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OTTOBRE 2026

Cari lettori

La selezione degli articoli che vi proponiamo questo mese evidenziano che il rischio ambientale non è circoscritto a specifici settori industriali ma, al contrario, si conferma una minaccia trasversale, capace di manifestarsi all'interno di qualsiasi tipologia di attività o comparto aziendale.

Di fronte a questa evidenza, l'impegno per le imprese non può limitarsi alla compliance normativa ma deve tendere ad azioni concrete nell'adozione di strategie di monitoraggio e prevenzione per azzerare o minimizzare l'impatto sul territorio e nella strutturazione di adeguate risorse organizzative, tecniche e finanziarie per far fronte con tempestività ed efficacia alle procedure di riparazione dei danni qualora si verifichino.

Inoltre, nella domanda del mese vi proponiamo una sintesi sul Provvedimento UE 2025/2365 sulla prevenzione delle dispersioni di pellet di plastica per ridurre l’inquinamento da microplastiche che, per la prima volta, introduce obblighi vincolanti lungo tutta la filiera: produzione, trasformazione, distribuzione, trasporto e stoccaggio.

Buona lettura.

17.09.26

INNOVATION HUB - Bancassicurazione Danni

Le imprese sottovalutano il rischio ambientale

Solo lo 0,89% delle imprese italiane dispone di una copertura per la responsabilità ambientale, nonostante i potenziali costi di un danno possano essere molto elevati. Oltre alle spese di bonifica, le aziende possono affrontare sanzioni, contenziosi, interruzioni dell’attività e danni reputazionali. Per ridurre questo gap di protezione sono fondamentali una maggiore cultura del rischio, la prevenzione e il supporto di assicurazioni e istituti bancari.

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25.09.26

LA TRIBUNA DI TREVISO

Acqua di scarico inquinata. Tremila euro di sanzione

Un’anomalia o un malfunzionamento possono sempre verificarsi, anche negli impianti gestiti con attenzione e secondo le migliori procedure operative. Nel caso in esame, la pianificazione di controlli periodici ha consentito di dimostrare il carattere circoscritto dell’episodio, contribuendo così alla limitazione della sanzione applicata.

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23.09.26

DIARIOFVG.IT

Microplastiche nelle profondità del Carso, lo studio dell’Università di Trieste

Le attività umane possono generare impatti ambientali anche in aree lontane e apparentemente incontaminate, attraverso la diffusione di contaminanti difficili da intercettare. Lo studio condotto nel Carso triestino evidenzia come le microplastiche possano raggiungere ecosistemi sotterranei remoti, confermando l’importanza di gestione, prevenzione, monitoraggio e tutela delle risorse ambientali.

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22.09.26

TUSCIAWEB.EU (WEB)

Sito orfano di Graffignano, quasi 9mila tonnellate di rifiuti pericolosi in più: servono nuove verifiche

I siti orfani sono aree per le quali non è possibile individuare il responsabile della contaminazione. in questi casi gli oneri di bonifica ricadono sugli Enti pubblici, ovvero sulla collettività. Anche in questi casi, una maggiore diffusione di coperture assicurative dedicate potrebbe contribuire a garantire le risorse necessarie per il ripristino ambientale senza gravare sulle finanze pubbliche.

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23.09.26

CORRIEREDELVENETO.CORRIERE.IT (WEB)

Si rompe il tubo di un’azienda agricola: fertilizzante oleoso nei canali, morti per asfissia centina di pesci

Il rischio ambientale riguarda tutte le aziende. Per questo motivo la mappatura dei rischi,  la prevenzione e una gestione efficace delle emergenze risultano essenziali per limitare le conseguenze su ambiente, salute pubblica e territorio.

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La domanda del mese: "Cosa introduce il regolamento UE 2025/2365 sui pellet in plastica?"


Il regolamento si applica a tutti gli operatori economici e i vettori logistici che manipolano o trasportano una quantità uguale o superiore a 5 tonnellate annue di pellet di plastica.

E' obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile senza necessità di leggi di recepimento nazionale e ha lo scopo di prevenire, contenere e bonificare qualsiasi rilascio accidentale di pellet in plastica per azzerare la dispersione nell'ambiente a livello UE.

Tutti i soggetti interessati avranno l'obbligo di redigere il Piano della Gestione dei Rischi che dovrà contenere:
  • la mappatura delle sorgenti di rischio
  • la stima delle quantità
  • l'elenco delle attività di rischio
  • la designazione di un responsabile aziendale
  • la descrizione dei sistemi di prevenzione e contenimento
  • la descrizione delle procedure di bonifica
Le principali tappe di attuazione del provvedimento prevedono:
  • dicembre 2025 - obbligo di prevenire e di intervenire per contenere e bonificare eventuali dispersioni
  • dicembre 2026 - pubblicazione di materiale di formazione e sensibilizzazione
  • dicembre 2027 - certificazione per le grandi imprese
  • dicembre 2028 - certificazione per le medie imprese, obblighi per vettori e navi marittime
  • dicembre 2030 - certificazione piccole imprese
Scriveteci i vostri dubbi e le vostre domande a info@poolambiente.it

News ed eventi


Vi segnaliamo i prossimi appuntamenti su responsabilità ambientale e transizione sostenibile:

  • 24 e 25 Novembre 2026 - Corso specialistico "Rischi di Responsabilità Ambientale" - in collaborazione con ICMQ. Il programma definitivo e le modalità di iscrizione sono riportate al seguente link.
Scrivici a info@poolambiente.it: le tue indicazioni ci aiuteranno a costruire i prossimi appuntamenti formativi sulle esigenze concrete di chi lavora ogni giorno con questi temi.


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