Pool Ambiente: il Consorzio per un Ambiente più protetto
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Il nuovo testo rappresenta la risposta concreta per la copertura dei rischi di danno all’ambiente di ogni impresa
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Pfas nelle acque potabili: da gennaio interventi per risolvere le criticita’ – AlessandriaNews
A seguito dell’entrata in vigore a gennaio 2026 della nuova normativa nazionale stringente sui PFAS, che introduce il parametro vincolante “somma 4 PFAS”, le amministrazioni e i gestori idrici del Tortonese hanno avviato tavoli tecnici urgenti. Per Castelnuovo Scrivia si rendono necessari immediati interventi strutturali di correzione sulla rete idrica a causa del superamento dei nuovi limiti. L’interpretazione applicativa sul territorio ha già prodotto ordinanze sindacali restrittive che vietano tassativamente l’accumulo e lo spandimento di concimi chimici, fertilizzanti e prodotti fitosanitari nelle aree di salvaguardia e captazione idrica, al fine di prevenire la contaminazione della falda profonda. In vista obblighi più stringenti per questa famiglia di contaminanti
LAMIAFINANZA.IT (WEB)
Assicurazioni e disastri ambientali: il 99% delle imprese e’ senza polizza
Ogni anno in Italia si registrano tra 1.000 e 1.500 nuovi casi di contaminazione, e la stragrande maggioranza avviene in aziende perfettamente in regola con la legge. L’articolo evidenzia come i costi ordinari di ripristino (fino a 4 milioni di euro) superino la capacità di cassa delle imprese, rendendo la polizza ambientale l’unico vero scudo contro il fallimento.
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Nel ricordo della rivoluzione normativa nata nel 1976 (che portò alla prima storica “Direttiva Seveso” sulle industrie a rischio), gli esperti analizzano l’efficacia degli standard attuali. Viene richiamata l’adozione della Prassi di Riferimento UNI 107:2021 «Ambiente Protetto», la prima norma internazionale dedicata alla prevenzione del danno all’ambiente. L’applicazione sistematica di questa prassi aziendale – basata su mappatura delle sorgenti, manutenzione predittiva e formazione del personale – permetterebbe una riduzione stimata del 73% della probabilità di causare un danno all’ambiente, costituendo al contempo un indicatore ESG oggettivo e misurabile per investitori e stakeholder.