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rassegna stampa

25.08.26

BSNEWS.IT

Erbusco, domato il maxi-incendio alla MaxiDolphin: ingenti i danni

A Erbusco un vasto incendio ha colpito la Maxi Dolphin, azienda che realizza imbarcazioni in vetroresina: le fiamme hanno interessato un capannone, provocando il crollo della copertura e ingenti danni economici, ma senza feriti. Sul piano ambientale, il rogo ha generato una densa colonna di fumo nero visibile a grande distanza e ha richiesto l’intervento di ARPA per verificare eventuali impatti derivanti dalla combustione di materiali quali vetroresina e polistirolo presente nell’edificio adiacente. Sono tuttora in corso le attività di bonifica e smassamento dei materiali bruciati per eliminare eventuali focolai residui e valutare possibili contaminazioni ambientali; le cause dell’incendio restano da accertare.

25.08.26

BLOG.IT

Cambiamenti climatici e nuovi rischi, 12 milioni per droni e satelliti

La Regione Sardegna ha stanziato 12 milioni di euro per rafforzare il monitoraggio dei rischi legati ai cambiamenti climatici e ambientali, investendo in droni (7 milioni) e servizi satellitari (5 milioni) per osservazione, analisi e prevenzione sul territorio. Dal punto di vista ambientale, le nuove tecnologie saranno utilizzate per il monitoraggio di incendi boschivi, rischio idrogeologico, risorse idriche, erosione costiera, inquinamento marino, patrimonio forestale e trasformazioni del territorio, consentendo interventi più tempestivi e mirati. L’iniziativa punta a creare un sistema integrato di dati provenienti da droni, satelliti e piattaforme informative per migliorare la capacità di previsione e gestione delle emergenze, aumentando la resilienza del territorio agli effetti dei cambiamenti climatici.

25.08.26

ILGIORNALEDITALIA.IT

PFAS nell’acqua, nuovi limiti con la direttiva Ue in vigore

La direttiva UE 2020/2184, entrata pienamente in vigore in Italia da luglio 2026, introduce limiti più severi per i PFAS nelle acque potabili, fissando soglie di 100 ng/l per la somma dei PFAS e 20 ng/l per quattro composti prioritari, tra cui PFOA e PFOS. I primi controlli hanno però evidenziato superamenti dei nuovi limiti in diverse aree del Paese, tra cui Trentino, Friuli Venezia Giulia e Veneto, con alcuni pozzi che presentano concentrazioni fino a 20 volte superiori alle soglie previste. Dal punto di vista ambientale, la contaminazione è associata a fonti come schiume antincendio e percolati di discarica, confermando la persistenza dei PFAS nelle risorse idriche e negli ecosistemi

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