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28.05.26 Assinews.it Responsabilità ambientale: solo lo 0,89% delle aziende italiane è copertoLa diffusione delle polizze di responsabilità ambientale in Italia è bassissima (0,89% delle imprese), nonostante i rischi elevati. Quando le aziende non sono assicurate, i costi di bonifica (fino a milioni di euro) ricadono su di loro o, in caso di insolvenza, sulla collettività.
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24.06.26 NAPOLIVILLAGE.COM (WEB) Sarno, incendio alla Termoplast: sotto osservazione aria e terreniUn incendio presso la Termoplast di Sarno, azienda di lavorazione plastica, ha generato una vasta nube di fumo nero estesa a più comuni, con intervento massiccio dei soccorsi e misure precauzionali per la popolazione. Le autorità hanno avviato monitoraggi su aria e suolo per il rischio di emissioni tossiche (in particolare diossine), legate alla combustione di materiali plastici, mantenendo alta l’attenzione sugli effetti ambientali. L’evento evidenzia rilevanti criticità ambientali e sanitarie tipiche degli incendi industriali, con possibili impatti assicurativi su responsabilità per danni all’ambiente e costi di bonifica.
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22.06.26 ITALIA OGGI SETTE (ITALIA OGGI) Clima, il conto ora e’ molto caroIl cambiamento climatico è ormai un rischio economico strutturale: i danni alle infrastrutture in Italia potrebbero arrivare fino a 18 miliardi annui entro il 2050, con impatti su PIL, turismo e finanza pubblica. Nonostante l’aumento degli eventi estremi, le imprese risultano poco preparate: poche adottano misure di adattamento e meno dell’1% dispone di polizze per danni ambientali, evidenziando un forte gap nella gestione del rischio. Il fenomeno evidenzia rilevanti risvolti ambientali e assicurativi: senza adeguate coperture e prevenzione, i costi di bonifica e danno ambientale rischiano di ricadere su imprese e collettività, aumentando l’esposizione sistemica.
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20.06.26 CRONACHESALERNO.IT Sapri, disastro ambientale sulla spiaggiaA Sapri si segnala un presunto disastro ambientale legato ai lavori di risanamento costiero nell’area ex Agip, con presenza di rifiuti, materiali ferrosi e residui potenzialmente inquinanti sulla spiaggia e in acqua. Le criticità riguardano anche possibili carenze nelle procedure di bonifica e gestione degli appalti, con ordinanze contraddittorie e scarsa trasparenza sulle condizioni di sicurezza e balneazione. Il caso evidenzia rilevanti rischi ambientali per il litorale e la salute pubblica, con potenziali implicazioni di responsabilità ambientale e costi assicurativi per bonifiche, danni a terzi e gestione non conforme dei rifiuti.
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07.06.26 LANAZIONE.IT (WEB) Pericolo inquinamento . Via ai controlli sulla falda al distributore di benzinaIl caso del distributore di Pontremoli illustra il percorso tipico della contaminazione da punto vendita carburanti: una segnalazione di potenziale inquinamento attiva immediatamente gli obblighi di legge previsti dal D.Lgs. 152/2006 — comunicazione agli enti, campionamento della rete piezometrica, verifica delle CSC — ancor prima che la contaminazione sia accertata. È l’esempio classico di inquinamento graduale da serbatoi e condotte interrate, spesso silente per anni, che genera costi di indagine e potenziale bonifica della falda anche in assenza di un evento accidentale visibile. Una tipologia di rischio che le polizze tradizionali tipicamente escludono e che solo una copertura ambientale dedicata può intercettare, anche nella fase — onerosa — degli accertamenti preliminari.
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