Pool Ambiente: il Consorzio per un Ambiente più protetto
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Il nuovo testo rappresenta la risposta concreta per la copertura dei rischi di danno all’ambiente di ogni impresa
rassegna stampa
MONETAWEB.IT
Danni all’ambiente, in Italia nemmeno un’impresa su cento si e’ fatta la polizza
Moneta dedica un ampio approfondimento ai dati del nostro Osservatorio, evidenziando il divario tra l’entità del rischio ambientale — circa 20mila imprese fallite tra il 2006 e il 2023 per costi di bonifica — e una penetrazione assicurativa ferma allo 0,89%. L’articolo valorizza il segnale positivo del +32,6% di polizze sottoscritte nel 2023 e riprende sia il commento ANIA sia la dichiarazione del Presidente Ceccon sull’efficacia del modello veneto, replicabile a livello nazionale. Una copertura di qualità, che colloca correttamente il tema nel quadro della sottoassicurazione del Paese e del Green Deal europeo.
CRONACHEDELLACAMPANIA.IT
Incendio in un capannone a Poggioreale: bruciano tre grandi celle frigorifere per ortofrutta
L’incendio nel deposito ortofrutticolo di Poggioreale dimostra come il rischio di danno ambientale non riguardi solo i settori tradizionalmente “pericolosi”: anche un’attività apparentemente a basso impatto come la conservazione di frutta e verdura può generare contaminazioni rilevanti, dalla combustione di pannelli isolanti e materiali plastici delle celle frigorifere al possibile rilascio di gas refrigeranti, fino alle acque di spegnimento che veicolano inquinanti nel suolo. Le operazioni di bonifica ancora in corso confermano che le conseguenze ambientali di un sinistro superano spesso il danno diretto ai beni. Un caso emblematico di quanto la copertura di tutela ambientale sia rilevante per l’intero tessuto produttivo, ben oltre i comparti chimico e rifiuti.
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L’incendio alla Delca Energy di Vicopisano conferma la crescente vulnerabilità degli impianti di recupero plastiche, dove la saturazione degli stoccaggi — legata al rallentamento del mercato del riciclo — accresce il carico d’incendio e il rischio di eventi rilevanti. Il rilascio di IPA, diossine e furani, con possibili ricadute su suolo e falde anche a distanza, evidenzia l’esposizione a danni ambientali di lungo periodo ex D.Lgs. 152/2006. L’episodio ribadisce la centralità di adeguate coperture di tutela ambientale per la filiera del waste management e l’importanza di un monitoraggio post-evento esteso nel tempo e nell’area di ricaduta.