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NOVEMBRE 2026

Cari lettori,

cinquant'anni fa Seveso ha insegnato all'Italia che un incidente industriale può segnare un territorio per generazioni.

Da allora i nomi sono cambiati, da Miteni a Caffaro fino all'Ilva, ma la domanda è rimasta la stessa: quando l'inquinamento arriva, chi se ne fa carico?

Le notizie di questo mese ce lo ricordano da vicino. Nel Savonese quattro Comuni sono rimasti senza acqua potabile a causa dei PFAS, e le indagini puntano su vecchie discariche e siti industriali. Nel Naviglio Grande, a più di un mese dallo sversamento di idrocarburi, i sedimenti sono ancora contaminati.

Intanto le nuove regole europee chiedono alle imprese più attenzione al suolo, alle microplastiche e alla rendicontazione ESG, mentre le coperture per il danno all'ambiente restano ancora poco diffuse.

E proprio sui PFAS il Ministero dell'Ambiente ha dato una risposta molto attesa: se una sostanza non ha un limite di legge, l'obbligo di bonifica scatta lo stesso? La trovate nella domanda del mese.

Buona lettura.

14.10.26

BUSINESSCOMMUNITY.IT (WEB)

Nuove regole ESG, microplastiche e suolo: cosa devono fare le imprese ora

Le nuove norme europee impongono alle imprese maggiori obblighi in materia di rendicontazione ESG, prevenzione della dispersione di microplastiche e monitoraggio del suolo, introducendo controlli più stringenti e verifiche ambientali in caso di trasformazione o cessione di siti produttivi. L’articolo evidenzia che le aziende dovrebbero adeguare tempestivamente i propri sistemi di gestione del rischio ambientale, anche perché le coperture assicurative per danno all’ambiente restano ancora poco diffuse nonostante l’aumento degli obblighi normativi e delle potenziali responsabilità.

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12.10.26

TICINONOTIZIE.IT (WEB2)

Sversamento nel Naviglio Grande, in Regione Lombardia il punto sull’emergenza

A oltre un mese dallo sversamento di idrocarburi nel Naviglio Grande, le prime attività di bonifica hanno consentito di contenere la contaminazione, ma permangono residui inquinanti nei sedimenti e in alcuni canali collegati, rendendo necessari ulteriori interventi e monitoraggi. L’episodio evidenzia i potenziali impatti ambientali degli sversamenti sulle acque superficiali, sugli ecosistemi e sul reticolo irriguo, con possibili implicazioni assicurative legate ai costi di bonifica, al danno ambientale e all’accertamento delle responsabilità dell’evento.

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15.10.26

L' EXTRATERRESTRE (IL MANIFESTO)

SEVESO E LE ALTRE

A 50 anni dal disastro di Seveso, l’articolo richiama l’attenzione sui principali casi italiani di contaminazione industriale, dalla Miteni di Vicenza alla Caffaro di Brescia fino all’Ilva di Taranto, evidenziando come il tema della prevenzione e delle bonifiche resti ancora attuale. La riflessione mette in luce i persistenti rischi per ambiente e salute derivanti da attività industriali ad alto impatto e la necessità di rafforzare controlli, bonifiche e strumenti di gestione del rischio ambientale per evitare nuovi casi di contaminazione diffusa.

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16.10.26

ILSECOLOXIX.IT (WEB)

Pfas, nel Savonese 4 Comuni gia’ a secco. Le discariche dismesse nel mirino

Nel Savonese la contaminazione da PFAS ha reso non potabile l’acqua in quattro Comuni, spingendo le autorità a indagare le possibili fonti dell’inquinamento, tra cui discariche dismesse, siti industriali e schiume antincendio. L’emergenza evidenzia il rischio ambientale legato alla contaminazione delle falde e delle reti idriche, con possibili ricadute in termini di bonifica, approvvigionamento idrico alternativo e responsabilità ambientale per i soggetti eventualmente coinvolti.

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14.10.26

MAGAZINEQUALITA.IT

Responsabilita’ ambientale: nuovi obblighi in arrivo per le imprese

Solo lo 0,89% delle imprese italiane dispone di una polizza per la responsabilità ambientale, nonostante l’aumento degli obblighi normativi in materia di ESG, microplastiche e monitoraggio del suolo. Il dato evidenzia una forte sottoassicurazione del rischio ambientale: in caso di contaminazione o danno all’ambiente, i costi di bonifica possono ricadere sulle aziende coinvolte e, nei casi più critici, sulla collettività, rafforzando la necessità di una maggiore cultura della prevenzione e della copertura assicurativa.

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La domanda del mese: "Quali sono gli obblighi di bonifica se la contaminazione è causata da PFAS?"

La risposta del MASE all'interpello ambientale del 12 ottobre 2026, prot. n. 212123

La risposta all'interpello affronta una questione tecnica cruciale riguardante l'applicabilità delle procedure di bonifica in caso di accertata contaminazione da PFAS nelle acque sotterranee.

Il quesito, sollevato dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, nasceva dal fatto che i PFAS non sono storicamente elencati all'interno delle Tabelle delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) del Testo Unico Ambientale e, di conseguenza, non sarebbe possibile definire se la falda sia contaminata o meno, se debbano scattare gli obblighi di intervento e quali siano gli obiettivi di bonifica da raggiungere.

La risposta del MASE specifica:
  • l'assenza di CSC tabellari non esime dall'obbligo di bonifica;
  • se la contaminazione è riconducibile a una sorgente precisa e individuabile, si applicano a pieno titolo le procedure del Titolo V;
  • qualora non sia possibile identificare una sorgente specifica, la gestione ricade sotto i Piani regionali per la gestione delle contaminazioni diffuse;
  • a causa dell'estrema eterogeneità dei PFAS ha escluso la possibilità di utilizzare in via automatica il principio della "sostanza tossicologicamente più affine" come riferimento;
  • in forza del principio di precauzione, si assumono come riferimento i parametri restrittivi definiti per le acque destinate al consumo umano (introdotti dal D.Lgs. 18/2023, come modificato dal D.Lgs. 102/2025).
Scriveteci i vostri dubbi e le vostre domande a info@poolambiente.it

News ed eventi


Vi segnaliamo i prossimi appuntamenti su responsabilità ambientale e transizione sostenibile:

  • 3-6 Novembre 2026 - Ecomondo fiera internazionale dedicata alla green economy, all'economia circolare e alla transizione ecologica - presso Rimini Expo Centre
  • 24 e 25 Novembre 2026 - Corso specialistico "Rischi di Responsabilità Ambientale" - in collaborazione con ICMQ. Il programma definitivo e le modalità di iscrizione sono riportate al seguente link.
Scrivici a info@poolambiente.it: le tue indicazioni ci aiuteranno a costruire i prossimi appuntamenti formativi sulle esigenze concrete di chi lavora ogni giorno con questi temi.


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