Tutela e politiche ambientali

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10.03.26

QUOTIDIANO DI SICILIA

Pfas, firmato in Senato un Manifesto per eliminare gli “inquinanti eterni”

Il Manifesto “Verso l’eliminazione dei PFAS”, firmato al Senato, punta a contrastare gli “inquinanti eterni” attraverso norme più stringenti e una collaborazione rafforzata tra istituzioni e imprese. Propone l’eliminazione progressiva dei PFAS, l’adozione di alternative più sicure e l’applicazione del principio “chi inquina paga” per evitare costi ai cittadini. Il documento chiede inoltre maggiori investimenti tecnologici e un’armonizzazione europea delle regole per garantire la tutela della salute e dell’ambiente.

06.03.26

TVIWEB.IT

Processi ambientali: la vera battaglia si combatte anche nell’opinione pubblica

Un articolo che coglie con precisione una delle sfide più complesse per le imprese coinvolte in procedimenti ambientali: la gestione della reputazione nel “tribunale dell’opinione pubblica”, spesso più severo e immediato di quello ordinario.

L’autore sottolinea come tempestività e trasparenza siano condizioni minime per conservare credibilità, e come il silenzio iniziale venga quasi sempre interpretato come reticenza. È esattamente in questa fase critica che si misura la differenza tra un’azienda preparata e una che si trova a improvvisare.

Su questo fronte, le polizze di responsabilità ambientale di Pool Ambiente offrono un supporto concreto e spesso sottovalutato: tra i servizi inclusi, le aziende assicurate possono infatti contare su un ufficio stampa specializzato in comunicazione di crisi ambientale, attivabile tempestivamente in caso di emergenza. Un presidio professionale dedicato a gestire il racconto pubblico con competenza tecnica e sensibilità istituzionale, affiancando la difesa legale senza sovrapporsi ad essa.

Perché, come ricorda l’articolo, la comunicazione non può essere solo difensiva: deve essere credibile, coerente e — soprattutto — pronta.

05.03.26

LA NAZIONE - EDIZIONE VIAREGGIO/VER

Allarme degli ambientalisti “Rischio inquinamento”

Il caso del Lago di Porta fotografa perfettamente una dinamica che si ripete con frequenza allarmante nel nostro Paese: un’area naturale protetta, inserita in Rete Natura 2000, che si trova a cinquanta metri da una discarica. Indipendentemente da come si risolverà il confronto tra ambientalisti e gestori, questa prossimità è di per sé un elemento di rischio che non può essere sottovalutato.

Lo sversamento di percolato del maggio 2024 è un dato di fatto, e rappresenta esattamente il tipo di evento che nel mondo assicurativo e della responsabilità ambientale definiamo ‘sinistro sentinella’: un episodio che, anche se gestito e risolto, segnala la presenza di una vulnerabilità strutturale del sito. La circostanza che gli interventi successivi siano stati validati dalle autorità competenti è necessaria, ma non sufficiente a escludere rischi futuri.

Il vero nodo, in casi come questo, è la distanza — fisica e concettuale — tra conformità normativa e tutela reale dell’ambiente. Rispettare i limiti autorizzativi è il minimo indispensabile, non una garanzia assoluta di sicurezza per un ecosistema così fragile e prezioso. Auspico che la Regione Toscana affronti questa valutazione con la massima cautela, ponendo la tutela del lago al centro della decisione, al di là delle posizioni contrapposte delle parti.

05.03.26

INSURANCE DAILY

Cosa e’ cambiato con la conversione in legge del DL Ambiente

Il DL Ambiente introduce misure attese e necessarie, ma come spesso accade nel nostro sistema normativo, la complessità dell’intreccio con le leggi preesistenti rischia di vanificare parte degli obiettivi dichiarati. Lo sappiamo bene noi che operiamo quotidianamente al confine tra diritto ambientale e mercato assicurativo: ogni modifica normativa genera ricadute concrete sulla valutazione e sul trasferimento del rischio, spesso in modo non immediato né lineare.

Alcune novità meritano attenzione positiva: la semplificazione delle procedure VIA per le energie rinnovabili può effettivamente accelerare la transizione energetica e snellire iter burocratici che oggi penalizzano anche la corretta gestione assicurativa degli appalti. Ma è sul fronte delle bonifiche e del dissesto idrogeologico che attendiamo di vedere gli effetti più concreti: sono questi i capitoli dove il gap tra norma e realtà operativa è ancora più evidente.

La questione delle acque reflue affinate, poi, apre scenari complessi. L’uso agricolo di acque non completamente decontaminate da PFAS e microplastiche non è un tema tecnico di secondo piano: è una potenziale fonte di responsabilità ambientale diffusa, difficilmente assicurabile e ancora più difficilmente quantificabile. Come Pool Ambiente monitoriamo con attenzione questi sviluppi, perché ciò che oggi appare come un aggiornamento normativo tecnico potrebbe tradursi domani in nuovi scenari di danno ambientale per i quali il mercato assicurativo deve farsi trovare preparato.

