Tutela e politiche ambientali
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AMBIENTENONSOLO.COM
Acque reflue, la nuova sfida dei microinquinanti: chi pagherà il trattamento avanzato?
Analisi sulle nuove disposizioni europee sul trattamento delle acque reflue urbane, con particolare attenzione ai microinquinanti provenienti da farmaci e prodotti cosmetici. La direttiva introduce sistemi di trattamento avanzato per rimuovere queste sostanze dagli scarichi e rafforza il principio “chi inquina paga”, prevedendo il coinvolgimento dei produttori nel finanziamento degli interventi. Un approfondimento interessante sulle future implicazioni normative e sui costi connessi alla tutela delle risorse idriche.
FROSINONENEWS.EU
Inquinamento, il Consiglio di Stato conferma la condanna: stabilimento di Ferentino dovrà bonificare
Il caso riguarda uno stabilimento industriale di Ferentino, nella Valle del Sacco (Lazio), dove le indagini hanno accertato una contaminazione della falda sotterranea da metalli pesanti. Il Consiglio di Stato ha confermato l’obbligo di messa in sicurezza e bonifica imposto all’azienda, respingendone il ricorso. La sentenza è particolarmente rilevante perché rafforza il principio “chi inquina paga” e conferma la responsabilità dell’operatore per gli interventi di ripristino ambientale e per la tutela delle acque sotterranee.
INNOVATION HUB - Bancassicurazione Danni
Le imprese sottovalutano il rischio ambientale
Solo lo 0,89% delle imprese italiane dispone di una copertura per la responsabilità ambientale, nonostante i potenziali costi di un danno possano essere molto elevati. Oltre alle spese di bonifica, le aziende possono affrontare sanzioni, contenziosi, interruzioni dell’attività e danni reputazionali. Per ridurre questo gap di protezione sono fondamentali una maggiore cultura del rischio, la prevenzione e il supporto di assicurazioni e istituti bancari.
AMBIENTENONSOLO.COM
Legge ecoreati, dieci anni di controlli: nel 2025 oltre 2mila contestazioni ambientali
Legge ecoreati, dieci anni di controlli: i dati SNPA (2.073 contestazioni nel 2025) ricordano quanto il rischio ambientale sia concreto e attuale per le imprese, esponendo anche i vertici a responsabilità dirette. La polizza di responsabilità ambientale resta uno strumento chiave: copre le spese di emergenza e bonifica e testimonia una corretta gestione del rischio, a tutela degli amministratori.
IL SOLE 24 ORE LOMBARDIA
Disastro della diossina, il riscatto di Seveso sono le aziende locali
TELEAMBIENTE.TV
PFAS nell’acqua potabile, dal 13 luglio in vigore nuovi limiti: cosa cambia
DIETROLANOTIZIA.EU (WEB)
Attualita’, 50 anni da Seveso, in Italia oltre 7 disastri ambientali su 10 dipendono dall’uomo
A 50 anni da Seveso, oltre il 70% dei sinistri ambientali in Italia è causato da errori umani e scarsa manutenzione. La prevenzione, attraverso controlli, formazione e gestione del rischio, resta lo strumento più efficace per ridurre i danni ambientali.
Assinews
Ambiente: oltre 7 disastri su 10 causati da manutenzione carente e fattore umano
Questo focus mette a nudo il forte disallineamento tra i rischi più temuti dai manager e gli incidenti che si verificano realmente sul campo, guidati dalla senescenza di serbatoi e condotte interrate. Di fronte a un vuoto assicurativo che interessa il 99% dei sinistri, l’analisi dimostra come una polizza ambientale dedicata sia l’unico strumento in grado di blindare la continuità operativa dell’azienda e tutelare il territorio e le comunità locali
Milano Post
Milano Post – Disastri ambientali: in Italia oltre 7 su 10 sono causati da scarsa manutenzione ed errore umano
Oltre il 70% dei sinistri ambientali nel nostro Paese è legato a cause gestionali prevedibili, eppure nel 99% dei casi manca una copertura specifica per le bonifiche. L’articolo evidenzia come i costi di ripristino erodano le finanze aziendali e spiega perché la classica polizza di RC Generale lasci l’impresa totalmente scoperta di fronte all’inquinamento graduale e alla bonifica del sito. Una lettura d’impatto per comprendere il reale valore della prevenzione e del trasferimento del rischio.
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PFAS, residui farmaceutici, pesticidi e microplastiche sono tra i contaminanti emergenti che destano maggiore preoccupazione per la qualità delle acque superficiali e sotterranee. Vengono analizzati i limiti degli attuali sistemi di depurazione e le nuove disposizioni europee che introdurranno controlli e monitoraggi più stringenti, con l’obiettivo di migliorare la protezione delle risorse idriche.