05.03.26

INSURANCE DAILY

Cosa e’ cambiato con la conversione in legge del DL Ambiente

Il DL Ambiente introduce misure attese e necessarie, ma come spesso accade nel nostro sistema normativo, la complessità dell’intreccio con le leggi preesistenti rischia di vanificare parte degli obiettivi dichiarati. Lo sappiamo bene noi che operiamo quotidianamente al confine tra diritto ambientale e mercato assicurativo: ogni modifica normativa genera ricadute concrete sulla valutazione e sul trasferimento del rischio, spesso in modo non immediato né lineare.

Alcune novità meritano attenzione positiva: la semplificazione delle procedure VIA per le energie rinnovabili può effettivamente accelerare la transizione energetica e snellire iter burocratici che oggi penalizzano anche la corretta gestione assicurativa degli appalti. Ma è sul fronte delle bonifiche e del dissesto idrogeologico che attendiamo di vedere gli effetti più concreti: sono questi i capitoli dove il gap tra norma e realtà operativa è ancora più evidente.

La questione delle acque reflue affinate, poi, apre scenari complessi. L’uso agricolo di acque non completamente decontaminate da PFAS e microplastiche non è un tema tecnico di secondo piano: è una potenziale fonte di responsabilità ambientale diffusa, difficilmente assicurabile e ancora più difficilmente quantificabile. Come Pool Ambiente monitoriamo con attenzione questi sviluppi, perché ciò che oggi appare come un aggiornamento normativo tecnico potrebbe tradursi domani in nuovi scenari di danno ambientale per i quali il mercato assicurativo deve farsi trovare preparato.