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rassegna stampa

06.03.26

TVIWEB.IT

Processi ambientali: la vera battaglia si combatte anche nell’opinione pubblica

Un articolo che coglie con precisione una delle sfide più complesse per le imprese coinvolte in procedimenti ambientali: la gestione della reputazione nel “tribunale dell’opinione pubblica”, spesso più severo e immediato di quello ordinario.

L’autore sottolinea come tempestività e trasparenza siano condizioni minime per conservare credibilità, e come il silenzio iniziale venga quasi sempre interpretato come reticenza. È esattamente in questa fase critica che si misura la differenza tra un’azienda preparata e una che si trova a improvvisare.

Su questo fronte, le polizze di responsabilità ambientale di Pool Ambiente offrono un supporto concreto e spesso sottovalutato: tra i servizi inclusi, le aziende assicurate possono infatti contare su un ufficio stampa specializzato in comunicazione di crisi ambientale, attivabile tempestivamente in caso di emergenza. Un presidio professionale dedicato a gestire il racconto pubblico con competenza tecnica e sensibilità istituzionale, affiancando la difesa legale senza sovrapporsi ad essa.

Perché, come ricorda l’articolo, la comunicazione non può essere solo difensiva: deve essere credibile, coerente e — soprattutto — pronta.

05.03.26

GREENANDBLUE.IT

A 50 anni da Seveso: Qualita’ dell’aria e acque tossiche, i motivi di allarme sono ancora tanti

50 anni dopo l’incidente di Seveso c’è ancora molta strada da fare per la prevenzione dei danni all’ambiente e per rendere applicato il principio Chi inquina paga.

05.03.26

GREEN&BLUE (LA REPUBBLICA)

La bonifica diventata un modello per l’Onu

Il caso di Bussi sul Tirino è emblematico per chi, come noi, si occupa quotidianamente di rischio ambientale. Diciannove anni dalla scoperta, un processo lungo e complesso, e finalmente un piano di bonifica avviato che guarda non solo al risanamento ma alla rigenerazione. Un percorso che dimostra quanto la strada della prevenzione e della responsabilità sia preferibile — in termini di tempi, costi e impatto sociale — rispetto alla gestione dell’emergenza a posteriori.

Colpisce in particolare l’applicazione concreta del principio ‘chi inquina paga’, che crea un precedente importante per gli altri Siti di Interesse Nazionale italiani: la responsabilità ambientale non è negoziabile e prima o poi si traduce in obblighi concreti per chi ha causato il danno.

Non meno rilevante è la scelta tecnologica: il desorbimento termico rappresenta un approccio definitivo, che rimuove il problema invece di confinarlo. Più costoso nel breve periodo, ma incomparabilmente più efficace nel lungo termine. È esattamente il tipo di ragionamento che dovrebbe guidare anche le scelte assicurative e finanziarie legate ai siti contaminati: valutare il rischio residuo nel tempo, non solo il costo immediato dell’intervento. Che questo modello sia arrivato all’attenzione delle Nazioni Unite è, per l’Italia, un motivo di orgoglio. Ma soprattutto, un invito a replicarlo.

news, corsi e convegni

Convegni 12 Marzo 2026

PRONTO INTERVENTO AMBIENTALE

Innovazione, tracciabilità e futuro nella gestione del rischio ambientale

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