inquina paga’, che crea un precedente importante per gli altri Siti di Interesse Nazionale italiani: la responsabilità ambientale non è negoziabile e prima o poi si traduce in obblighi concreti per chi ha causato il danno.

Non meno rilevante è la scelta tecnologica: il desorbimento termico rappresenta un approccio definitivo, che rimuove il problema invece di confinarlo. Più costoso nel breve periodo, ma incomparabilmente più efficace nel lungo termine. È esattamente il tipo di ragionamento che dovrebbe guidare anche le scelte assicurative e finanziarie legate ai siti contaminati: valutare il rischio residuo nel tempo, non solo il costo immediato dell’intervento. Che questo modello sia arrivato all’attenzione delle Nazioni Unite è, per l’Italia, un motivo di orgoglio. Ma soprattutto, un invito a replicarlo.

20.02.26

Reteambiente

Rifiuti abbandonati: chi movimenta è responsabile

Secondo una recente pronuncia della Cassazione, il proprietario di un terreno che movimenta o gestisce rifiuti abbandonati da terzi ne assume la piena responsabilità e il conseguente obbligo di ripristino. Al contrario, la semplice inerzia o la mancata rimozione dei rifiuti non configurano alcun illecito a suo carico, a condizione che non vi sia stato alcun concorso con gli autori materiali dell’abbandono

09.12.25

THEDOTCULTURA.IT (WEB)

SIN, bonifica e reindustrializzazione: come si gioca la partita ecogiustizia

In Italia ci sono 42 SIN contaminati (148.594 ettari a terra e 77.136 a mare), ma le bonifiche procedono a rilento: a Piombino, dopo 27 anni, solo il 6,6% dei terreni è risanato. Legambiente chiede bonifica e reindustrializzazione green insieme, superando il falso ricatto tra lavoro e ambiente.
07.11.25

CORRIERE DELLE ALPI

Una nuova tecnologia per abbattere i Pfas Acque del Chiampo lancia il progetto

Presentato un nuovo processo che mira a ottenere la degradazione completa delle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) contenute nei percolati da discarica mediante degradazione termica. Un risultato che forse dovrebbe far riflettere anche sull’importanza del sostegno alla ricerca scientifica.

06.11.25

ROBOREPORTER.IT

Stanziati 450 milioni di euro per la bonifica dei siti contaminati in Italia

Il Governo italiano ha annunciato un significativo investimento di quasi 450 milioni di euro destinati alla bonifica dei siti contaminati su tutto il territorio nazionale. Bene, ma si tratta di soldi della collettività a beneficio della collettività, per un danno causato dal privato. Sarebbe ben più opportuno, forse, che si privilegiasse il ricorso a forme moderne di garanzia finanziaria, che nell’abbinamento con coperture assicurative adeguate potrebbero salvaguardare sia il bene pubblico che la continuità dell’impresa, e con questa il benessere dell’indotto e del tessuto economico e sociale locale

28.10.25

RAGUSAOGGI.IT (WEB)

Ragusa: 2,8 milioni per la messa in sicurezza della discarica di Cava dei Modicani

Stanziati a Ragusa 2,8 milioni di euro nel 2025 per la messa in sicurezza della discarica di Cava dei Modicani. Nonostante le prescrizioni urgenti (dal 2019) e una diffida regionale (2021), gli interventi necessari per ridurre l’impatto inquinante non sono stati ancora eseguiti.

28.10.25

CORRIERE DEI TERRITORI

Bonifiche in corso, record lombardo

Bonifiche record in Lombardia, seconda regione italiana per operazioni in corso (17% nazionale). Il Nord detiene il 65% della superficie contaminata. La Lombardia ha 44 siti orfani finanziati con fondi PNRR per affrontare contaminazioni spesso legate al passato industriale della regione.

09.09.25

L' ARENA

Sun Oil, falda inquinata Intervento della Provincia

A Sona, la falda sotterranea è inquinata da tetracloroetilene, confermato da analisi Arpav sull’area dell’ex deposito Sun Oil, in passato trasformato illegalmente in impianto di rifiuti liquidi. La contaminazione, a circa 60 metri di profondità, non minaccia i pozzi di acqua potabile, ma si teme per quelli agricoli. La Provincia ha avviato un procedimento per obbligare la proprietà alla bonifica, ma i responsabili sono irrintracciabili

23.07.25

Lecco Today

Bonifica dei “siti orfani” a rischio ambientale: presto al via i lavori nell’area ex Safilo

Bonifica ‘Siti Orfani’ a Rischio Ambientale: Presto i Lavori all’Ex Safilo di Vercurago. 65 Milioni di Euro per il recupero di 16 aree inquinate in Lombardia, 8 Milioni a Lecco.

Una maggiore diffusione delle Polizze per i Danni Ambientali garantirebbe una migliore applicazione del principio Chi Inquina Paga assicurando che l’impresa sarà in grado di far fronte alla bonifica,

Ultimo effetto collaterale sarebbe un forte risparmio della spesa pubblica che non avrebbe necessità di stanziare ingenti fondi, come in questo caso, per far fronte a interventi di bonifica che dovrebbero restare a carico delle imprese