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PFAS: vietarli conviene, anche economicamente
Il rapporto della Commissione Europea pubblicato a gennaio offre una base scientifica difficile da ignorare: vietare completamente la produzione e l’uso dei PFAS non è solo la scelta più efficace per la salute pubblica, ma anche quella economicamente più vantaggiosa. Con un costo stimato di circa 330 miliardi di euro fino al 2050, lo scenario del divieto totale risulta nettamente preferibile rispetto a qualsiasi alternativa basata sul solo monitoraggio o sulla bonifica a posteriori, con risparmi che arrivano a superare i 1.370 miliardi rispetto all’applicazione dei nuovi standard sulle acque superficiali.
Per il settore assicurativo e per le imprese, i numeri parlano chiaro: continuare a gestire il rischio PFAS in modo reattivo — attraverso bonifiche, trattamenti idrici e costi sanitari — è enormemente più oneroso che eliminarne le cause alla fonte. Un principio che il mondo assicurativo conosce bene e che trova qui una conferma quantitativa straordinariamente netta. Mentre l’iter normativo europeo procede verso un inasprimento dei controlli sulle acque, vale la pena tenere d’occhio l’evoluzione del dibattito sul divieto generale: le implicazioni in termini di responsabilità ambientale e di rischio assicurabile potrebbero essere significative.