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LANAZIONE.IT (WEB)
Pericolo inquinamento . Via ai controlli sulla falda al distributore di benzina
BERGAMO.CORRIERE.IT
Bergamo, benzinaio chiuso in via Tremana: Salzillo a processo per inquinamento ambientale
Distributore di Bergamo a processo: il rischio ambientale delle stazioni di servizio e la scarsa diffusione delle tutele
L’articolo del Corriere Bergamo (18 aprile 2026) racconta il rinvio a giudizio del legale rappresentante della Penta Petroli per la mancata bonifica di un’area contaminata da idrocarburi e trimetilbenzeni, con sversamento nel suolo e nelle acque sotterranee risalente alla fine del 2020 e una contaminazione storica che secondo gli accertamenti risalirebbe addirittura al 2009. Il caso è emblematico di un rischio strutturale: i distributori di carburante sono tra le fonti più frequenti di gravi contaminazioni di suolo e falda, spesso dovute a serbatoi interrati ammalorati, perdite lente e non rilevate tempestivamente, con costi di bonifica facilmente nell’ordine di centinaia di migliaia di euro. Nonostante questo, secondo i dati ANIA meno del 10% delle stazioni di servizio in Italia dispone di una polizza di Responsabilità Ambientale: un dato che, unito alla frequente successione di gestori e proprietari nel tempo, espone le imprese a responsabilità difficili da circoscrivere. La prima difesa resta la prevenzione — corretta manutenzione dei serbatoi, prove di tenuta, sistemi di monitoraggio delle perdite e gestione tempestiva delle anomalie — affiancata da una polizza di Responsabilità Ambientale adeguata, che garantisca copertura anche per le contaminazioni graduali e storiche e per le richieste dell’autorità in materia di bonifica.
TORINOGGI.IT
Cerca di rubare 1000 litri di gasolio e, scoperto, scappa rovesciandone 200 litri a terra: denunciat
Furto di gasolio a Susa: quando il reato diventa un problema ambientale della vittima
Il caso riportato da TorinOggi (18 aprile 2026) — tentato furto di 1.000 litri di gasolio con sversamento al suolo di 200 litri durante la fuga — ricorda un rischio spesso trascurato: se l’autore non viene identificato o è insolvente, le spese di bonifica ricadono sull’azienda derubata. È quindi essenziale verificare che le polizze di Responsabilità Civile Inquinamento ricomprendano espressamente gli eventi accidentali derivanti da furto, tentato furto e atti dolosi di terzi, includendo i costi di bonifica del sito dell’assicurato e le spese di messa in sicurezza d’emergenza.
LA NAZIONE - EDIZIONE LA SPEZIA/SAR
Pericolo inquinamento, via ai controlli sulla falda al distributore di benzina
Nel distributore Enilive di Pontremoli sono in corso controlli urgenti sulla falda a seguito della segnalazione di una possibile contaminazione del sottosuolo. I tecnici di Eni Rewind stanno prelevando campioni da tutti i piezometri per verificare la presenza di idrocarburi e solventi potenzialmente inquinanti. Gli esiti stabiliranno se l’area richiederà interventi di bonifica ambientale.
ILDOLOMITI.IT
Un’enorme colonna di fumo e l’incendio al distributore di benzina: paura nella notte, a fuoco un fur
IL TIRRENO ED. PISA-PONTEDERA-EMPOLI
Idrocarburi nei terreni parte la bonifica finale
Parte la bonifica finale dei terreni contaminati da idrocarburi sversati nel 2015 a seguito di un furto sull’oleodotto Eni Livorno-Firenze. Il piano approvato, a carico di Eni, prevede interventi per quasi un milione di euro e durerà 45 mesi.
GREENME.IT (WEB)
Disastro ambientale in Messico: uno sversamento petrolifero sta contaminando il fiume Pantepec
Nel ottobre 2025, uno sversamento di petrolio ha colpito il fiume Pantepec nello stato di Veracruz, Messico, a causa di una perdita da un oleodotto di Pemex. Circa 4,7 milioni di litri di idrocarburi hanno contaminato l’ecosistema fluviale. Le operazioni di bonifica sono in corso, ma l’impatto ambientale è grave.
VISTANET.IT (WEB2)
Notte di paura a Sarroch, incendio alla Saras: sirene, fumo e allarme tra i cittadini
L’incendio avvenuto nella notte presso la raffineria Saras di Sarroch evidenzia ancora una volta quanto siano elevati i rischi ambientali associati alle attività industriali complesse. Nonostante l’intervento tempestivo delle squadre antincendio e l’assenza di feriti, l’episodio ha generato forte apprensione tra i cittadini e ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dell’impianto. In contesti ad alta criticità come quello petrolchimico, ogni incidente può comportare potenziali danni all’ambiente, con impatti su aria, suolo e acque, e conseguenze anche sulla salute pubblica. È fondamentale che le imprese adottino sistemi di gestione ambientale robusti, investano in prevenzione e garantiscano trasparenza nelle comunicazioni con il territorio. La governance ambientale non può essere un elemento accessorio, ma deve diventare parte integrante della strategia industriale.
L' ARENA
Sun Oil, falda inquinata Intervento della Provincia
A Sona, la falda sotterranea è inquinata da tetracloroetilene, confermato da analisi Arpav sull’area dell’ex deposito Sun Oil, in passato trasformato illegalmente in impianto di rifiuti liquidi. La contaminazione, a circa 60 metri di profondità, non minaccia i pozzi di acqua potabile, ma si teme per quelli agricoli. La Provincia ha avviato un procedimento per obbligare la proprietà alla bonifica, ma i responsabili sono irrintracciabili.
LA REPUBBLICA
Roma, allarme diossina dopo l’esplosione del gpl “Valori dieci volte piu’ alti”
L’esplosione in un distributore di GPL a Roma Est ha generato una nube tossica con livelli di diossina dieci volte superiori alla norma, secondo i rilievi dell’Arpa. L’incendio ha sollevato preoccupazioni ambientali per l’inquinamento dell’aria e sulle ricadute sul suolo. Le autorità stanno indagando su possibili malfunzionamenti del sistema antincendio e sull’inadeguatezza dei protocolli di sicurezza.
Quando si verifica un incendio, si generano fumi ed acque contaminate che possono danneggiare gravemente l’ambiente, le persone e le attività circostanti. La maggior parte delle imprese non è assicurata contro questi tipi di danni, trovandosi così a dover affrontare costi elevati per bonifiche e risarcimenti. Una protezione efficace richiede una copertura assicurativa specifica anche per i danni all’Ambiente.
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Il caso del distributore di Pontremoli illustra il percorso tipico della contaminazione da punto vendita carburanti: una segnalazione di potenziale inquinamento attiva immediatamente gli obblighi di legge previsti dal D.Lgs. 152/2006 — comunicazione agli enti, campionamento della rete piezometrica, verifica delle CSC — ancor prima che la contaminazione sia accertata. È l’esempio classico di inquinamento graduale da serbatoi e condotte interrate, spesso silente per anni, che genera costi di indagine e potenziale bonifica della falda anche in assenza di un evento accidentale visibile. Una tipologia di rischio che le polizze tradizionali tipicamente escludono e che solo una copertura ambientale dedicata può intercettare, anche nella fase — onerosa — degli accertamenti preliminari.