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AGOSTO 2026

Cari lettori,

Una nube. Cinquant'anni. E una domanda che brucia ancora oggi: quanto abbiamo davvero imparato?

Il 10 luglio ricorrevano i 50 anni dal disastro di Seveso, quando una fuga di diossina trasformò un pomeriggio qualunque nella Brianza in uno spartiacque per la storia industriale europea.

Terreni contaminati, migliaia di persone coinvolte, animali abbattuti, casi di cloracne: un evento che ha cambiato per sempre il modo in cui l'Europa affronta il rischio industriale, dando vita alla Direttiva Seveso.

Ma la storia non si è fermata nel 1976. Come vedrete in questa newsletter, il rischio ambientale continua a manifestarsi oggi — da un incendio in un deposito milanese a uno sversamento in Toscana, dai PFAS nelle acque venete agli inquinanti nascosti nelle piogge urbane. Cinque notizie, cinque promemoria di quanto la prevenzione resti la vera differenza tra un incidente gestito e un disastro.


11.07.26

DIETROLANOTIZIA.EU (WEB)

Attualita’, 50 anni da Seveso, in Italia oltre 7 disastri ambientali su 10 dipendono dall’uomo

A 50 anni da Seveso, oltre il 70% dei sinistri ambientali in Italia è causato da errori umani e scarsa manutenzione. La prevenzione, attraverso controlli, formazione e gestione del rischio, resta lo strumento più efficace per ridurre i danni ambientali.

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19.07.26

IL TIRRENO ED. PISA-PONTEDERA-EMPOLI

Sversamento dall’oleodotto. Controlli su terreni e pozzi

A seguito dello sversamento di gasolio dall’oleodotto avvenuto lo scorso aprile, proseguono le attività di monitoraggio ambientale che Arpat e Asl hanno richiesto su terreni e pozzi per verificare eventuali contaminazioni e garantire la tutela delle risorse idriche.

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21.07.26

TVIWEB.IT

PFAS ENEA e Acque del Chiampo insieme per sviluppare nuove tecnologie contro i microinquinanti

La collaborazione avviata tra ENEA e Acque del Chiampo punta a sviluppare nuove tecnologie per il trattamento e la degradazione dei “contaminanti eterni” nelle acque reflue e nei fanghi. L’iniziativa rappresenta un passo concreto verso soluzioni innovative di bonifica, in un ambito considerato tra le principali sfide ambientali degli ultimi anni.

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09.07.26

CORRIERE DELLA SERA - EDIZIONE MILANO

Bartolini, incendio al deposito Bovisa Colonna di fumo sopra tutta la citta’

Un impressionante rogo accidentale ha devastato 8.000 mq del deposito BRT, sprigionando una nube tossica che ha imposto il blocco precauzionale di frutta e verdura a livello locale. L’evento rimarca come i costi di gestione dei fumi di combustione e i danni da indagine e bonifica conseguenti possano travolgere un’azienda logistica priva di una polizza ambientale dedicata.

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20.07.26

AMBIENTENONSOLO.COM

Pioggia e citta’: uno studio europeo rivela gli inquinanti nascosti nelle acque di ruscellamento urbano

Un recente studio europeo pubblicato su Water Research evidenzia come le acque di ruscellamento urbano possano trasportare numerosi contaminanti, tra cui metalli pesanti, residui del traffico e sostanze emergenti, con potenziali impatti sugli ecosistemi acquatici.

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La domanda del mese: "Cosa ci ha insegnato il disastro di Seveso?"


Il disastro di Seveso del 1976 ha segnato un punto di svolta nella gestione dei rischi industriali in Europa.

La fuoriuscita di diossina da uno stabilimento chimico mise in evidenza quanto fosse fondamentale prevenire gli incidenti e saper gestire al meglio le emergenze.

Da quell'evento nacque la Direttiva Seveso, pilastro fondamentale del quadro normativo europeo in materia di sicurezza industriale e tutela ambientale.

Tutto qui?

Non proprio.

Cinquant'anni dopo, i numeri raccontano una storia che va oltre la grande industria regolamentata: oltre il 70% dei sinistri ambientali in Italia dipende ancora oggi da errori umani e carenze di manutenzione, non da eventi eccezionali o imprevedibili. E il 40,8% dei sinistri ha origine da fenomeni di corrosione — lo stesso tipo di guasto silenzioso e progressivo che, come vedrete più avanti, può colpire un oleodotto o una tubazione tanto quanto un impianto Seveso.

È qui che si misura la vera eredità dell'anniversario: non solo le grandi aziende soggette alla Direttiva, ma ogni realtà produttiva — anche le più piccole, anche quelle che si sentono "fuori pericolo" — è esposta a un rischio ambientale concreto, quotidiano, spesso invisibile finché non si manifesta.

Conoscere questo rischio, e saperlo assicurare, non è più un'opzione per pochi.

È responsabilità diffusa.


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    Vi segnaliamo i prossimi appuntamenti su responsabilità ambientale e transizione sostenibile:
    • 24 e 25 Novembre 2026 - Corso specialistico "Rischi di Responsabilità Ambientale" - in collaborazione con ICMQ. A breve indicheremo il programma definitivo e le modalità di iscrizione.
    Scrivici a info@poolambiente.it: le tue indicazioni ci aiuteranno a costruire i prossimi appuntamenti formativi sulle esigenze concrete di chi lavora ogni giorno con questi temi.


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