Bonifica

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09.07.26

Assinews

Ambiente: oltre 7 disastri su 10 causati da manutenzione carente e fattore umano

Questo focus mette a nudo il forte disallineamento tra i rischi più temuti dai manager e gli incidenti che si verificano realmente sul campo, guidati dalla senescenza di serbatoi e condotte interrate. Di fronte a un vuoto assicurativo che interessa il 99% dei sinistri, l’analisi dimostra come una polizza ambientale dedicata sia l’unico strumento in grado di blindare la continuità operativa dell’azienda e tutelare il territorio e le comunità locali

09.07.26

Milano Post

Milano Post – Disastri ambientali: in Italia oltre 7 su 10 sono causati da scarsa manutenzione ed errore umano

Oltre il 70% dei sinistri ambientali nel nostro Paese è legato a cause gestionali prevedibili, eppure nel 99% dei casi manca una copertura specifica per le bonifiche. L’articolo evidenzia come i costi di ripristino erodano le finanze aziendali e spiega perché la classica polizza di RC Generale lasci l’impresa totalmente scoperta di fronte all’inquinamento graduale e alla bonifica del sito. Una lettura d’impatto per comprendere il reale valore della prevenzione e del trasferimento del rischio.

08.07.26

IL SOLE 24 ORE

Sviluppo sostenibile, acqua risorsa chiave ma c’e’ gap di azioni e conoscenza

Focus sulla nuova Legge UE sul ripristino della natura (Nature Restoration Law), definita dagli esperti come la norma più importante degli ultimi 40 anni in materia di biodiversità. Entro la prima imminente scadenza del 1° settembre 2026, gli Stati membri (inclusa l’Italia, che gestisce il 25% dello spazio marittimo del Mediterraneo) dovranno inviare a Bruxelles la bozza del Piano nazionale per il ripristino. La norma impone un obbligo legale di restauro ecologico degli habitat degradati, introducendo il recupero della biodiversità marina anche come forma di compensazione obbligatoria nelle gare di appalto internazionali.

24.04.26

GDC.ANCIDIGITALE.IT

Consiglio di Stato: il soggetto che contribuisce alla contaminazione puo’ essere obbligato alla bonifica

Con la sentenza n. 02971/2026, il Consiglio di Stato (Sezione Quarta) ha affermato un principio di rilievo in materia di bonifiche ambientali: l’obbligo di messa in sicurezza e bonifica può gravare anche su chi abbia concorso causalmente alla contaminazione, senza che sia indispensabile la formale conclusione del procedimento di individuazione del responsabile ex art. 244 del d.lgs. 152/2006. In applicazione del principio “chi inquina paga”, i giudici hanno chiarito che l’intervento volontario ex art. 245 TUA non esclude l’imposizione di obblighi conseguenti, e che le valutazioni svolte in conferenza dei servizi possono fondare le prescrizioni ambientali anche in caso di contaminazione plurifattoriale, purché sussista un nesso causale non meramente ipotetico. Una pronuncia che rafforza gli strumenti a disposizione della PA nell’imputazione delle responsabilità ambientali.

20.04.26

JUORNO.IT

Siti orfani, piano Pnrr rimodulato: meno interventi sulla carta e piu’ bonifiche reali. Campania, 60

Siti orfani e PNRR: la rimodulazione conferma il peso delle contaminazioni “senza responsabile”

L’articolo di Juorno.it (20 aprile 2026) dà conto della rimodulazione del piano PNRR sui siti orfani — da 500 a 470 milioni, con obiettivo di bonifica certificata del 70% della superficie — e dei 60 milioni destinati alla Campania per 15 interventi, dalle ex discariche ai depositi di fitofarmaci. Il dato di fondo resta però la dimensione del fenomeno: decine di migliaia di aree contaminate in Italia per le quali, in assenza di un responsabile solvibile, gli oneri di bonifica ricadono sulla collettività. Proprio per questo le polizze di Responsabilità Ambientale rappresentano un presidio essenziale: internalizzano il costo ambientale in capo a chi svolge l’attività a rischio, riducono la platea dei futuri “siti orfani” e garantiscono risorse immediate per messa in sicurezza e bonifica, senza attendere i tempi e i vincoli della finanza pubblica.

25.03.26

GREENANDBLUE.IT

Bussi sul Tirino, dove la bonifica e’ diventata modello per l’Onu

La bonifica dell’area “Tre Monti” di Bussi sul Tirino, uno dei più gravi scandali ambientali italiani con 185mila tonnellate di rifiuti tossici interrati, è oggi un modello studiato anche dall’ONU. Grazie al desorbimento termico e alla scelta di rimuovere definitivamente i veleni, il sito è diventato un caso pilota di rigenerazione sostenibile e applicazione del principio “chi inquina paga”.

05.03.26

GREEN&BLUE (LA REPUBBLICA)

La bonifica diventata un modello per l’Onu

Il caso di Bussi sul Tirino è emblematico per chi, come noi, si occupa quotidianamente di rischio ambientale. Diciannove anni dalla scoperta, un processo lungo e complesso, e finalmente un piano di bonifica avviato che guarda non solo al risanamento ma alla rigenerazione. Un percorso che dimostra quanto la strada della prevenzione e della responsabilità sia preferibile — in termini di tempi, costi e impatto sociale — rispetto alla gestione dell’emergenza a posteriori.

Colpisce in particolare l’applicazione concreta del principio ‘chi inquina paga’, che crea un precedente importante per gli altri Siti di Interesse Nazionale italiani: la responsabilità ambientale non è negoziabile e prima o poi si traduce in obblighi concreti per chi ha causato il danno.

Non meno rilevante è la scelta tecnologica: il desorbimento termico rappresenta un approccio definitivo, che rimuove il problema invece di confinarlo. Più costoso nel breve periodo, ma incomparabilmente più efficace nel lungo termine. È esattamente il tipo di ragionamento che dovrebbe guidare anche le scelte assicurative e finanziarie legate ai siti contaminati: valutare il rischio residuo nel tempo, non solo il costo immediato dell’intervento. Che questo modello sia arrivato all’attenzione delle Nazioni Unite è, per l’Italia, un motivo di orgoglio. Ma soprattutto, un invito a replicarlo.

20.02.26

Reteambiente

Rifiuti abbandonati: chi movimenta è responsabile

Secondo una recente pronuncia della Cassazione, il proprietario di un terreno che movimenta o gestisce rifiuti abbandonati da terzi ne assume la piena responsabilità e il conseguente obbligo di ripristino. Al contrario, la semplice inerzia o la mancata rimozione dei rifiuti non configurano alcun illecito a suo carico, a condizione che non vi sia stato alcun concorso con gli autori materiali dell’abbandono

09.12.25

THEDOTCULTURA.IT (WEB)

SIN, bonifica e reindustrializzazione: come si gioca la partita ecogiustizia

In Italia ci sono 42 SIN contaminati (148.594 ettari a terra e 77.136 a mare), ma le bonifiche procedono a rilento: a Piombino, dopo 27 anni, solo il 6,6% dei terreni è risanato. Legambiente chiede bonifica e reindustrializzazione green insieme, superando il falso ricatto tra lavoro e ambiente.
07.11.25

CORRIERE DELLE ALPI

Una nuova tecnologia per abbattere i Pfas Acque del Chiampo lancia il progetto

Presentato un nuovo processo che mira a ottenere la degradazione completa delle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) contenute nei percolati da discarica mediante degradazione termica. Un risultato che forse dovrebbe far riflettere anche sull’importanza del sostegno alla ricerca scientifica.