05.03.26

ULTIMABOZZA.IT

Pfas, l’Europa accelera, ma il vero nodo resta il divieto

PFAS: vietarli conviene, anche economicamente

Il rapporto della Commissione Europea pubblicato a gennaio offre una base scientifica difficile da ignorare: vietare completamente la produzione e l’uso dei PFAS non è solo la scelta più efficace per la salute pubblica, ma anche quella economicamente più vantaggiosa. Con un costo stimato di circa 330 miliardi di euro fino al 2050, lo scenario del divieto totale risulta nettamente preferibile rispetto a qualsiasi alternativa basata sul solo monitoraggio o sulla bonifica a posteriori, con risparmi che arrivano a superare i 1.370 miliardi rispetto all’applicazione dei nuovi standard sulle acque superficiali.

Per il settore assicurativo e per le imprese, i numeri parlano chiaro: continuare a gestire il rischio PFAS in modo reattivo — attraverso bonifiche, trattamenti idrici e costi sanitari — è enormemente più oneroso che eliminarne le cause alla fonte. Un principio che il mondo assicurativo conosce bene e che trova qui una conferma quantitativa straordinariamente netta. Mentre l’iter normativo europeo procede verso un inasprimento dei controlli sulle acque, vale la pena tenere d’occhio l’evoluzione del dibattito sul divieto generale: le implicazioni in termini di responsabilità ambientale e di rischio assicurabile potrebbero essere significative.

05.03.26

NONSOLOAMBIENTE.IT (WEB2)

Pronto intervento ambientale: tra innovazione e vuoti normativi. Il report dalla Camera dei Deputati

Pronto intervento ambientale: innovazione e normativa ancora distanti

Al convegno “Pronto intervento ambientale: innovazione è futuro nella protezione dell’ambiente”, tenutosi alla Sala della Lupa a Montecitorio, è emerso con chiarezza il paradosso che caratterizza il sistema italiano: la tecnologia corre, ma la legislazione fatica a tenere il passo. IoT, AI e Smart Grid sono ormai indispensabili per passare da un approccio reattivo a uno predittivo, in un Paese dove il 94% del territorio è a rischio idrogeologico.

In questo contesto, Lisa Casali di Pool Ambiente ha portato all’attenzione dei presenti una criticità spesso sottovalutata: il tasso di assicurazione contro i danni ambientali nelle imprese italiane non raggiunge l’1%, a fronte di circa 1.000 casi accertati ogni anno. Un dato che fotografa un’esposizione al rischio ancora largamente scoperta. Casali ha tuttavia indicato una strada concreta: dove la PdR UNI 107:2021 viene implementata, il rischio di impatto ambientale può essere ridotto fino al 73% attraverso opere mirate di prevenzione, spesso a basso costo. Un messaggio chiaro rivolto a imprese e istituzioni: investire in prevenzione non è solo una scelta responsabile, ma una leva economica e competitiva determinante.

12.02.26

ALTERNATIVASOSTENIBILE.IT (WEB)

Nasce SIM, la piattaforma nazionale per il monitoraggio dei rischi ambientali

La piattaforma nazionale SIM, finanziata dal PNRR, usa cloud e intelligenza artificiale per prevedere e monitorare i rischi ambientali. Lo fa integrando le banche dati pubbliche e analizzando continuamente i segnali dal territorio con modelli predittivi avanzati.

11.02.26

NORDEST24.IT

Vasto incendio a Fiaschetti di Caneva, alta colonna di fumo visibile da chilometri | FOTO

Un vasto incendio è scoppiato in un’azienda agricola a Fiaschetti di Caneva, con fiamme e fumo visibili a chilometri. Sul posto sono intervenute numerose squadre dei Vigili del fuoco, con rinforzi arrivati anche dal Veneto. Le cause del rogo sono ancora sconosciute.
11.02.26

INSURANCE DAILY

Caso Miteni, cosa imparare da questa sentenza storica

La sentenza Miteni ha riconosciuto per la prima volta in Italia il legame tra esposizione ai PFAS e la morte di un lavoratore, segnando una svolta nelle responsabilità ambientali. L’inquinamento provocato dallo stabilimento di Trissino ha contaminato un’area vastissima, coinvolgendo oltre 300.000 persone e una delle falde acquifere più grandi d’Europa.

09.02.26

CHIOGGIANOTIZIE.IT

Pfas, la Regione del Veneto va in appello

La Regione Veneto ha deciso di ricorrere in appello per ottenere anche il riconoscimento del danno d’immagine legato all’inquinamento da PFAS. In primo grado sono stati condannati ex amministratori e dirigenti Miteni per gravi reati ambientali, con un risarcimento riconosciuto solo per i danni patrimoniali. La Regione sostiene che l’impatto della vicenda abbia compromesso la reputazione dell’istituzione e richiede un risarcimento completo.