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Il magistrato Flavio Cusani avverte che la riforma costituzionale oggetto di referendum rischia di indebolire profondamente l’azione dei pubblici ministeri nella lotta ai reati ambientali, rendendoli più esposti al controllo politico e meno liberi di indagare sui potentati economici. Ricorda come molte delle più importanti inchieste su disastri ambientali – dall’Eternit all’Ilva, dal polo petrolchimico di Augusta-Priolo alla Terra dei Fuochi – siano state possibili solo grazie a una magistratura autonoma e non sottoposta a pressioni governative. Sono in corso valutazioni sull’impatto della riforma, e si riscontra il rischio concreto di un indebolimento degli strumenti di tutela ambientale, con possibili ripercussioni sulle future indagini in materia.