pool-ambiente

NEWSLETTER
DICEMBRE 2025

Cari lettori,

siamo arrivati all'ultima newsletter del 2025!

Anche in questo caso vi riportiamo alcuni degli articoli più interessanti pubblicati nell'ultimo mese da cui emerge ancora una volta quanto le matrici ambientali siano fragili e quanto elevati possano essere le conseguenze sia in termini economici che di salute.

Nella domanda del mese riportiamo un approfondimento sulle conseguenze che può avere una recente sentenza della Corte di Cassazione in merito alle acque meteoriche di dilavamento.

Ne approfittiamo per farvi i nostri migliori auguri per una proficua chiusura dell'anno e per un sereno Natale.

Buona lettura!

25.11.25

CORRIERE DEL VENETO Ed. Treviso e Belluno

Ex Salsa, inquinata anche la falda “Trovata un’alta presenza di Ipa”

Il caso dell’ex caserma Salsa a Treviso evidenzia quanto la gestione del rischio ambientale sia centrale nei progetti di rigenerazione urbana. La presenza diffusa di IPA nei terreni e nella falda ha imposto il fermo dei lavori e l’avvio di interventi di messa in sicurezza d’emergenza, a tutela di futuri utenti e comunità locali. La bonifica finanziata dalla Regione rappresenta un passo necessario, ma ricorda anche l’importanza di valutazioni ambientali accurate sin dalle prime fasi progettuali. Solo una gestione responsabile del rischio può garantire che nuovi spazi pubblici – scuole, impianti sportivi, parchi – nascano sicuri e realmente sostenibili.

Scarica PDF


06.11.25

TGCOM24.MEDIASET.IT (WEB)

Obbligo assicurativo contro le calamita’ naturali, cosa devono sapere le imprese

Dal 2025 è entrato in vigore l’obbligo per le imprese italiane di stipulare una polizza contro le calamità naturali (alluvioni, terremoti, frane), con scadenze differenziate per dimensione aziendale. Nonostante questo importante passo, gli esperti di Pool Ambiente e ANIA sottolineano che tale obbligo non copre i danni ambientali (inquinamento), per i quali lo Stato spende miliardi, evidenziando una lacuna di consapevolezza tra le imprese

Scarica PDF


06.11.25

ROBOREPORTER.IT

Stanziati 450 milioni di euro per la bonifica dei siti contaminati in Italia

Il Governo italiano ha annunciato un significativo investimento di quasi 450 milioni di euro destinati alla bonifica dei siti contaminati su tutto il territorio nazionale. Bene, ma si tratta di soldi della collettività a beneficio della collettività, per un danno causato dal privato. Sarebbe ben più opportuno, forse, che si privilegiasse il ricorso a forme moderne di garanzia finanziaria, che nell’abbinamento con coperture assicurative adeguate potrebbero salvaguardare sia il bene pubblico che la continuità dell’impresa, e con questa il benessere dell’indotto e del tessuto economico e sociale locale

Scarica PDF


09.11.25

GAZZETTADELSUD.IT (WEB)

Marsala, incendio in un ex magazzino abbandonato: tra i rifiuti bruciati anche amianto

Un incendio è divampato in un ex magazzino industriale abbandonato a Marsala, vicino al porto, generando una densa colonna di fumo visibile a chilometri di distanza. Sono bruciati rifiuti accumulati da decenni e tra le macerie è stato trovato anche amianto, con conseguente allerta alle autorità comunali. Le cause non sono certe.

Scarica PDF


02.11.25

LALEGGEPERTUTTI.IT

Terreno sporco, paga il proprietario: la stangata per chi non vigila

Terreno trasformato in discarica? Il proprietario paga. Il TAR Veneto ha stabilito che anche in caso di rifiuti abbandonati da terzi, il proprietario è responsabile se non ha vigilato. La sentenza introduce il principio di “colpa omissiva”, con pesanti conseguenze economiche per chi dimostra disinteresse nella custodia del proprio fondo.

Scarica PDF


La domanda del mese: "Cassazione: acque meteoriche e reflui industriali – cosa cambia per le aziende?"


La sentenza della Cassazione Penale, Sez. III, 13 ottobre 2025, n. 33646 segna una svolta importante nella gestione delle acque meteoriche da dilavamento, affermando il seguente principio:

"Le acque piovane che, cadendo al suolo, non subiscono contaminazioni restano acque meteoriche. Se invece entrano in contatto con sostanze inquinanti (oli, vernici, residui di lavorazione), perdono tale natura e diventano reflui industriali, soggetti alla disciplina dell’art. 74 e alle sanzioni dell’art. 137 del D.Lgs. 152/2006".

Ragion per cui:

Prima della sentenza
  • Le acque di dilavamento erano generalmente gestite come fenomeno meteorico, con obbligo di impianti di trattamento per la “prima pioggia” e autorizzazioni semplificate.
  • La contaminazione era considerata potenziale, non determinante per la qualificazione giuridica.
Dopo la sentenza
  • Viene introdotto un nuovo criterio sostanziale: conta la contaminazione effettiva.
  • Se presente, l’acqua è equiparata a refluo industriale che necessita quindi di autorizzazione allo scarico.
Scriveteci i vostri dubbi e le vostre domande a info@poolambiente.it

News ed eventi



Vi segnaliamo i prossimi appuntamenti su responsabilità ambientale e transizione sostenibile:
  • 28 Gennaio 2026 - Webinar per le imprese “Contaminanti emergenti e responsabilità ambientale: cosa devono sapere le imprese” - in collaborazione con CINEAS. Programma e iscrizioni disponibili a questo link.


Per restare aggiornato sulle attività del Pool Ambiente seguici anche su Linkedin.
Email Marketing Powered by MailPoet