05.03.26

GREEN&BLUE (LA REPUBBLICA)

La bonifica diventata un modello per l’Onu

Il caso di Bussi sul Tirino è emblematico per chi, come noi, si occupa quotidianamente di rischio ambientale. Diciannove anni dalla scoperta, un processo lungo e complesso, e finalmente un piano di bonifica avviato che guarda non solo al risanamento ma alla rigenerazione. Un percorso che dimostra quanto la strada della prevenzione e della responsabilità sia preferibile — in termini di tempi, costi e impatto sociale — rispetto alla gestione dell’emergenza a posteriori.

Colpisce in particolare l’applicazione concreta del principio ‘chi inquina paga’, che crea un precedente importante per gli altri Siti di Interesse Nazionale italiani: la responsabilità ambientale non è negoziabile e prima o poi si traduce in obblighi concreti per chi ha causato il danno.

Non meno rilevante è la scelta tecnologica: il desorbimento termico rappresenta un approccio definitivo, che rimuove il problema invece di confinarlo. Più costoso nel breve periodo, ma incomparabilmente più efficace nel lungo termine. È esattamente il tipo di ragionamento che dovrebbe guidare anche le scelte assicurative e finanziarie legate ai siti contaminati: valutare il rischio residuo nel tempo, non solo il costo immediato dell’intervento. Che questo modello sia arrivato all’attenzione delle Nazioni Unite è, per l’Italia, un motivo di orgoglio. Ma soprattutto, un invito a replicarlo.