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IL RISVEGLIO
Data Center – tra i rischi: consumo di risorse e danni ambientali
I data center sono infrastrutture sempre più strategiche per cloud e intelligenza artificiale, ma la loro presenza sul territorio comporta elevati consumi di energia, acqua e suolo, con possibili impatti sugli ecosistemi e sulle risorse locali. L’articolo evidenzia la necessità di bilanciare sviluppo digitale e sostenibilità ambientale, valutando attentamente consumo di risorse, emissioni e ricadute sulle comunità che ospitano queste strutture, anche attraverso adeguate misure di prevenzione e gestione del rischio ambientale.
MAGAZINEQUALITA.IT
Responsabilita’ ambientale: nuovi obblighi in arrivo per le imprese
Solo lo 0,89% delle imprese italiane dispone di una polizza per la responsabilità ambientale, nonostante l’aumento degli obblighi normativi in materia di ESG, microplastiche e monitoraggio del suolo. Il dato evidenzia una forte sottoassicurazione del rischio ambientale: in caso di contaminazione o danno all’ambiente, i costi di bonifica possono ricadere sulle aziende coinvolte e, nei casi più critici, sulla collettività, rafforzando la necessità di una maggiore cultura della prevenzione e della copertura assicurativa.
GONEWS.IT (WEB)
Keu, AVS Empoli: “Si faccia luce sulle responsabilita’ dell’inquinamento”
Sul Caso KEU, AVS Empoli sostiene il ricorso al Consiglio di Stato promosso da Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze e Comune di Empoli, chiedendo di chiarire le responsabilità legate all’utilizzo di materiale contaminato derivante dai fanghi conciari. La vicenda evidenzia i rischi ambientali connessi allo smaltimento illecito di rifiuti industriali e l’importanza di controlli e monitoraggi efficaci per prevenire contaminazioni di suolo e falde, con potenziali implicazioni in termini di bonifiche, responsabilità ambientale e danni a terzi.
MICHELEBERTUCCO.IT
PFAS, L’INQUINAMENTO INVISIBILE HA UN INDIRIZZO: IL VENETO
L’articolo indica il Veneto come il principale caso italiano di contaminazione da PFAS, evidenziando come l’inquinamento originato dallo stabilimento Miteni di Trissino continui a interessare falde, acque potabili e filiere alimentari nonostante le condanne giudiziarie e gli interventi avviati. La vicenda conferma la persistenza e la complessità del rischio PFAS, con rilevanti impatti ambientali su risorse idriche ed ecosistemi e potenziali implicazioni assicurative legate a bonifiche, responsabilità ambientale e danni a lungo termine.
TICINONOTIZIE.IT (WEB2)
Sversamento nel Naviglio Grande, in Regione Lombardia il punto sull’emergenza
A oltre un mese dallo sversamento di idrocarburi nel Naviglio Grande, le prime attività di bonifica hanno consentito di contenere la contaminazione, ma permangono residui inquinanti nei sedimenti e in alcuni canali collegati, rendendo necessari ulteriori interventi e monitoraggi. L’episodio evidenzia i potenziali impatti ambientali degli sversamenti sulle acque superficiali, sugli ecosistemi e sul reticolo irriguo, con possibili implicazioni assicurative legate ai costi di bonifica, al danno ambientale e all’accertamento delle responsabilità dell’evento.
LANAZIONE.IT (WEB)
Rottami elettronici in fiamme. Campionamenti dell’Arpa. Il fuoco innescato da un fulmine
Un incendio sviluppatosi in un impianto di autodemolizione e smaltimento rifiuti ha richiesto un immediato intervento delle squadre di emergenza e degli enti di controllo ambientale. L’episodio evidenzia l’importanza di una gestione tempestiva delle emergenze per tutelare la salute pubblica, l’ambiente e la sicurezza del territorio.
BSNEWS.IT
Erbusco, domato il maxi-incendio alla MaxiDolphin: ingenti i danni
A Erbusco un vasto incendio ha colpito la Maxi Dolphin, azienda che realizza imbarcazioni in vetroresina: le fiamme hanno interessato un capannone, provocando il crollo della copertura e ingenti danni economici, ma senza feriti. Sul piano ambientale, il rogo ha generato una densa colonna di fumo nero visibile a grande distanza e ha richiesto l’intervento di ARPA per verificare eventuali impatti derivanti dalla combustione di materiali quali vetroresina e polistirolo presente nell’edificio adiacente. Sono tuttora in corso le attività di bonifica e smassamento dei materiali bruciati per eliminare eventuali focolai residui e valutare possibili contaminazioni ambientali; le cause dell’incendio restano da accertare.
ILGIORNALEDITALIA.IT
PFAS nell’acqua, nuovi limiti con la direttiva Ue in vigore
La direttiva UE 2020/2184, entrata pienamente in vigore in Italia da luglio 2026, introduce limiti più severi per i PFAS nelle acque potabili, fissando soglie di 100 ng/l per la somma dei PFAS e 20 ng/l per quattro composti prioritari, tra cui PFOA e PFOS. I primi controlli hanno però evidenziato superamenti dei nuovi limiti in diverse aree del Paese, tra cui Trentino, Friuli Venezia Giulia e Veneto, con alcuni pozzi che presentano concentrazioni fino a 20 volte superiori alle soglie previste. Dal punto di vista ambientale, la contaminazione è associata a fonti come schiume antincendio e percolati di discarica, confermando la persistenza dei PFAS nelle risorse idriche e negli ecosistemi
CIVITANOVALIVE.IT
INQUINAMENTO DEL BASSO BACINO DEL CHIENTI, LA PROVINCIA AVVIA LITER DI INDIVIDUAZIONE DEI RESPONSABI
La Provincia ha avviato il procedimento per individuare i responsabili della contaminazione del basso bacino del fiume Chienti, coinvolgendo diverse aziende potenzialmente responsabili. Le indagini ambientali hanno evidenziato inquinamento delle acque sotterranee e del suolo da composti chimici, anche cancerogeni, con identificazione di siti come possibili fonti di contaminazione. Il caso evidenzia rilevanti criticità ambientali e obblighi di bonifica, con implicazioni su responsabilità giuridica e assicurativa per danno ambientale e oneri di ripristino a carico dei soggetti coinvolti.
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A 50 anni dal disastro di Seveso, l’articolo richiama l’attenzione sui principali casi italiani di contaminazione industriale, dalla Miteni di Vicenza alla Caffaro di Brescia fino all’Ilva di Taranto, evidenziando come il tema della prevenzione e delle bonifiche resti ancora attuale. La riflessione mette in luce i persistenti rischi per ambiente e salute derivanti da attività industriali ad alto impatto e la necessità di rafforzare controlli, bonifiche e strumenti di gestione del rischio ambientale per evitare nuovi casi di contaminazione diffusa.