Danno Ambientale
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SIKILYNEWS.IT
Fogna in tilt a Santa Teresa: sversamento nel torrente Agro’ e poi in mare
A Santa Teresa di Riva si è verificato uno sversamento di reflui fognari dal collettore del lungomare nel torrente Agrò, con successivo riversamento in mare, probabilmente dovuto a un malfunzionamento del sistema fognario o delle stazioni di sollevamento. Dal punto di vista ambientale, l’evento ha causato contaminazione delle acque superficiali, formazione di accumuli di liquami maleodoranti alla foce e potenziale impatto sugli ecosistemi marini costieri, in un’area già soggetta a divieto precauzionale di balneazione. L’articolo evidenzia inoltre la necessità di interventi urgenti per fermare lo sversamento e propone controlli ambientali più estesi, con campionamenti anche nell’area della foce e maggiore trasparenza sui dati del depuratore.
CORRIERE DELLA SERA - EDIZIONE MILANO
Bartolini, incendio al deposito Bovisa Colonna di fumo sopra tutta la citta’
Un impressionante rogo accidentale ha devastato 8.000 mq del deposito BRT, sprigionando una nube tossica che ha imposto il blocco precauzionale di frutta e verdura a livello locale. L’evento rimarca come i costi di gestione dei fumi di combustione e i danni da indagine e bonifica conseguenti possano travolgere un’azienda logistica priva di una polizza ambientale dedicata.
Assinews
Ambiente: oltre 7 disastri su 10 causati da manutenzione carente e fattore umano
Questo focus mette a nudo il forte disallineamento tra i rischi più temuti dai manager e gli incidenti che si verificano realmente sul campo, guidati dalla senescenza di serbatoi e condotte interrate. Di fronte a un vuoto assicurativo che interessa il 99% dei sinistri, l’analisi dimostra come una polizza ambientale dedicata sia l’unico strumento in grado di blindare la continuità operativa dell’azienda e tutelare il territorio e le comunità locali
Insurzine
INSURZINE – Disastri ambientali, in Italia oltre 7 su 10 sono causati da scarsa manutenzione ed errore umano
Con costi medi di ripristino e bonifica che oscillano tra i 200.000 e i 4.000.000 di euro, un incidente ambientale non protetto si trasforma quasi sempre in un passivo insostenibile per le imprese. L’articolo sfata i falsi miti sulle coperture assicurative tradizionali e illustra perché dotarsi di una soluzione specialistica sia ormai un passo indispensabile per evitare il rischio di dissesto finanziario.
ILGAZZETTINO.IT (WEB)
Piave, fiume di fango e moria di pesci: «Colpa delle dighe. Questo e’ danno ambientale»
FANPAGE.IT (WEB)
Migliaia di granchi blu morti al lago di Fogliano, foto e video. L’esperto: Seguiranno i pesci, se n
CIVITANOVALIVE.IT
INQUINAMENTO DEL BASSO BACINO DEL CHIENTI, LA PROVINCIA AVVIA LITER DI INDIVIDUAZIONE DEI RESPONSABI
La Provincia ha avviato il procedimento per individuare i responsabili della contaminazione del basso bacino del fiume Chienti, coinvolgendo diverse aziende potenzialmente responsabili. Le indagini ambientali hanno evidenziato inquinamento delle acque sotterranee e del suolo da composti chimici, anche cancerogeni, con identificazione di siti come possibili fonti di contaminazione. Il caso evidenzia rilevanti criticità ambientali e obblighi di bonifica, con implicazioni su responsabilità giuridica e assicurativa per danno ambientale e oneri di ripristino a carico dei soggetti coinvolti.
ILFATTOQUOTIDIANO.IT (WEB)
Disastro ambientale colposo: ex manager Solvay a processo per la contaminazione da Pfas
CRONACHESALERNO.IT
Sapri, disastro ambientale sulla spiaggia
A Sapri si segnala un presunto disastro ambientale legato ai lavori di risanamento costiero nell’area ex Agip, con presenza di rifiuti, materiali ferrosi e residui potenzialmente inquinanti sulla spiaggia e in acqua. Le criticità riguardano anche possibili carenze nelle procedure di bonifica e gestione degli appalti, con ordinanze contraddittorie e scarsa trasparenza sulle condizioni di sicurezza e balneazione. Il caso evidenzia rilevanti rischi ambientali per il litorale e la salute pubblica, con potenziali implicazioni di responsabilità ambientale e costi assicurativi per bonifiche, danni a terzi e gestione non conforme dei rifiuti.
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La direttiva UE 2020/2184, entrata pienamente in vigore in Italia da luglio 2026, introduce limiti più severi per i PFAS nelle acque potabili, fissando soglie di 100 ng/l per la somma dei PFAS e 20 ng/l per quattro composti prioritari, tra cui PFOA e PFOS. I primi controlli hanno però evidenziato superamenti dei nuovi limiti in diverse aree del Paese, tra cui Trentino, Friuli Venezia Giulia e Veneto, con alcuni pozzi che presentano concentrazioni fino a 20 volte superiori alle soglie previste. Dal punto di vista ambientale, la contaminazione è associata a fonti come schiume antincendio e percolati di discarica, confermando la persistenza dei PFAS nelle risorse idriche e negli ecosistemi