05.03.26

MESSAGGERO VENETO

Fiamme nel deposito del supermercato A causarle un probabile corto circuito

Episodi come l’incendio del deposito del supermercato Prix di Tolmezzo ricordano che un sinistro apparentemente circoscritto può avere conseguenze ambientali tutt’altro che trascurabili. Quando le fiamme coinvolgono un deposito commerciale, i materiali che bruciano — imballaggi plastici, detergenti, prodotti chimici per la pulizia, vernici, batterie — generano fumi tossici e residui di spegnimento che possono contaminare suolo e falde acquifere nell’area circostante.

L’alta colonna di fumo visibile a distanza non è solo un segnale visivo dell’emergenza in corso: è il vettore attraverso cui sostanze potenzialmente nocive si disperdono nell’aria e si depositano sul territorio. Le acque utilizzate per lo spegnimento, cariche di inquinanti, rappresentano a loro volta un rischio se non correttamente gestite e contenute.

È per questo che ogni incendio di natura industriale o commerciale dovrebbe essere seguito, nella fase post-emergenza, da un’attenta valutazione dell’impatto ambientale: campionamenti del suolo, monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee, analisi della qualità dell’aria. Interventi che spesso non vengono attivati automaticamente, ma che sono essenziali per escludere — o gestire tempestivamente — eventuali danni all’ecosistema locale. La prevenzione del rischio incendio e la gestione delle sue conseguenze ambientali dovrebbero andare di pari passo, anche per le attività commerciali.