Cambiamenti Climatici
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Col ciclone Harry le polizze contro le catastrofi naturali non hanno funzionato
Il passaggio del ciclone Harry su Sicilia, Sardegna e Calabria ha rappresentato il primo vero banco di prova per le polizze contro le catastrofi naturali, divenute da poco obbligatorie, e ne ha purtroppo evidenziato il parziale fallimento, in quanto la maggior parte dei danni causati dal ciclone rischia di non essere indennizzata. Il testo standard di queste polizze, infatti, opera secondo il principio dei “rischi nominati” ed esclude esplicitamente eventi idrogeologici frequenti come le mareggiate o le “bombe d’acqua”. Si rende quindi evidente la necessità di una revisione dell’attuale impianto assicurativo, che peraltro non include neppure i danni da inquinamento causati dagli eventi naturali stessi.
SNPA
Ciclone Harry, un evento emblematico in un contesto che cambia
Il report documenta gli impatti eccezionali del Ciclone Harry che ha colpito Sardegna e Calabria nel gennaio 2026, riversando localmente oltre 500 mm di pioggia e generando onde alte fino a 8 metri. La severità di questo evento, considerato emblematico dei cambiamenti climatici in atto nel Mediterraneo, rende sempre più evidente e urgente la necessità di ricorrere a specifiche polizze assicurative per mitigare i rischi e tutelare economicamente le comunità e le imprese coinvolte.
CORRIERE DELLA SERA
Onde di 16 metri In Sicilia danni per 500 milioni
Il ciclone Harry ha colpito le coste di Sicilia, Calabria e Sardegna, generando onde fino a 16 metri, mareggiate eccezionali, piogge intense e venti estremi, provocando danni stimati che superano i 500 milioni di euro solo in Sicilia. Gli eventi naturali eccezionali stanno diventando sempre più frequenti e intensi, con un rischio di contaminazione ambientale estremamente elevato soprattutto nelle aree industriali. Solo l’1% delle aziende dispone di una polizza assicurativa ambientale dedicata e la polizza obbligatoria entrata in vigore nel 2025, contro le calamità naturali, non copre i danni conseguenti a inquinamento.
AGI.IT
Siamo nell'”era della bancarotta globale dell’acqua”
Il rapporto dell’ONU dichiara l’inizio dell’“era della bancarotta idrica globale”, causata dall’eccessivo sfruttamento delle risorse, dall’inquinamento e dal cambiamento climatico. Molti sistemi idrici hanno superato soglie irreversibili, esaurendo falde, laghi e ghiacciai e mettendo a rischio ecosistemi, agricoltura e stabilità globale.
IL GIORNALE
FRIULI-VENEZIA GIULIA SOTT’ACQUA: DUE I MORTI E TRECENTO GLI SFOLLATI
Gli eventi meteorici estremi che si sono verificati recentemente in Friuli e in Liguria hanno evidenziato ancora una volta la fragilità dei del territorio in termini di prevenzione e mitigazione.
IVG.IT (WEB)
Eventi meteo estremi, in Liguria la percezione piu’ alta del rischio sui cambiamenti climatici
Le ultime rilevazioni statistiche indicano che è sempre più in aumento la preoccupazione della popolazione di essere esposta ai rischi derivanti da eventi naturali estremi è aumentata.
IL SOLE 24 ORE
Cambiamenti climatici, la Cassazione legittima il processo a Eni, Mef e Cdp
La Corte apre alla possibilità di contenziosi civili per danni climatici. Un precedente rilevante anche per le imprese italiane.
NONSPRECARE.IT
Che cosa fare in caso di alluvione
Questo articolo offre una guida completa su come affrontare gli eventi alluvionali, che sono in aumento a causa della crisi climatica anche in Italia, causando seri e improvvisi rischi
Internazionale
Chi paga il conto
Negli ultimi anni sono sempre di più le cause promosse contro le industrie in relazione alle emissioni. Una difficoltà in questi processi è poter quantificare il contributo e la responsabilità di ogni singola azienda nei cambiamenti climatici. Su questo argomento, due ricercatori statunitensi hanno sviluppato uno strumento di calcolo per quantificare le perdite economiche che derivano dalle emissioni di CO2.
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Negli ultimi anni gli eventi naturali estremi legati al cambiamento climatico sono in costante aumento, con impatti significativi sulle imprese. In questo scenario, Lisa Casali, Manager di Pool Ambiente, offre una riflessione sul crescente protection gap che espone le aziende a rischi non adeguatamente coperti.