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GREENREPORT.IT (WEB)
L’inquinamento delle industrie energivore costa all’Europa 73 miliardi all’anno per danni alla salute
Nonostante i miglioramenti e le evoluzioni tecnologiche, rimangono elevate le ricadute delle attività produttive su salute e ambiente, soprattutto per le aziende energivore.
il Post
Col ciclone Harry le polizze contro le catastrofi naturali non hanno funzionato
Il passaggio del ciclone Harry su Sicilia, Sardegna e Calabria ha rappresentato il primo vero banco di prova per le polizze contro le catastrofi naturali, divenute da poco obbligatorie, e ne ha purtroppo evidenziato il parziale fallimento, in quanto la maggior parte dei danni causati dal ciclone rischia di non essere indennizzata. Il testo standard di queste polizze, infatti, opera secondo il principio dei “rischi nominati” ed esclude esplicitamente eventi idrogeologici frequenti come le mareggiate o le “bombe d’acqua”. Si rende quindi evidente la necessità di una revisione dell’attuale impianto assicurativo, che peraltro non include neppure i danni da inquinamento causati dagli eventi naturali stessi.
IL RESTO DEL CARLINO - EDIZIONE RAVENNA/FAENZA
Oltre duecento siti industriali contaminati
Secondo il rapporto di Ispra, nella sola Provincia di Ravenna sono oltre duecento i siti contaminati, ereditati da svariate attività industriali, coinvolti nei procedimenti ambientali. Una maggiore diffusione delle Polizze per i Danni all’Ambiente favorirebbe una più efficace applicazione del principio “Chi Inquina Paga”, garantendo che le imprese dispongano delle risorse necessarie per far fronte agli interventi di bonifica.
PREALPINA.IT (WEB)
Liquami nel Ticino, rabbia a Sesto Calende
A Sesto Calende si è verificato un nuovo sversamento di liquami nel fiume Ticino, causato dalle criticità della rete fognaria mista e dal sovraccarico del depuratore. Il problema, legato a una struttura obsoleta, non è risolvibile in modo definitivo, anche se sono previsti interventi da 4,8 milioni di euro. Le autorità locali e il gestore Alfa srl lavorano per mitigare gli effetti, ma le fuoriuscite restano frequenti in caso di piogge intense.
TGCOM24.MEDIASET.IT (WEB)
Obbligo assicurativo contro le calamita’ naturali, cosa devono sapere le imprese
Dal 2025 è entrato in vigore l’obbligo per le imprese italiane di stipulare una polizza contro le calamità naturali (alluvioni, terremoti, frane), con scadenze differenziate per dimensione aziendale. Nonostante questo importante passo, gli esperti di Pool Ambiente e ANIA sottolineano che tale obbligo non copre i danni ambientali (inquinamento), per i quali lo Stato spende miliardi, evidenziando una lacuna di consapevolezza tra le imprese
CORRIEREIRPINIA.IT (WEB)
Inquinamento ambientale, il report dell’Iss e della Procura di Avellino: “L’Irpinia e’ verde solo a
Il recente accordo tra l’Istituto Superiore di Sanità e la Procura di Avellino rappresenta un esempio virtuoso di sinergia tra scienza e giustizia nella tutela ambientale. L’indagine epidemiologico-ambientale ha permesso di mappare 296 siti potenzialmente contaminanti, evidenziando come oltre metà della popolazione irpina viva a meno di un chilometro da fonti di rischio. Questo lavoro dimostra quanto sia fondamentale, per le imprese, adottare una governance responsabile e una gestione corretta dei rischi ambientali. I dati raccolti da campionamenti su acqua e suolo consentono di risalire alle responsabilità aziendali, rafforzando la tutela dei cittadini e del territorio. In un contesto dove anche l’omessa bonifica può comportare responsabilità penali, è sempre più urgente che le imprese integrino la sostenibilità ambientale nei propri modelli di business.
ADNKRONOS.COM
PFAS, le sostanze eterne avvelenano i fiumi (e i pesci) d’Europa
Uno studio dello European Environmental Bureau rivela una contaminazione diffusa e sottostimata da sostanze chimiche eterne in vari Paesi europei, con l’Italia tra i Paesi più colpiti. Dati, settori economici ed aree maggiormente a rischio, con proposte per fermare l’emergenza.
LA STAMPA - EDIZIONE NOVARA
Arona, batteri nel Vevera bagni vietati alle Rocchette
L’episodio di inquinamento ad Arona evidenzia i danni ambientali e collaterali causati da eventi come i troppo pieni fognari, sempre più frequenti con le piogge intense legate ai cambiamenti climatici. Oltre all’adeguamento degli impianti, è fondamentale che Comuni e gestori si dotino di coperture assicurative per i danni all’ambiente: oggi meno dell’1% ne è provvisto.
LA PREALPINA
Pfas nei pesci di Ceresio e Verbano
I Pfas sono composti chimici che l’industria impiega da oltre mezzo mezzo secolo, e che oggi si trovano ovunque. L’ultimo rapporto pubblicato in Ticino fotografa una situazione che non può più essere ignorata. I risultati evidenziano la presenza di Pfas in alcuni pesci di Verbano e Ceresio, con livelli che potrebbero limitarne la commercializzazione. Si continuerà a monitorare la situazione contribuendo alla sorveglianza ambientale.
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Le analisi dell’ARPAV hanno rilevato la presenza di un pesticida di origine industriale nelle fragole coltivate lungo il bacino dell’Adige. La contaminazione sarebbe avvenuta attraverso l’acqua di irrigazione, probabilmente inquinata da scarichi industriali o da un malfunzionamento degli impianti di depurazione. Le autorità hanno raccomandato di sospendere il consumo dei prodotti delle aree coinvolte per possibili rischi sanitari, mentre i produttori locali affrontano gravi ripercussioni economiche e sono in corso indagini del NOE per risalire alla fonte dell’inquinamento.