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GIUGNO 2025

Cari lettori,

tra gli articoli selezionati in questo numero, vi evidenziamo la prima sentenza di un tribunale italiano che ha riconosciuto il diritto al risarcimento agli eredi di un lavoratore deceduto, fissando il nesso causale tra l'esposizione ai PFAS e la malattia che lo ha colpito.

Questa sentenza può essere definita "storica", oltre per il fatto di essere la prima in questo ambito, anche per tutte le ripercussioni che potrà avere in termini di risarcimento per altri lavoratori, per la necessità di un adeguamento normativo e per eventuali limitazioni o restrizioni sull'utilizzo dei cosiddetti "forever chemicals"

Buona lettura.

27.05.25

UMBRIAJOURNAL.COM (WEB)

Gasolio nel Nera, due denunce per inquinamento a Scheggino

Da una cisterna collocata all’interno di un’abitazione in fase di ristrutturazione, situata in prossimità del corso d’acqua Nera, si è originata una contaminazione da gasolio. Durante i lavori edili, un operaio incaricato delle operazioni ha tranciato le tubazioni collegate alla cisterna, provocando la
fuoriuscita incontrollata del carburante. Il liquido, penetrando nel terreno, si è infiltrato fino a raggiungere il canale Fiumarella, provocando un’importante contaminazione. Lo scenario di danno all’ambiente da contaminazione proveniente da una cisterna interrata o fuori terra è quello più comune, spesso la causa è proprio l’errore umano come in questo caso.

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16.05.25

LA NUOVA DI VENEZIA E MESTRE

Pfas, riconosciuta la malattia professionale

Sentenza importante che riconosce la correlazione tra l’esposizione ai PFAS e il tumore. Questa sentenza rivestirà sicuramente un importante ruolo per i processi in corso e futuri relativi a casi di contaminazione da PFAS che in Italia potrebbero essere centinaia.

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10.05.25

TELEAMBIENTE.IT

Catalogna, nube tossica da incendio in azienda chimica: 150mila persone confinate in casa

Un grave incendio ha costretto il dispiegamento di numerosi vigili del fuoco in uno magazzino di prodotti chimici situato nella zona industriale La Red di Alcalá de Guadaíra – a 16 km di distanza da Siviglia -, dopo un’esplosione avvenuta poco prima delle 13:30 del 14 maggio. La nube di fumo generata è stata visibile da comuni situati a più di 80 chilometri dal sito. L’incendio ha costretto più di 80mila persone a confinarsi in casa per diverse ore per non respirare l’aria tossica e l’evacuazione di imprese limitrofe.

L’azienda colpita è impegnata nella distribuzione e commercializzazione di prodotti chimici dal 1985, dopo aver iniziato la sua attività nel 1975 come trasformatore di materie plastiche. La sua struttura ha una superficie di undicimila metri quadrati, di cui 4.500 coperti, e ha una capacità di stoccaggio di mille metri cubi di prodotti liquidi sfusi, oltre alla capacità di immagazzinare più di cinquemila pallet. L’impresa non ha quindi al proprio interno la produzione di composti chimici ma solo la loro commercializzazione. Nonostante il processo produttivo sia apparentemente a “rischio basso”, un’attività di questo tipo è comunque interessata da vari potenziali scenari di danno all’ambiente come lo sversamento di sostanze nelle aree di carico/scarico o di stoccaggio, l’eventuale fuoriuscita di prodotto da impianti come serbatoi, silos o tubature e naturalmente lo scenario dell’incendio e dell’esplosione che può portare a ingenti costi di bonifica e risarcimento dei terzi danneggiati.

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07.05.25

ILGIORNO.IT (WEB)

Lacchiarella, recuperati 16 fusti. I volontari del Parco Sud bonificano la zona dai rifiuti

Anche gli enti pubblici possono avere la necessità di sottoscrivere una polizza di Responsabilità Ambientale. Infatti, nel caso di abbondono di rifiuti in un’area pubblica, con la copertura per gli atti dolosi di terzi, l’Ente avrebbe garanzia della copertura delle spese di ripristino dell’area, compresi i danni a specie e habitat, anche qualora il responsabile non venisse trovato o risultasse insolvente.

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13.05.25

HASHTAGSICILIA.IT

Italia avvelenata: solo il 6% dei suoli bonificati.

Il report delle associazioni ACLI, AGESCI, ARCI, Azione Cattolica Italiana, Legambiente e Libera mette a fuoco una situazione di stallo rispetto al tema delle Bonifiche ambientali. Emergono infatti dal report gravi ritardi amministrativi, una media bassissima di 11 ettari bonificati
l’anno, 35 reati di omessa bonifica dal 2015 al 2023.  Secondo l’esperienza maturata dal Pool Ambiente, le imprese che si dotano di una copertura assicurativa per i danni all’ambiente sono statisticamente più attente al rispetto delle leggi, incluse le norme ambientali, sono quindi meno soggette a ecoreati e, qualora si verifichi un danno all’ambiente, sono in grado di ottemperare agli obblighi di bonifica. La scarsa diffusione di tali coperture impedisce che tale effetto positivo si esplichi su tutto il territorio italiano. Servirebbero infatti incentivi ad  un maggior ricorso a tali coperture che oggi è fermo a meno dell’1% delle imprese italiane.

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La domanda del mese: "Cosa sono le sostanze pericolose?"




Le sostanze pericolose sono materiali (liquidi, solidi o gassosi) che presentano un rischio intrinseco per la salute umana, l'ambiente o la sicurezza, a causa delle loro proprietà chimiche o fisiche.

Queste sostanze possono essere presenti in numerosi ambienti di lavoro e, se non gestite correttamente, possono causare danni significativi.

Sono regolate principalmente da tre normative:
  • Regolamento CLP (CE) n. 1272/2008, modificato dal Regolamento delegato (UE) 2023/707 - Stabilisce i criteri per la classificazione, l'etichettatura e l'imballaggio delle sostanze e delle miscele pericolose;
  • Regolamento REACH (CE) n. 1907/2006 - Disciplina la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e le restrizioni per le sostanze chimiche prodotte o importate nell'Unione Europea in quantità superiori a 1 tonnellata all'anno;
  • D.Lgs. 81/2008 (Titolo IX) - Dispone i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dagli agenti chimici presenti sul luogo di lavoro.
In particolare, il CLP individua 31 classi di pericolo suddivise in macro categorie:
  • Pericolo Fisici
  • Pericoli per la salute
  • Pericoli per l'ambiente
  • Pericoli dovuti a sostanze Persistenti, Bioaccumulabili e Tossiche
Una volta classificata come pericolosa, la sostanza deve essere etichettata con pittogrammi e frasi di avvertenza per indicare il pericolo oltre che essere accompagnata da una Scheda Dati di Sicurezza (SDS) che fornisce informazioni dettagliate sui rischi e le precauzioni da adottare.



Scriveteci i vostri dubbi e le vostre domande a info@poolambiente.it


News ed eventi



Vi segnaliamo i prossimi appuntamenti su responsabilità ambientale e transizione sostenibile:
  • 6 Giugno 2025 - Pool Ambiente parteciperà in veste di relatore al 9° Safety Day Petroltecnica "La Sicurezza e la Salute tra cambiamenti climatici e transizione energetica". E' possibile consultare il programma completo e per iscriversi al seguente link
  • 25 Giugno 2025 - Training su “Rischi Ambientali e prevenzione dei danni all’ambiente”. erogato in collaborazione con CINEAS e con la partecipazione di Belfor Italia e Ecomedit. E' possibile consultare il programma completo e per iscriversi al seguente link


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