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NEWSLETTER
FEBBRAIO 2026

Cari lettori,
per la newsletter di questo mese prendiamo spunto dai dati riportati nel Rapporto ISPRA 2025 sullo stato delle bonifiche in Italia pubblicato di recente e vogliamo evidenziare due dati in particolare:
  • in Italia, ogni anno vengono attivati quasi 1.200 procedimenti di bonifica;
  • mediamente, per concludere un procedimento di bonifica sono necessari almeno 2 anni e mezzo.
Alla luce di questi dati, testimoniati anche dagli articoli che pubblichiamo quotidianamente nella nostra rassegna stampa e di cui vi riportiamo una selezione nella newsletter, unitamente all'evoluzione degli studi sui nuovi contaminanti (come PFAS e micro-plastiche) ed all'intensificazione degli eventi naturali estremi risulta sempre più determinante per le aziende investire sulla prevenzione e salvaguardare la propria stabilità economica, anche attraverso la stipula di polizze dedicate.

Buona lettura!

22.01.26

CORRIERE DELLA SERA

Onde di 16 metri In Sicilia danni per 500 milioni

Il ciclone Harry ha colpito le coste di Sicilia, Calabria e Sardegna, generando onde fino a 16 metri, mareggiate eccezionali, piogge intense e venti estremi, provocando danni stimati che superano i 500 milioni di euro solo in Sicilia. Gli eventi naturali eccezionali stanno diventando sempre più frequenti e intensi, con un rischio di contaminazione ambientale estremamente elevato soprattutto nelle aree industriali. Solo l’1% delle aziende dispone di una polizza assicurativa ambientale dedicata e la polizza obbligatoria entrata in vigore nel 2025, contro le calamità naturali, non copre i danni conseguenti a inquinamento.

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03.01.26

LEGANERD.COM

Inquinamento invisibile: gli incendi rilasciano molti piu’ composti tossici di quanto stimato

Gli incendi boschivi, rilasciano nell’atmosfera enormi quantità di composti organici inquinanti, pari al 21% delle emissioni globali, un valore simile a quello delle attività industriali. Dal 1997 al 2023 sono stati immessi 143 milioni di tonnellate di sostanze nocive, con effetti gravi sulla salute, sul riscaldamento globale e sullo strato di ozono. Le praterie secche risultano le più inquinanti, mentre gli hotspot principali sono in Africa meridionale, Australia, Nuova Zelanda, Nord America e Asia.

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24.01.26

ILRESTODELCARLINO.IT (WEB)

Falde dell’acqua contaminate. Respinto il ricorso del calzaturificio

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del calzaturificio Ipr, confermando la sua responsabilità nella contaminazione della falda del Basso Bacino del Chienti. Le indagini hanno rilevato la corrispondenza tra le sostanze inquinanti presenti nel terreno e quelle utilizzate nell’attività produttiva, sufficiente a individuare l’azienda come fonte plausibile di inquinamento. L’impresa resta quindi obbligata a mettere in sicurezza l’area e procedere alla bonifica ambientale.

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19.01.26

IL RESTO DEL CARLINO - EDIZIONE RAVENNA/FAENZA

Oltre duecento siti industriali contaminati

Secondo il rapporto di Ispra, nella sola Provincia di Ravenna sono oltre duecento i siti contaminati, ereditati da svariate attività industriali, coinvolti nei procedimenti ambientali. Una maggiore diffusione delle Polizze per i Danni all’Ambiente favorirebbe una più efficace applicazione del principio “Chi Inquina Paga”, garantendo che le imprese dispongano delle risorse necessarie per far fronte agli interventi di bonifica.

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07.01.26

TELEAMBIENTE.IT

Allarme PFAS in Toscana: Bloccate l’acqua potabile

In Toscana è stata segnalata una possibile contaminazione da PFAS nella falda di San Filippo, da cui proviene acqua potabile. Le analisi hanno rilevato concentrazioni complessive di sei sostanze PFAS pari a 107,7 ng/l, oltre ai limiti europei, e la presenza di composti non normati come PFMS e TFA. Bisogna avviare interventi urgenti per garantire la sicurezza idrica, in linea con le nuove regole europee che fissano un limite massimo di 100 ng/l per il totale dei PFAS e 20 ng/l per quattro sostanze specifiche.

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La domanda del mese: "Cosa dice il Rapporto ISPRA 2025 sullo stato dei siti contaminati in Italia?"


lo scorso Dicembre è stato pubblicato il rapporto ISPRA "Lo stato delle bonifiche
dei siti contaminati in Italia: quarto rapporto sui dati regionali" che aggiorna la fotografia delle bonifiche in Italia anche a seguito dell'introduzione di MOSAICO, il nuovo strumento per la gestione, l'analisi e il monitoraggio dei procedimenti ambientali.

DI seguito riportiamo alcuni dati significativi:
  • alla fine del 2023, i procedimenti di bonifica attivati in Italia risultano essere 38.556 (al netto della Regione Sardegna, di cui non si hanno dati);
  • di questi: il 58% (22.191) risulta concluso mentre il 42% (16.365) risulta ancora in corso;
  • il 38% dei procedimenti si è concluso senza interventi di bonifica con tempi (mediani) compresi tra 30 e 71 mesi, in funzione della fase raggiunta (caratterizzazione, analisi di rischio, monitoraggi);
  • il 62% ha richiesto un intervento di bonifica con tempistica (mediana) pari a 46 mesi;
  • tra il 2007 e il 2023, mediamente, ogni anno sono stati attivati 1.190 nuovi procedimenti di bonifica;
  • circa il 33% dei comuni italiani ha almeno un procedimento di bonifica in corso;
  • sono infine 484 i siti definiti "orfani" ovvero i siti per i quali le operazioni di bonifica sono a carico dell Stato in quanto non è stato identificato il responsabile della contaminazione.
Scriveteci i vostri dubbi e le vostre domande a info@poolambiente.it

News ed eventi


Vi segnaliamo i prossimi appuntamenti su responsabilità ambientale e transizione sostenibile:
  • 19 Febbraio 2026 - ore 9.30 Pool Ambiente parteciperà al convegno: "Pronto intervento ambientale - Innovazione e futuro nella protezione dell'ambiente". Palazzo Montecitorio, sala della Lupa, Roma.

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