Attività di bonifica
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AMBIENTESICUREZZAWEB.IT
Bonifica e reimmissione delle acque di falda: i chiarimenti del Mase
TUSCIAWEB.EU (WEB)
Sito orfano di Graffignano, quasi 9mila tonnellate di rifiuti pericolosi in più: servono nuove verifiche
I siti orfani sono aree per le quali non è possibile individuare il responsabile della contaminazione. in questi casi gli oneri di bonifica ricadono sugli Enti pubblici, ovvero sulla collettività. Anche in questi casi, una maggiore diffusione di coperture assicurative dedicate potrebbe contribuire a garantire le risorse necessarie per il ripristino ambientale senza gravare sulle finanze pubbliche.
TVIWEB.IT
PFAS ENEA e Acque del Chiampo insieme per sviluppare nuove tecnologie contro i microinquinanti
La collaborazione avviata tra ENEA e Acque del Chiampo punta a sviluppare nuove tecnologie per il trattamento e la degradazione dei “contaminanti eterni” nelle acque reflue e nei fanghi. L’iniziativa rappresenta un passo concreto verso soluzioni innovative di bonifica, in un ambito considerato tra le principali sfide ambientali degli ultimi anni.
AGENZIAGIORNALISTICAOPINIONE.IT
REGIONE EMILIA-ROMAGNA * :«LA BONIFICA DEI SITI ORFANI NEL MODENESE: EX POLVERIFICIO, CAVA E TERRENO
GREENANDBLUE.IT
Bussi sul Tirino, dove la bonifica e’ diventata modello per l’Onu
La bonifica dell’area “Tre Monti” di Bussi sul Tirino, uno dei più gravi scandali ambientali italiani con 185mila tonnellate di rifiuti tossici interrati, è oggi un modello studiato anche dall’ONU. Grazie al desorbimento termico e alla scelta di rimuovere definitivamente i veleni, il sito è diventato un caso pilota di rigenerazione sostenibile e applicazione del principio “chi inquina paga”.
TG24.SKY.IT
Alla Camera confronto sul Pronto Intervento Ambientale tra criticita’ e opportunita’
Lo scorso 19 Febbraio Lisa Casali, manager di Pool Ambiente, ha partecipato in qualità di relatore al convegno tenutosi presso la Camera dei Deputati con a tema il pronto intervento ambientale.
GREENME.IT (WEB)
Dai PFAS dell’ex Solvay alla Colmata di Bagnoli: lo scandalo delle bonifiche fantasma in Italia
Solo il 6% dei terreni più contaminati in Italia è stato bonificato, accumulando ritardi enormi che superano i 900 anni complessivi. Tra i casi più gravi, l’inquinamento da PFAS in Veneto ha colpito circa 300.000 persone e causato migliaia di decessi senza interventi strutturati. Molti siti continuano a rappresentare un rischio per la salute e l’ambiente, con falde e suoli gravemente contaminati.
CORRIERE DELLE ALPI
Una nuova tecnologia per abbattere i Pfas Acque del Chiampo lancia il progetto
Presentato un nuovo processo che mira a ottenere la degradazione completa delle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) contenute nei percolati da discarica mediante degradazione termica. Un risultato che forse dovrebbe far riflettere anche sull’importanza del sostegno alla ricerca scientifica.
ROBOREPORTER.IT
Stanziati 450 milioni di euro per la bonifica dei siti contaminati in Italia
Il Governo italiano ha annunciato un significativo investimento di quasi 450 milioni di euro destinati alla bonifica dei siti contaminati su tutto il territorio nazionale. Bene, ma si tratta di soldi della collettività a beneficio della collettività, per un danno causato dal privato. Sarebbe ben più opportuno, forse, che si privilegiasse il ricorso a forme moderne di garanzia finanziaria, che nell’abbinamento con coperture assicurative adeguate potrebbero salvaguardare sia il bene pubblico che la continuità dell’impresa, e con questa il benessere dell’indotto e del tessuto economico e sociale locale
CORRIERE DEI TERRITORI
Bonifiche in corso, record lombardo
Bonifiche record in Lombardia, seconda regione italiana per operazioni in corso (17% nazionale). Il Nord detiene il 65% della superficie contaminata. La Lombardia ha 44 siti orfani finanziati con fondi PNRR per affrontare contaminazioni spesso legate al passato industriale della regione.
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Il MASE, rispondendo a un interpello del Comune di Asti, ha chiarito che le acque di falda estratte e trattate durante una bonifica possono essere reimmesse solo nello stesso acquifero da cui provengono e non direttamente nella zona insatura del sottosuolo, salvo limitate condizioni tecniche specifiche. Il chiarimento rafforza la tutela delle acque sotterranee, imponendo maggiore attenzione nella progettazione degli interventi di bonifica e nella prevenzione di possibili contaminazioni secondarie, con riflessi anche sulle responsabilità ambientali e sui costi di risanamento dei siti contaminati.