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LUGLIO 2026

Cari lettori,
l'estate è arrivata da poco e stiamo già assistendo a temperature proibitive.

Le prime ondate di calore sono il segnale di un contesto climatico in evoluzione, caratterizzato dai cosiddetti fenomeni estremi, che tendono a intensificarsi.

Questo scenario non comporta solamente un aumento concreto del rischio incendi, ma potrebbe prefigurare il susseguirsi di eventi naturali estremi capaci di avere impatti significativi sulla sicurezza delle infrastrutture, sulla continuità operativa e sull'ambiente.

Risulta quindi fondamentale per le aziende adottare un approccio proattivo, orientato alla prevenzione e alla gestione del rischio.

Interventi come la manutenzione, il controllo dei materiali stoccati, la verifica degli impianti e la formazione del personale possono fare la differenza nel ridurre l'esposizione e nel garantire una risposta efficace in caso di emergenza.


28.05.26

Assinews.it

Responsabilità ambientale: solo lo 0,89% delle aziende italiane è coperto

La diffusione delle polizze di responsabilità ambientale in Italia è bassissima (0,89% delle imprese), nonostante i rischi elevati. Quando le aziende non sono assicurate, i costi di bonifica (fino a milioni di euro) ricadono su di loro o, in caso di insolvenza, sulla collettività.

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24.06.26

NAPOLIVILLAGE.COM (WEB)

Sarno, incendio alla Termoplast: sotto osservazione aria e terreni

Un incendio presso la Termoplast di Sarno, azienda di lavorazione plastica, ha generato una vasta nube di fumo nero estesa a più comuni, con intervento massiccio dei soccorsi e misure precauzionali per la popolazione. Le autorità hanno avviato monitoraggi su aria e suolo per il rischio di emissioni tossiche (in particolare diossine), legate alla combustione di materiali plastici, mantenendo alta l’attenzione sugli effetti ambientali. L’evento evidenzia rilevanti criticità ambientali e sanitarie tipiche degli incendi industriali, con possibili impatti assicurativi su responsabilità per danni all’ambiente e costi di bonifica.

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22.06.26

ITALIA OGGI SETTE (ITALIA OGGI)

Clima, il conto ora e’ molto caro

Il cambiamento climatico è ormai un rischio economico strutturale: i danni alle infrastrutture in Italia potrebbero arrivare fino a 18 miliardi annui entro il 2050, con impatti su PIL, turismo e finanza pubblica. Nonostante l’aumento degli eventi estremi, le imprese risultano poco preparate: poche adottano misure di adattamento e meno dell’1% dispone di polizze per danni ambientali, evidenziando un forte gap nella gestione del rischio. Il fenomeno evidenzia rilevanti risvolti ambientali e assicurativi: senza adeguate coperture e prevenzione, i costi di bonifica e danno ambientale rischiano di ricadere su imprese e collettività, aumentando l’esposizione sistemica.

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20.06.26

CRONACHESALERNO.IT

Sapri, disastro ambientale sulla spiaggia

A Sapri si segnala un presunto disastro ambientale legato ai lavori di risanamento costiero nell’area ex Agip, con presenza di rifiuti, materiali ferrosi e residui potenzialmente inquinanti sulla spiaggia e in acqua. Le criticità riguardano anche possibili carenze nelle procedure di bonifica e gestione degli appalti, con ordinanze contraddittorie e scarsa trasparenza sulle condizioni di sicurezza e balneazione.  Il caso evidenzia rilevanti rischi ambientali per il litorale e la salute pubblica, con potenziali implicazioni di responsabilità ambientale e costi assicurativi per bonifiche, danni a terzi e gestione non conforme dei rifiuti.

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07.06.26

LANAZIONE.IT (WEB)

Pericolo inquinamento . Via ai controlli sulla falda al distributore di benzina

Il caso del distributore di Pontremoli illustra il percorso tipico della contaminazione da punto vendita carburanti: una segnalazione di potenziale inquinamento attiva immediatamente gli obblighi di legge previsti dal D.Lgs. 152/2006 — comunicazione agli enti, campionamento della rete piezometrica, verifica delle CSC — ancor prima che la contaminazione sia accertata. È l’esempio classico di inquinamento graduale da serbatoi e condotte interrate, spesso silente per anni, che genera costi di indagine e potenziale bonifica della falda anche in assenza di un evento accidentale visibile. Una tipologia di rischio che le polizze tradizionali tipicamente escludono e che solo una copertura ambientale dedicata può intercettare, anche nella fase — onerosa — degli accertamenti preliminari.

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La domanda del mese: "Quando il proprietario è responsabile per l'abbandono di rifiuti ad opera di terzi?"


La sentenza del Consiglio di Stato n° 1879/2026 del 9 marzo 2026, conferma il principio per cui il proprietario di un’area non è automaticamente responsabile per l’abbandono di rifiuti effettuato da terzi, ma può esserlo qualora emergano specifici profili di colpa o omissione.

La decisione ribadisce che l’ordinanza di rimozione dei rifiuti prevista dall’art. 192 del D.Lgs. 152/2006 può essere legittimamente rivolta al proprietario solo se l’amministrazione dimostra, "anche tramite elementi presuntivi", un comportamento almeno colposo.

Non è quindi sufficiente il mero rapporto di proprietà o disponibilità del fondo.

La responsabilità del proprietario si configura, ad esempio, quando questi omette di adottare misure idonee a prevenire l’abbandono dei rifiuti, soprattutto in presenza di situazioni note di rischio (accesso incontrollato all’area, precedenti episodi, mancanza di recinzioni o vigilanza).

Al contrario, laddove il proprietario dimostri di aver adottato tutte le cautele per impedire l’illecito e che l’abbandono sia avvenuto in modo del tutto imprevedibile ed inevitabile, non può essere chiamato a rispondere per fatto altrui.

La sentenza rafforza quindi un equilibrio importante: da un lato si evita di imporre una responsabilità oggettiva, non prevista dall’ordinamento, dall’altro si richiama il proprietario ad un ruolo attivo nella gestione e tutela del proprio bene.

La prevenzione (recinzioni, controlli, segnalazioni) resta quindi lo strumento principale per limitare il rischio di coinvolgimento e di conseguenti oneri di rimozione e ripristino.



    Scriveteci i vostri dubbi e le vostre domande a info@poolambiente.it

    News ed eventi


    Questo mese non abbiamo webinar in programma ma è l'occasione giusta per chiederti: "C'è un tema legato alla responsabilità ambientale che ti piacerebbe approfondire?"

    Scrivici a info@poolambiente.it:le tue indicazioni ci aiuteranno a costruire i prossimi appuntamenti formativi sulle esigenze concrete di chi lavora ogni giorno con questi temi.

    Stiamo già preparando il nuovo calendario di webinar, che riprenderà da settembre: ti terremo aggiornato su date, programmi e modalità di iscrizione.
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