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rassegna stampa

07.05.26

LA DIFESA DEL POPOLO

I PFAS SONO ANCHE NELLA SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA

La contaminazione da PFAS lungo la Superstrada Pedemontana Veneta coinvolge 18 siti su 28, legata allo smaltimento di terre di scavo e all’uso di additivi per il calcestruzzo contenenti sostanze perfluoroalchiliche. L’inquinamento interessa anche la falda idrica che alimenta il Padovano, configurando una “minaccia imminente di danno ambientale” e portando a indagini per inquinamento e omessa bonifica. Il caso evidenzia rilevanti criticità ambientali e incertezze sanitarie sui PFAS, con implicazioni assicurative su responsabilità ambientale, costi di bonifica e gestione del rischio infrastrutturale in grandi opere.

07.05.26

ALTERNATIVASOSTENIBILE.IT (WEB)

Pianura Padana avvelenata dagli allevamenti intensivi: il nuovo report di Greenpeace

Il report Greenpeace “Padania avvelenata” evidenzia come gli allevamenti intensivi in Pianura Padana generino emissioni rilevanti e stabili (162,7 kt di ammoniaca e 12,7 Mt di gas serra l’anno), contribuendo a inquinamento diffuso di aria, acqua e suolo. La concentrazione di capi (fino all’80% dei suini italiani) e il peso prevalente dei bovini (65% ammoniaca, 84% gas serra) determinano hotspot emissivi in Lombardia ed Emilia‑Romagna, con impatti anche sanitari rilevanti legati al particolato fine. Emergono criticità regolatorie (esclusione di alcuni allevamenti dalla Direttiva emissioni) e la necessità di riduzione/riconversione del sistema: sul piano ambientale e assicurativo ciò implica maggiore esposizione a rischi di inquinamento, responsabilità civile e possibili strette normative sui grandi allevamenti.

07.05.26

PROGETTOITALIANEWS.NET (WEB2)

Il Jova Beach Party nel mirino della procura per danno ambientale. Distrutte le dune della spiaggia

Il Jova Beach Party 2022 di Barletta è finito sotto indagine della Procura di Trani per presunto danno ambientale, con ipotesi di reati tra abusivismo edilizio e inquinamento colposo legati all’allestimento del concerto. Le opere avrebbero alterato circa 16.000 m² di arenile in area protetta, danneggiando dune, vegetazione costiera ed equilibrio naturalistico, già oggetto di contestazioni da parte di associazioni ambientaliste. La vicenda evidenzia rilevanti rischi ambientali e di responsabilità civile per eventi su ecosistemi fragili, con possibili implicazioni assicurative su coperture RC, danno ambientale e compliance autorizzativa.

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