Contaminazione

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15.05.26

BARIVIVA.IT

Nichel e cadmio nella falda a Molfetta. 72 indagati, bufera sull’Asi Bari. I NOMI

L’inchiesta “Ground Water” della Procura di Trani rivela un grave inquinamento della falda di Molfetta causato da pozzi disperdenti abusivi collegati alla zona industriale. Sono 72 gli indagati, tra dirigenti dell’Asi Bari, funzionari pubblici e imprenditori. Sequestrati beni per 150 milioni di euro. Le analisi mostrano livelli di sostanze tossiche fino a diecimila volte oltre i limiti di legge.

07.05.26

LA DIFESA DEL POPOLO

I PFAS SONO ANCHE NELLA SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA

La contaminazione da PFAS lungo la Superstrada Pedemontana Veneta coinvolge 18 siti su 28, legata allo smaltimento di terre di scavo e all’uso di additivi per il calcestruzzo contenenti sostanze perfluoroalchiliche. L’inquinamento interessa anche la falda idrica che alimenta il Padovano, configurando una “minaccia imminente di danno ambientale” e portando a indagini per inquinamento e omessa bonifica. Il caso evidenzia rilevanti criticità ambientali e incertezze sanitarie sui PFAS, con implicazioni assicurative su responsabilità ambientale, costi di bonifica e gestione del rischio infrastrutturale in grandi opere.

07.05.26

ILGIORNO.IT (WEB)

Microinquinanti nell’acqua. Allarme in dieci comuni per la presenza di Tfa.

È stato rilevato acido trifluoroacetico (TFA) nelle acque di dieci comuni dell’hinterland milanese, con concentrazioni anomale e origine probabilmente legata a un’attività industriale farmaceutica, su cui è stato presentato un esposto in Procura. Le autorità sanitarie escludono al momento rischi per la salute, mentre il gestore idrico ha chiuso i pozzi più contaminati, avviato monitoraggi e pianificato interventi infrastrutturali per la messa in sicurezza. Il caso evidenzia criticità ambientali connesse ai microinquinanti emergenti e impatti assicurativi potenziali per responsabilità da contaminazione, costi di bonifica e adeguamento agli imminenti limiti normativi.

18.03.26

GIORNALE DI SICILIA - EDIZIONE AGRIGENTO/CALT

Controlli sull’acqua inquinata. II Comune invia le autobotti

 

A Trapani il sindaco ha disposto il divieto di utilizzo dell’acqua per usi potabili in diverse vie della città, dopo che i campionamenti hanno evidenziato parametri non conformi e la possibile correlazione con lavori stradali che potrebbero aver compromesso la rete idrica. Il Comune ha attivato autobotti e avviato interventi di bonifica e verifiche tecniche, mentre proseguono gli accertamenti per individuare il tratto della rete eventualmente danneggiato. Al momento non si registrano ulteriori ricadute ambientali oltre alla contaminazione già rilevata e in fase di monitoraggio, e sono in corso approfondimenti per accertarne origine ed estensione.

 

18.03.26

GREENME.IT (WEB)

PFAS nell’acqua: in Piemonte si sperimenta la tecnologia che riesce a eliminarli fino al 99%

In Piemonte arriva la tecnologia australiana SAFF40, capace di ridurre la presenza di PFAS nelle acque reflue fino al 95–99%, grazie a un sistema che separa le molecole tramite microbolle d’aria. Il processo non distrugge i PFAS ma li concentra in un residuo da gestire successivamente, elemento che rende la sperimentazione fondamentale per valutare efficacia, costi e conseguenze operative. La sperimentazione è in corso e servirà a definire gli impatti a lungo termine.

 

28.01.26

TOSCANACHIANTIAMBIENTE.IT

Pfas e altri inquinanti: fino a quando ne ignoreremo gli effetti per vendere qualche padella in piu’

L’articolo denuncia l’uso massiccio e ancora legalmente consentito dei PFAS, “inquinanti eterni” che contaminano acque e ambiente con gravi rischi sanitari. Negli USA si tenta persino di esentare gli impianti di depurazione dai costi di rimozione, mentre l’UE introduce limiti più severi e nuove tecnologie promettono metodi di filtrazione molto più efficaci. Intanto studi internazionali confermano la complessità dell’inquinamento da micro plastiche, richiamando alla necessità di ridurre e riciclare i materiali plastici

21.12.25

IL MATTINO DI PADOVA

Rischio inquinamento Prime indagini nell’area ex Italsintex

Il caso dell’ex Italsintex mostra come, quando un’azienda fallisce, i costi della bonifica ricadano sulla Regione e quindi sulla collettività, mentre l’inquinamento continua a minacciare territorio, risorse naturali e salute pubblica.
Una più ampia diffusione delle polizze di responsabilità ambientale aiuterebbe le imprese a rispettare la normativa, gestire meglio i propri rischi e garantire interventi rapidi ed efficaci. Si tratta di uno strumento di tutela che protegge non solo il patrimonio aziendale, ma anche l’ambiente e le persone.

28.11.25

IL T

Sloi e Carbochimica, prorogato il sequestro

Due anni di indagini sull’area ex Sloi ed ex Carbochimica a Trento Nord. Il sequestro probatorio, disposto nel 2023, riguarda terreni contaminati da piombo e idrocarburi, con cinque imprenditori indagati per inquinamento ambientale. La Procura ha ottenuto una nuova proroga per completare gli accertamenti e definire le responsabilità. Intanto prosegue il dialogo tra le società e il Ministero dell’Ambiente per la messa in sicurezza e la bonifica. Un caso emblematico che evidenzia la complessità delle operazioni nei Siti di Interesse Nazionale.

12.09.25

GREENME.IT (WEB)

Ha inquinato e violato i diritti umani: il colosso petrolifero Pluspetrol sotto accusa per i danni p

Il colosso petrolifero Pluspetrol è sotto accusa per aver inquinato e violato i diritti umani in Amazzonia peruviana. L’Ufficio olandese dell’OCSE ha concluso che, tra il 2000 e il 2015, la compagnia non ha prevenuto adeguatamente gli impatti ambientali negativi, causando contaminazioni diffuse e violando i diritti delle popolazioni indigene. Sono stati rilevati migliaia di siti contaminati, e le comunità colpite chiedono bonifiche e giustizia.

28.08.25

VALDARNO24.IT

“Allarme PFAS nel Valdarno”. I Comitati chiedono monitoraggi urgenti e azioni concrete

I comitati del Valdarno denunciano livelli allarmanti di PFAS nelle acque superficiali, in particolare nel borro di Riofi, dove la concentrazione di PFOA supera di oltre 27 volte il limite legale. Nonostante le richieste di azioni concrete, solo il Comune di Castelfranco Piandiscò ha approvato la mozione proposta. Le associazioni chiedono monitoraggi urgenti, analisi sul percolato della discarica di Podere Rota e controlli sugli scarichi industriali, evidenziando i gravi rischi sanitari e ambientali legati a queste “sostanze chimiche eterne”.